Sharon Draper.
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Ho Undici Anni E Non Ho Mai Parlato.
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Titolo originale: Out of my mind.
Traduzione di Alessandra Saffioti.
2013 Edizioni Anordest.
Collana Linea Controcorrente.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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QUALCHE GIUDIZIO.
"Se esiste un libro che tutti
i figli e i genitori dovrebbero
leggere,  proprio questo."
THE DENVER POST

La vita di Melody  tragicamente complicata.
Rivela la forza d'animo e l'incredibile
coraggio che serve per superare
la disabilit e soprattutto i pregiudizi
che l'accompagnano. "
publishers weekly

OLTRE 700.000 COPIE VENDUTE
NEW YORK TIMES BESTSELLER PER
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NOMINATO MIGLIOR LIBRO
PRIMO NELLA CLASSIFICA
INDIE NATIONAL BESTSELLER
HA RICEVUTO IL SAKURAAWARD
DAI RAGAZZI GIAPPONESI.

RISVOLTO DI COPERTINA.
 Melody non  come gli altri bambini. 
Non pu camminare, n parlare, ma ha una formidabile memoria
fotografica; si ricorda ogni minimo
dettaglio di tutto ci che vive.
 pi intelligente della maggior
parte degli adulti che provano a
curarla e pi intelligente dei suoi
compagni di scuola.
La maggior parte del tempo,
per, Melody si sente come un uccellino
in gabbia;  in grado di osservare
il mondo intorno, ma non
riesce ad interagire con esso. Sono
tante le parole e i sentimenti che si
accumulano e restano intrappolati
dentro di lei.
Ma Melody si rifiuta di essere
definita cerebralmente paralizzata.
Ed  determinata a farlo sapere
a tutti... in qualche modo.
L'autrice conosce bene l'argomento
in quanto anche sua
figlia Wendy  paralizzata cerebralmente.
E anche se Melody
non  Wendy, la veridicit
della storia  lampante.
Raccontato dalla voce di Melody,
questo romanzo commovente
da subito fa risaltare la
sua intelligenza e la sua determinazione
a superare quegli ostacoli che paiono 
insormontabili.
In questa storia sconvolgente della 
scrittrice due volte vincitrice del Premio 
Coretta Scott King dato dall'Associazione
Librai Americani, i lettori conosceranno 
una mente brillante e uno spirito coraggioso 
che cambier per sempre
il loro modo di vedere le persone disabili.

L'AUTRICE.
Sharon Draper  due volte vincitrice del Premio
Coretta Scott King dato dall'Associazione
Librai Americani. Vive a Cincinnati, Ohio, 
una popolare relatrice di orientamento educativo
per gruppi letterari nazionali e internazionali.



Sharon Draper
Ho Undici Anni E Non Ho Mai Parlato.

Tutti i riferimenti a persone reali, eventi, istituzioni, organizzazioni o locali hanno il solo scopo di fornire un senso di autenticit, e sono utilizzati in modo fittizio. Tutti gli altri personaggi, eventi e dialoghi sono tratti dalla fantasiadell'autore e non sono da intendersi come reali.

RINGRAZIAMENTI.

Desidero ringraziare tutte le persone meravigliose che dedicano la
loro vita ai bambini che hanno bisogni speciali.
Un ringraziamento speciale e tanta gratitudine ai pazienti e assistenti
devoti del Echoing Lake Facilities, The Renouard Home, The Lucy
Idol Center, Camp Cheerful, Stepping Stones, Camp Allyn, Bobbie Fairfax
School, e alla Roselawn Condon School (un ringraziamento speciale
per Daphne Robinson).
Un ringraziamento alla mia amica Karen Brantley, che davvero capisce
tutto!
E uno speciale ringraziamento alla mia consulente editoriale Caitlyn
Dlouhy per la sua pazzesca intelligenza, capacit, visione, e per l'utilizzo della penna verde nel correggere il mio testo.
 
Capitolo 1.

Parole.
Sono circondata da centinaia di parole. Forse da migliaia.
Cattedrale. Maionese. Melograno.
Mississippi. Partenopeo. Ippopotamo.
Vellutato. Terrificante. Iridescente.
Solletico. Starnuto. Desiderio. Paura.
Le parole cadono sempre attorno a me come fiocchi di neve
- ognuno delicato e differente, ognuno puro e sciolto nelle mie
mani.
Dentro di me le parole si accumulano formando enormi cumuli.
Montagne di frasi e frasi e di idee connesse tra loro. Espressioni
dotte. Battute. Canzoni d'amore.
Fin dai primi mesi di vita le parole avevano un sapore dolce e
una consistenza liquida e le bevevo come fosse limonata. Riesco
ancora ad assaporarle. I miei pensieri confusi e le mie sensazioni
prendevano cos forma. I miei genitori mi bombardavano di parole
con le loro conversazioni. Chiacchieravano e balbettavano.
Esprimevano concetti e cantavano. Mio padre cantava per me.
Mia madre sussurrava al mio orecchio tutta la sua forza.
Ogni parola detta dai miei genitori, a me o su di me, l'ho fatta
mia e la ricordo. Tutte senza distinzione alcuna.
Non capisco come quei complicati processi di comunicazione
e di pensiero mi coinvolgevano tanto, tuttavia ci succedeva rapidamente
e naturalmente. Con il passare del tempo, avevo due
anni, tutti i miei ricordi avevano un nome, tutti i nomi avevano
un significato.
Ma solo nella mia mente.
Non ho mai pronunciato una singola parola. Ho quasi undici anni.

 Capitolo 2.

Non riesco a parlare. Non riesco a camminare.
Non sono in grado di mangiare da sola o andare al bagno da sola.
Che grande seccatura.
Le mie braccia e le mie mani sono abbastanza rigide, ma riesco
a schiacciare il tasto del telecomando e muovere la mia sedia a
rotelle afferrando i pomelli posti sulle ruote. Non riesco a tenere
in mano un cucchiaio o una penna senza farla cadere. Il mio equilibrio
 pari a zero - un uovo - ha pi equilibrio di me.
Quando le persone mi guardano sono certa che vedono una
ragazza con i capelli corti, ricci e scuri attaccati ad una sedia a
rotelle rosa. Dopotutto, no c' nulla di carino nell'avere una sedia
a rotelle rosa. Il colore rosa non cambia la mia situazione.
Loro vedranno una ragazza dagli occhi castano scuro, pieni di
curiosit. Ma uno dei due  leggermente di malumore.
La sua testa oscilla un po'.
Alcune volte sbava.
 davvero magra per avere quasi undici anni.
Le sue gambe sono davvero magre, probabilmente perch non
le ha mai usate.
Il suo corpo tende a muoversi a caso, con calci inattesi e con
braccia che si agitano di tanto in tanto, cercando di collegarsi con
qualcosa che  vicino a lei - una pila di cd, una scodella di zuppa,
un vaso di rose.
Il tutto senza controllo alcuno.
Solo quando la gente finisce di stilare la lista dei miei problemi,
forse si accorgono del mio sorriso simpatico e delle profonde
fossette - penso che le mie fossette siano simpatiche.
Indosso leggeri orecchini d'oro.
A volte le persone non mi chiedono neppure il nome, come se
non fosse importante. Ma lo . Mi chiamo Melody.
Riesco a ricordare il mio passato, di quando ero davvero piccola.
Di certo,  difficile separare i veri ricordi dai video che mio
padre aveva girato con la sua videocamera. Ho visto questi video
milioni di volte.
Mamma mi portava a casa dall'ospedale - era sorridente, ma
dai suoi occhi traspariva la paura.
Melody faceva il bagnetto in una piccola vasca da bagno per
neonati. Le mie braccia e le mie gambe apparivano cos magre.
Non sguazzavo e non agitavo i piedini.
Melody non riusciva a stare seduta sul divano, delle coperte la
sostenevano - sembravo appagata. Non ho mai pianto molto da
piccola; mamma lo conferma.
Mamma mi massaggiava con la crema dopo il bagnetto - posso
ancora sentire il profumo di lavanda - poi mi avvolgeva in un
soffice accappatoio.
Pap girava video mentre mi davano da mangiare, mi cambiavano,
e persino mentre dormivo.
Crescendo, sono certa che pap aspettava di vedermi muovere,
sedermi e camminare. Ma ci non  mai avvenuto.
Ma io assorbivo tutto. Iniziavo a riconoscere i rumori e gli odori e
i sapori. Lo schioppettio del fuoco la mattina. Il pungente odore della
cenere appena la casa si scaldava. La sensazione di uno starnuto.
E la musica. Le canzoni ondeggiavano attorno a me e l restavano.
Le ninne nanne dormivano con me, insieme al profumo
della nanna. Le melodie mi facevano sorridere. Erano la colonna
sonora della mia vita. Posso perfino sentire il profumo e vedere i
colori delle immagini che la musica produceva.
Mamma ama la musica classica. Le tonanti sinfonie del grande
Beethoven esplodono dal suo Cd per tutta la giornata. Questi
pezzi all'ascolto sembrano essere di un blu brillante e hanno l'odore
della vernice fresca.
Pap ha un debole per il jazz. Ogni volta che cambia il Cd di
mamma mi fa l'occhiolino, toglie il Cd di Mozart e poi infila il Cd
di Miles Davis o di Woody Herman. Il jazz ha per me il colore e il
profumo della terra umida. La musica jazz fa impazzire mamma
e forse  questo il motivo per cui pap la sceglie.
"Il jazz mi fa prurito," dice mamma dalla cucina, aggrottando
le sopracciglia, appena esplode la musica di pap.
Pap va da lei, dolcemente le fa i grattini alle braccia e alla
schiena, poi la travolge in un abbraccio. Lei smette di accigliarsi.
Ma cambia nuovamente il Cd con quello di musica classica, appena
pap lascia la stanza.
Per vari motivi ho sempre amato la dolce musica country - ad
alto volume, il suono della chitarra, la musica spaccacuore. La
musica country  limone - non aspro, ma zuccherino e pungente.
Una torta di limoni ghiacciata, gelata, una fresca limonata! Limone,
limone, limone! Lo amo.
Da piccina, una canzone mi ha fatto strillare di gioia mentre
mamma mi imboccava la colazione in cucina.
Cos sto cantando
Elvira, Elvira
Il mio cuore brucia di passione, Elvira
Vai
Vai
Uffa Silver, vai via
Come ho potuto comprendere le parole e il ritmo di quella
canzone? Non ho idea. Doveva essere intrappolata da qualche
parte nella mia memoria - forse l'ho sentita alla radio o in un programma
TV. Comunque sono quasi caduta dalla mia sedia. Ho
fatto smorfie e tic nervosi nel tentare di indicare la radio. Volevo
ascoltare di nuovo quella canzone. Ma mamma mi ha guardata
come se fossi matta.
Come poteva immaginare il mio amore per la canzone "Elvira"
degli Oak Ridge Boys quando a malapena lo capisco io?
Non avevo modo di spiegare come potessi sentire il profumo di
fresche fette di limone e sentire nella mia mente le note fruttate e
melodiose nell'ascoltare quella canzone.
Se avessi un pennello... che bello sarebbe! Che dipinto verrebbe!
Ma mia mamma scuotendo la testa continuava ad imboccarmi
la pappetta di mela. Quante cose non sapeva mia mamma.
Penso sia una buona cosa ricordare tutto - essere in grado di
conservare ogni istante stipato nella mia mente. Ma  anche davvero
frustrante. Non posso condividere qualcosa con qualcuno e
il tutto resta dentro di me.
Ricordo cose stupide, come la sensazione di un grumo di farina
d'avena sulle labbra o il sapore del dentifricio non risciacquato.
Il profumo del caff la mattina  vivido in me, misto al profumo
di bacon e alle notizie del telegiornale come sottofondo.
Ricordo soprattutto le parole. Presto ho compreso che esistevano
milioni di parole nel mondo. Ne comprendevo una ad una
senza sforzi.
I venditori alla tv: Compratene uno e avrete il secondo in omaggio!
Il postino alla porta: Buongiorno, Signora Brooks. Come sta la
bambina?
Il coro in chiesa: Alleluia, alleluia, amen.
Il cassiere al negozio di alimentari: Grazie per averci scelto.
Ognuno usa parole proprie per esprimersi. Tranne me. Io
scommetto che la maggior parte delle persone non comprende il
reale potere delle parole. Ma io s.
I pensieri necessitano di parole. Le parole necessitano di una
voce.
Io amo il profumo dei capelli di mamma appena lavati.
Io amo la sensazione della barba corta di pap prima di rasarsi.
Ma io non sono mai stata capace di raccontare tutto questo ai
miei genitori.

 Capitolo 3.

Capivo di essere diversa con il passare del tempo.
Non ho mai avuto problemi a pensare o a ricordare eventi, ora per
mi accorgo di non poter fare tante cose.
E questo mi fa arrabbiare molto.
Mio padre port a casa un gattino, era un batuffolo, tutto per
me quando ero davvero piccola - sono certa che non avevo ancora
un anno.
Era bianco e morbido ed era talmente felice di poter essere
tenuto in mano da bimbi paffutelli. Ero seduta in una di quelle
carrozzine per bambini - legata in modo sicuro e guardavo il mio
mondo fatto dal verde tappeto peloso e dal divano coordinato.
Mamma mise il gattino nelle mie mani e io sorrisi.
"Qui, Melody. Pap ci ha portato un regalo bellissimo," disse
tubando con una voce acuta che gli adulti usano con i bambini.
Io amavo toccare il soffice pelo del gattino. Poi cadde sul pavimento.
Pap lo mise nelle mie mani per la seconda volta. Desideravo
davvero tenerlo stretto ed abbracciarlo. Ma cadde sul
pavimento un'altra volta. Ricordo che iniziai a piangere in modo
folle. "Provaci ancora, tesoro," disse pap addolcendo il tono triste
delle sue parole. "Puoi farcela." I miei genitori misero il gatto
nelle mie mani ancora e ancora. Ma ogni singola volta le mie piccole
dita non riuscivano a tenerlo, cadeva di nuovo sul tappeto.
Ho fatto la mia parte nel rotolare su quel tappeto. Ecco perch
lo ricordo cos bene. Era verde e brutto guardandolo da vicino.
Era vecchio, c'era da prima che io nascessi. Mentre giacevo sul
tappeto aspettando che qualcuno venisse a tirarmi su, avevo tempo
di notare come i fili erano intrecciati tra loro. Non riuscivo a
girarmi di lato, il tappeto mi irritava molto, e l'odore del latte di
soia versato sulla mia faccia fino a che qualcuno venisse a pulirmi.
I miei genitori mettevano cuscini attorno a me per sostenermi
mentre ero seduta sul pavimento. Ma bastava un raggio di sole
dalla finestra per farmi girare il capo per guardarlo, che subito
mi ritrovavo con la faccia contro il pavimento. Urlavo per farmi
venire a tirar su, e cercavo di mettermi in equilibrio con l'aiuto di
cuscini. In pochi minuti ero di nuovo a terra. Ma pap imitando
la rana che stavamo guardando su Sesame Street, mi rendeva di
buon umore. E caddi ancora. Non volevo cadere e nemmeno pensarlo.
Non riuscivo. Non avevo equilibrio. Per nulla.
Non capivo in quel momento, ma mio padre lo capiva perfettamente.
Mi coccolava e mi teneva stretta al suo grembo. Mi abbracciava
stretta e teneva in mano il gattino, o il giocattolo che mi
interessava, cos potevo toccarlo.
Nonostante pap inventasse a volte parole nuove, non usava
un linguaggio per bambini, come invece faceva mia madre. Mi
parlava sempre come se stesse parlando con un adulto, usando
parole del mondo reale e presumendo cos di essere pi chiaro
per me. E non si sbagliava.
"La tua vita non sar facile, piccola Melody," disse in modo
pacato. "Se solo potessi cambiare il tuo destino, lo farei in un batter
d'occhio. Capisci, vero?"
Io sbattevo appena gli occhi, ma avevo capito tutto. Alcune
volte il mio viso si riempiva di lacrime. Pap mi portava fuori
di notte e mi sussurrava all'orecchio la bellezza delle stelle della
luna e della notte ventilata.
"Le stelle lass brillano solo per te, piccola," disse. "Guarda
come brillano in modo incredibile! E senti il vento? Cerca di risvegliare
le tue dita."
Durante il giorno mi portava fuori per farmi godere del calore
del sole che accarezzava il mio viso e le mie gambe; mamma invece
continuava a tenermi come in una campana di vetro, all'oscuro
di tutto.
Pap aveva preso un uccellino nel nostro portico per dargli
da mangiare, e noi stavamo l seduti insieme mentre gli uccellini
saltellavano per raccogliere i semi uno ad uno.
"Quello rosso  un cardinale," mi raccontava e "Quello laggi
 una ghiandaia azzurra americana. Non si piacciono molto tra di
loro." E ridacchiava.
La cosa che pap faceva maggiormente era cantare per me.
Pap aveva una bella voce che sembrava fatta per canzoni come
"Yesterday" e "I Want to Hold Your Hand." Pap ama i Beatles.
Capivo i miei genitori, conoscevo i loro gusti.
Ho sempre avuto un buon orecchio. Ricordo che sentivo il rumore
della macchina di mio padre appena entrava nella nostra
via e si fermava, metteva le mani in tasca per cercare le sue chiavi
di casa. Le lanciava sull'ultimo scalino, poi sentivo il rumore della
porta del frigorifero aprirsi - per due volte. La prima volta aveva
preso qualcosa di fresco da bere. La seconda volta aveva cercato
un grosso pezzo di formaggio. Pap ama il formaggio non va
d'accordo con il suo stomaco, per. Pap emetteva le scorregge
pi sonore e pi puzzolenti del mondo. Non so come sia in grado
di controllarle sul lavoro, o se le controlla, ma quando  a casa, si
lascia andare senza problemi.
Inizia scorreggiare salendo le scale.
Gradino, scorreggia.
Gradino, scorreggia.
Gradino, scorreggia.
E mi faceva ridere ogni volta che veniva nella mia stanza, si
avvicinava al mio letto e mi baciava. Il suo alito profumava di
menta.
Quando poteva, pap leggeva per me. Persino quando capivo
che era stanco, sorrideva, prendeva un libro o due per leggermeli.
Probabilmente conosceva le parole a memoria.
Le parole di ogni singolo libro che mio padre leggeva erano
dentro di me.
Ecco il punto: io sono ridicolmente intelligente, io sono abbastanza
sicura di avere memoria fotografica.  come se avessi una
macchina fotografica nella mente, e quando io vedo o sento qualcosa,
lo immortalo con un click e l resta.
Un giorno ho seguito uno speciale in tv riguardante i bambini
geni. Questi ragazzini possono ricordare complicate operazioni
numeriche e ricordare parole ed immagini nella corretta sequenza,
sono in grado di citare lunghi passaggi di una poesia. Anch'io
ci riesco.
Ricordo il numero verde di ogni spot pubblicitario, indirizzo
di posta e persino il sito Internet. Nonostante non abbia mai avuto
bisogno di un nuovo set di coltelli o di un attrezzo ginnico, ho
dentro di me l'informazione inerente.
Conosco i nomi di attori e attrici di tutti i programmi televisivi,
a che ora inizia ogni programma tv, su quale canale, e quali
programmi sono trasmessi come replica. Persino ricordo l'orario
di ogni show e delle pubblicit.
A volte desidero avere il tasto cancella nella mia mente.
Ho il telecomando della televisione attaccato alla mia sedia
a rotelle, molto vicino alla mano destra. Sulla parte sinistra ho il
comando della radio. Riesco facilmente a digitare i tasti per cambiare
stazione, e sono davvero felice di questo. Ventiquattro ore
di wrestling o di vendita portano una persona alla esasperazione.
Posso regolare il volume e persino vedere DVD se qualcuno me li
inserisce nel lettore. Spesso guardo vecchi video filmati da pap
su di me.
Inoltre mi piacevano i programmi televisivi sulle storie dei re
e dei regni conquistati, sui dottori e sulle cure trovate per guarire
certe malattie. Ho seguito speciali sui vulcani, sugli squali, sui
cani nati con due teste, e sulle mummie dell'Egitto. Li ricordo tutti.
Parola per parola.
Non che ci mi gratifichi. Nessuno lo sa. Nemmeno mia madre,
nonostante abbia il tipico istinto materno - lei sa che io so.
Ma non basta.
Nessuno capisce. Nessuno. Ci mi fa impazzire.
Cos ogni volta in un lampo perdo il controllo di me. Dico davvero.
Le mie mani, le mie gambe si irrigidiscono e sbattono come
rami di un albero durante la tempesta. Persino il mio viso cambia.
A volte non riesco a respirare bene in quei momenti, ci mi capita
perch ho bisogno di urlare, di strillare e di sobbalzare. Non sono
crisi.
Sono come dei tornado, cos li chiamano, sono parti di me.
Ogni cosa che non funziona al meglio mi fa esplodere. Non riesco
a fermarmi, neppure a volerlo, neanche quando capisco che sto
spaventando le persone che mi circondano. Io vi voglio bene. Ma
questo tornado mi fa male.
Una volta, all'et di quattro anni, mamma ed io eravamo in
uno di quei grandi supermercati che vendono di tutto dal latte ai
divani. Ero nel seggiolino del carrello. Mamma sempre mi metteva
dei cuscini ai lati per sorreggermi. Tutto era perfetto. Lei gett
carta igienica e colluttorio nel carrello, io mi guardavo intorno
divertita durante il giro.
Poi, nella sezione giocattoli, li vidi. Colorati pacchetti di blocchi
pastificati. Proprio quella mattina ho visto una segnalazione
in tv riguardo a quel giocattolo - dovevano essere ritirati perch i
blocchi contenevano piombo. Molti bambini erano stati ricoverati
a causa del veleno presente, disse il giornalista. Ma erano ancora
l - ancora sullo scaffale.
Puntavo il dito contro di essi.
Mamma disse, "No, tesoro. Non ne hai bisogno. Hai gi tanti
giocattoli."
Puntavo nuovamente il dito e urlavo. Tiravo calci.
"No!" Mamma disse con forza. "Ti stai arrabbiando con me!"
Non volevo i cubi. Volevo dirle che erano pericolosi. Volevo
che lei avvertisse qualcuno per farli buttare via prima che qualche
altro bambino si ammalasse. Ma tutto ci che potevo fare era urlare
e scalciare. Cos feci. Urlavo sempre pi forte. Mamma scapp
via dalla sezione giocattoli, spingendo il carrello velocemente.
"Basta!" Urlava contro di me.
Non potevo. Ero cos arrabbiata per non poter raccontarle tutto.
Il tornado prendeva il sopravvento. Le mie braccia diventarono
come stuzzicadenti, le mie gambe armi. Le tiravo calci. Urlavo.
Continuavo a puntare il dito nella direzione dei cubi.
Le persone mi fissavano. Qualcuno mi additava. Altre distoglievano
lo sguardo.
Mamma raggiunse la porta del supermercato, mi strattonava
fuori dal carrello, e lo abbandon lasciando tutta la spesa dentro.
Era quasi in lacrime una volta raggiunta la macchina. Mentre
mi allacciava le cinture del seggiolino dell'auto, mi urlava contro,
"Cosa c' che non va in te?" Conosceva la risposta e sapeva che
questo tipo di comportamento era insolito. Io soffocavo il pianto,
singhiozzavo fino a calmarmi. Speravo che le persone al supermercato
avessero sentito la notizia.
Giunti a casa, lei chiam il dottore e gli raccont l'accaduto. Il
dottore prescrisse un sedativo, che mamma non mi diede. La crisi
cess. Non penso che mamma comprese cosa le stavo cercando di
dire quel giorno.

 Capitolo 4.

I dottori. Da dove cominciare?
I dottori davvero non mi capiscono.
Mamma  un'infermiera, e credo che lei capisca il loro linguaggio,
ma certamente loro non sanno come parlarmi.
Ho visto dozzine di dottori nella mia vita, tutti hanno cercato
di analizzarmi e di capirmi. Nessuno di loro riesce a fissarmi, cos
io di solito li ignoro e mi comporto come una persona ritardata,
come loro pensano io sia. Il mio sguardo  assente, fisso il muro e
fingo che le loro domande siano troppo difficili da comprendere.
Mi comporto come loro vogliono.
A cinque anni, era ora di iscrivermi a scuola. Cos mia madre
mi port dal dottore il cui compito era quello di capire il mio
quoziente intellettivo. Lei spingeva la mia carrozzina, bloccava
i freni per impedire il movimento, si assicurava che fossi legata
alla sedia. Capitava di scivolare dalla sedia a rotelle come degli
spaghetti cotti, se non ero allacciata bene.
Lo specialista era un uomo imponente. Grasso e grosso!
"Sono il dottor Hugely", disse con voce tonante.
Davvero. Non mi capacitavo.
"Ora faremo un gioco, ti va? Io ti faccio delle domande e tu in
cambio giochi qui. Non  allettante?"
Capivo che sarebbe stata una lunghissima ora.
Tir fuori dei cubi di legno impilati, spero non contaminati
con piombo, e si avvicin a me tanto da riuscire a vedere i pori
sul suo viso. Come era grasso! "Puoi mettere i cubi in ordine di
grandezza?" disse in modo chiaro e lentamente come se avessi
problemi uditivi o fossi stupida.
Ma chi era lo stupido? Non capisce che non riesco ad afferrare
gli oggetti? Certamente sapevo metterli in ordine, sapevo qual
era il pi piccolo e quale il pi grande. Ma non riuscivo ad impi-
larlo neanche a pagarmi oro! Cos li ho sbattuti tutti sul pavimento.
Fecero baccano. Cercavo di non ridere mentre li raccoglieva. Il
dottore sospir in modo forte.
Poi, prese delle carte brillanti di colore diverso. "Dimmi quando
vedi il colore blu, Melody," disse con un tono di voce che pareva
stesse perdendo solo tempo con me.
Quando mi mostr la carta blu, la indicai e emisi un suono.
"Buh" dissi.
"Meraviglioso! Fantastico! Stupendo!" url il medico.
Mi premi come se avessi superato il test per accedere al college.
Se avessi potuto fare una smorfia, l'avrei fatta.
Poi mi mostr la carta verde, cos tirai calci e tentai di pronunciare
l'iniziale, ma non ero in grado di farlo. Il medico mi guard
perplesso.
Annot qualcosa sulla sua cartella, poi tir fuori un altro mazzo
di carte, poi disse, a voce alta, "Ti far delle domande ora, Melody.
Potrebbe essere difficile rispondere, ma fai del tuo meglio,
d'accordo?"
Lo fissavo e aspettavo di vedere la prima carta.
"Numero uno. Qual  l'intrusa?"
Mi mostr immagini di un pomodoro, una ciliegia, un pallone
rosso, e una banana. Conoscevo la risposta: il pallone era
l'intruso, ma mi sembrava troppo facile come risposta. Cos indicai la
banana perch non era rossa e tonda come gli altri tre oggetti.
Il dottor Hugely sospir e scrisse qualcosa sulla sua cartella.
"Numero due." disse. Mi mostr altre quattro carte. Stavolta
si trattava di immagini di animali: una mucca, una balena, un
cammello e un elefante. "Chi  la mamma del cucciolo?"
Beh, io guardo Animal Planet tutto il giorno. Sapevo che ogni
piccolo era chiamato "cucciolo." Sapevo che i medici erano considerati
persone intelligenti. Che fare? Cos additai per ben due
volte ogni animale rappresentato per fargli capire la mia risposta.
Non credo mi abbia capita.
Lo sentivo mormorare "mucca" mentre prendeva appunti sulla
sua cartella.
Notai una copia di Goodnight, Moott sullo scaffale della sua libreria.
Penso fosse scritto in spagnolo. Leggevo Buenas Noches, Luna
sulla copertina. Avrei voluto sfogliarlo, ma non ero in grado di
dirglielo.
Avendo guardato Apriti Sesamo e Dora l'esploratrice milioni di
volte, e per ore il Canale spagnolo, conoscevo un po' di spagnolo
se parlato in modo chiaro e scandito lentamente - quindi sarei
stata in grado di comprendere quel libro di favole. Certamente il
medico non me lo avrebbe mai chiesto.
Conoscevo parole e musiche di centinaia di canzoni - la musica
scorreva nelle mie vene. Ma il dottore mai mi chiese qualcosa
legato alla musica.
Conoscevo tutti i colori e le forme degli animali, forse pi di
quelle che conoscono i ragazzini della mia et.
Sono in grado di contare fino a cento a mente - da uno a cento
e da cento a uno. Conosco centinaia di parole. Ma tutte erano
intrappolate nella mia mente.
Il dottor Hugely pur avendo studiato per tanti anni, non si
dimostrava in grado di capirmi. Cos da handicappata come mi
credono, mi misi a pensare all'estate scorsa con mamma allo zoo.
Ricordavo gli elefanti; mi piacciono gli elefanti; il dottor Hugely
ci somigliava molto. Mi veniva da ridere. Mamma e il dottor
Hugely non capivano il mio atteggiamento mentre uscivamo dal suo
studio e scriveva qualcosa sulla sua cartella. Non ci mise molto.
Mi stupisco del fatto che i medici pensino che io sia sorda.
Parlano di me come se fossi invisibile, come se fossi una ritardata
mentale. La conversazione tra mamma e il dottore stavolta risultava
davvero orribile, diretta. Mamma, certamente, si  sentita
travolta dalle sue parole. Il dottore si schiar la voce. "Signora Brooks,"
disse, "secondo il mio parere medico Melody  profondamente
ritardata mentalmente."
Cosa? Ho solo cinque anni. Sentivo un nodo nello stomaco.
Mia madre non rispose subito, solo dopo un profondo respiro
rispose serenamente: "Io so che mi capisce, lo percepisco dai suoi
occhi luminosi."
"Lei la ama,  sua figlia,  normale essere speranzosi," disse il
dottor Hugely pacatamente.
"No, lei ha la luce negli occhi, emana intelligenza. Lo so," replic
mia madre decisa.
"Signora Brooks, sua figlia  affetta da paralisi cerebrale, ci
vuole tempo per una madre ad accettarlo."
"Capisco la patologia, Dottore" disse mia madre con freddezza.
"Ma una persona  molto di pi di una semplice diagnosi!"
Bella mossa, Mamma, pensavo. Ma tutto ad un tratto la sua certezza
andava svanendo nel nulla.
"Ride sentendo barzellette" disse mia madre con un tono
disperato, "capisce le battute." Cercava di far capire al medico che
non ero cos ritardata, ma faticava.
Il dottor Hugely mi guard. "Lei  fortunata ad avere una figlia
in grado di sorridere e ridere. Ma Melody non sar mai in
grado di camminare n di pronunciare una singola parola. Non
sar in grado di mangiare da sola, lavarsi, vestirsi da sola, o comprendere
pi di semplici istruzioni." Tutto era chiaro.
Mia madre stava per piangere. Pianse, pianse, pianse quella
volta. Il dottor Hugely le regal un pacchetto di fazzolettini. Mi
ignoravano e mentre mamma piangeva il dottore cercava di confortarla
ma non vi riusc.
Infine le forn dei consigli. "Potete tenerla a casa con voi, o
mandarla in una scuola specializzata in zona. La scelta della
struttura pi adatta  ampia."
Mamma non si capacitava.
Mamma era disperata.
"Potete anche chiuderla in un istituto per disabili dove si
prenderanno cura di lei."
Diede un depliant a mia madre di un istituto per ragazzi in
sedia a rotelle. La copertina era chiara. Tremavo solo al pensiero.
"Vediamo... Melody ha... cinque anni. L'et perfetta. Vi scorderete
di lei e non vi sacrificherete per lei."
Fissavo Mamma con occhi spaventati. Non volevo essere rinchiusa
in quel centro. Io sono un impiccio? Non l'ho mai pensato.
Forse sarebbe meglio per loro non avermi tra i piedi. Ero terrorizzata.
Avevo le mani fredde.
Mamma non mi stava guardando in quel momento. Stava fissando
intensamente il dottor Hugely... Stringendo tra le mani il
fazzolettino e alzandosi in piedi Mamma disse: "Assolutamente
no, Melody resta con noi!"
Mamma non aveva concluso il suo discorso e gettando il depliant
nel cestino disse con tono rabbioso: "Penso che lei sia freddo
ed insensibile. Spero che non le capiti mai un figlio con difficolt
- un figlio inutile, spazzatura!"
Dottor Hugely fissava Mamma scioccato.
"E soprattutto credo che lei si sbagli in pieno - ne sono certa!
Melody  pi intelligente di lei nonostante i suoi inutili diplomi
appesi al muro!"
Il dottore stava sbiancando udendo le parole di Mamma.
"Lei la fa facile - lei non ha problemi di nessun genere. Lei non
deve faticare per farsi capire. Pensa di essere intelligente perch
ha una laurea in medicina?"
Il dottore era abbastanza intelligente da non rispondere e da
abbassare il capo.
Mamma era su di giri e aggiunse: "Lei  solo fortunato, non
 intelligente. Melody invece comprende, comunica e interagisce
con il mondo dove nulla funziona per lei. Lei possiede la vera
intelligenza."
Usc dallo studio medico decisa, spingendo con forza la mia
carrozzina. Mamma era arrabbiata. Le mie mani non erano pi
fredde.
"Andrai alla Spaulding Street Elementary School," disse con
determinazione. "Diamoci da fare!"

 Capitolo 5.

Ho frequentato la Spaulding Street Elementary School per cinque anni.
 una scuola normale, piena di bambini, come quelle viste in tv.
Bambini che si inseguono in cortile e che corrono per i corridoi
per raggiungere il loro banco prima che la campanella suoni.
Bambini che pattinano sul piazzale ghiacciato in inverno e che
saltano nelle pozzanghere in primavera.
Bambini che urlano e che si spingono.
Bambini che temperano matite, che vanno alla lavagna per
risolvere problemi di matematica, e che aprono i loro libri per
leggere poesie.
Bambini che scrivono le loro risposte sul loro quaderno e che
mettono cose nella cartella.
Bambini che si lanciano cibo durante il pranzo in mensa mentre
bevono un succo di frutta con la cannuccia.
Bambini che cantano nel coro, che imparano a suonare il violino,
e che fanno ginnastica o che prendono lezioni di ballo o di
nuoto.
Bambini che giocano a basket in palestra. Bambini che fanno
progetti, che fanno scherzi e che trovano amici.
Bambini che, per la maggior parte del tempo, ignorano i bambini
come me.
Il pulmino per i "bambini speciali," come loro lo chiamano,
ha un grazioso ascensore per sedie a rotelle che ogni mattina mi
viene a prendere sotto casa. Arrivati a scuola, gli autisti ci aiutano
a scendere uno ad uno assicurandosi che siamo allacciati bene,
preoccupandosi per la nostra incolumit. Poi gli assistenti ci accompagnano
in una sala d'attesa nella scuola.
Quando c' bel tempo stiamo in cortile. Mi piace guardare i
"bambini normali" giocare ai quattro cantoni mentre aspettano il
suono della campanella. Sembrano divertirsi. Giocano tra loro, e
mai ci chiedono di giocare con loro. Mi piacerebbe essere salutata
da loro. Mi basterebbe un semplice "Ciao." Ma siamo trattati
come ragazzi invisibili.
Ero cos felice quando Mamma mi iscrisse qui. Pensavo di imparare
nuove cose giorno dopo giorno, ma sembrava una perdita
di tempo, giusto per tenermi fuori di casa. In seconda e in terza
elementare ho imparato pi cose dai canali di fantascienza e da
quelli sulla scienza piuttosto che a scuola. I miei insegnanti sono
simpatici, ma non ci capiscono, non hanno i poteri di Superman.
Sono inserita in un programma speciale per "bambini disabili."
Abbiamo tra i nove e gli undici anni. La nostra "classe di
apprendimento" - che presa in giro! -  sempre rimasta tale. Non
abbiamo mai cambiato classe come invece fanno gli altri bambini.
Facciamo sempre le stesse cose.
Non abbiamo mai avuto nuovi compagni. In terza elementare
abbiamo avuto la peggior insegnante del mondo, Mrs Billups.
La nostra classe, la quinta H,  gialla e rosa. Sulle pareti  disegnato
un sole che sorride, un grande arcobaleno e dozzine di
fiori - anch'essi sorridenti.
Sull'altro muro ci sono dipinti felici conigli, gattini e cagnolini.
Gli uccellini tra le nuvole volano in cielo. Anche gli uccellini sono
sorridenti. Ho quasi undici anni, e tutt'ora mi devo sorbire quelle
immagini ogni giorno!
Ashley, la pi grande del nostro gruppo, in questo periodo
vomita spesso. Lei ha nove anni ma sembra averne tre. Lei ha la
sedia a rotelle pi piccola che abbia mai visto.
Lei  la nostra esperta di moda, ama la moda. Ha proprio una
bellezza semplice - occhi da stella del cinema; lunghi, ricci capelli;
e un nasino delicato.
Sembra una bambola, ma  pi bella di una bambola. Sua madre
la veste in modo impeccabile ogni mattina. Se indossa una
maglietta rosa, abbina pantaloni rosa, calzini rosa, e due piccoli
cerchietti rosa tra i capelli. Persino le sue piccole unghie sono colorate
di rosa.
Quando facciamo quello che gli insegnanti e terapisti chiamano
"attivit di gruppo",  difficile per Ashley parteciparvi. Il suo
corpo  troppo rigido e non  in grado di raggiungere o afferrare
o tenere in mano cose.
Ogni Natale la classe quinta H decora uno stupido pupazzo di
neve fatto di polistirolo e alto sei piedi. Capisco che siamo vicini
alle vacanze di Natale quando iniziamo a lavorare al pupazzo di
neve.
Mrs. Hyatt, la maestra della scuola d'infanzia, amava quel pupazzo
di neve bizzarro, formato da tre palle di polistirolo giallo
assemblate con perni e tubi.
"Decoriamolo, bambini!" disse con la sua voce squillante e
fastidiosa. "Dobbiamo aggiungere le decorazioni a Sydney, il nostro
pupazzo di neve, e dobbiamo attaccarle con il velcro o con il
dentifricio o con la colla!"
Povero Sydney, non conoscevo la sua et, ma non stava in piedi,
barcollava come un ubriaco che necessita di un muro d'appoggio.
La maestra ci consegna dei fiocchi di neve verdi. Verdi? Noi
non parlavamo, eravamo bambini muti. Pensava non fossimo in
grado di capire. Ghirlanda marrone. Stelle viola e rosa.
"Ti piace il pupazzo di neve, Ashley?" le chiese la maestra. 
impossibile comunicare per lei; il suo corpo non glielo permette. La
sua "lavagna parlante" ha solo due parole su di essa - s e no. Disse
di no con la testa. Scommetto avrebbe voluto gettare tutto all'aria.
A differenza di Ashley, Carl  grasso. Nonostante abbia solo
nove anni, ha una sedia a rotelle over-size e necessita di due assistenti
per essere alzato. Ma lui  bravo con le mani. Sa muoversi
da solo e riesce a tenere in mano una matita e scrivere il suo
nome. E pu pugnalare il pupazzo di neve.
Carl infila la matita e il righello nel busto del pupazzo di neve
e le penne nella sua testa. La maestra applaude Carl e con voce
stridula dice: "Ottimo lavoro, Carl! Sei davvero creativo!"
Carl ride. Lui pu parlare,  in grado di dire brevi frasi che
solitamente sono composte di due parti. "Il pupazzo di neve 
muto," url. "Molto, molto muto."
Sono convinta che anche Carl odia il pupazzo di neve tanto
quanto me. Un anno gli ha messo il pannolino con una spilla da
balia. La maestra lo fece fare. Carl conosce i pannolini.
Quando si fa la cacca addosso, quasi ogni giorno, l'aula puzza
come la casa delle scimmie allo zoo. Le assistenti sono cos carine
e pazienti con lui. Si infilano i guanti di gomma e lo lavano, gli
cambiano i vestiti -  sempre sudato - e lo rimettono a sedere sulla
sua sedia a rotelle. Queste assistenti meriterebbero una medaglia.
Non siamo un gruppetto facile da gestire.
Maria, che soffre della sindrome di Down, ha dieci anni. Lei
ama il Natale, la Pasqua, il giorno di San Valentino e la Giornata
della Terra - non importa.  sempre pronta a festeggiare. Lei 
cicciottella, come il nostro pupazzo di neve, a differenza di lui
per parla sempre. Lei  simpatica, porta gioia, mi chiama
"Melly-Belly."
Ogni anno, alla vista del pupazzo di neve, Maria  tutta eccitata.
Sono certa lei sia l'unica ad apprezzare il pupazzo di neve.
"Evviva,  il momento di Sydney il pupazzo di neve!" sussulta.
"Gli metto il cappello? Per favore? Posso? Posso dargli la mia
sciarpa rossa? Sydney l'apprezzer!"
Maria ama il pupazzo di neve e lo dimostra. Bacia ogni decorazione
prima di attaccarle con il velcro. Abbraccia Sydney ogni
pomeriggio prima di andare a casa. E piange quando  ora di levarlo
ogni anno.
Maria capisce le persone e i loro stati d'animo, nonostante faccia
fatica a comprendere argomenti complicati. "Perch sei triste
oggi, Melly-Belly?" mi chiese una mattina di due anni fa. Come
potevo raccontarle della morte del mio pesciolino rosso morto il
giorno prima? Lasciavo che mi abbracciasse, e mi sentivo meglio.
Se Maria  la nostra coccolona, Gloria penso sia autistica da
come si comporta.  in grado di camminare perfettamente e parla
quando ha qualcosa da dire. Vale sempre la pena di ascoltarla.
"Il pupazzo di neve mi ha fatto spaventare" esord un giorno
nel bel mezzo della lezione. Poi si rannicchi in un angolo fino
alla fine della giornata senza proferire parola. Non ha mai partecipato
alla decorazione del pupazzo di neve, ma sembra rilassarsi
ascoltando musica natalizia.
Willy Williams - questo  il suo vero nome - ha undici anni.
Non so bene da cosa sia affetto. Lui canta canti jodel, tipici dei
montanari della Svizzera visti in una pubblicit.
Lui emette altri rumori - fischia, grugnisce e strilla. Non sta
mai zitto e fermo. Certe volte mi chiedo se si comporta cos anche
mentre dorme.
Willy essendo in costante movimento deve stare lontano dal
pupazzo di neve altrimenti lo butta a terra. Willy non cerca di
farsi capire - non riesce a trattenere i suoi tic.
La maestra not per prima che Willy maltrattava il pupazzo
di neve. "Perch non aggiungi questa luccicante decorazione al
pupazzo di neve?" strill contro Willy quel primo anno di scuola.
Willy ci prov ma i suoi movimenti frenetici e goffi fecero cadere
a terra il pupazzo di neve, facendo rotolare le tre parti di
cui era composto. Cercarono di ricomporlo insieme. Willy ama il
baseball.
Il maestro della prima elementare, Mr. Gross, ci fa giocare a
Indovina Chi. Willy conosce tutte le risposte relative al baseball.
"Chi  stato il primo giocatore di baseball a battere sessanta
fuoricampo in una stagione?" chiese Mr Gross.
"Babe Ruth!" poi sorrise.
"Chi super il record di Babe Ruth?"
"Hank Aaron!" url.
"E chi  il campione di tutti i tempi?" Mr. Gross sembrava stupito
dalla conoscenza che Willy avesse del baseball.
"Pete Rose! Quattro-due-cinque-sei!"
"E chi detiene il record assoluto?"
Silenzio. Neppure un urlo. Willy non si preoccupa solo del baseball.
O del pupazzo di neve.
A volte quando lo osservo, sento che desidera riuscire a tacere
e a stare fermo.
Lo guardo mentre chiude gli occhi, aggrotta le sopracciglia, e
si concentra. Resta sereno per qualche minuto. Respira profondamente,
come un nuotatore. Apre gli occhi, sente rumori ovunque
e si rattrista.
Jill usa un deambulatore perch trascina un po' il suo piede
sinistro. Lei  magra, pallida e molto tranquilla. Non amava il
pupazzo di neve, piangeva spesso, non voleva proprio decorarlo,
ma lo faceva come se fosse una commessa, senza brio. Per lei era
semplice decorarlo ma non la rendeva felice. Un giorno ho sentito
un assistente dire che a causa di un incidente si  trovata in quella
condizione. Nascere sani e trovarsi cos - penso sia tremendo non
riuscire pi a fare quello che facevi prima.
Freddy, che ha quasi dodici anni,  il pi grande del gruppo.
Ha una sedia a rotelle elettrica. Corre veloce. Fa le corse con la
sedia. Pensa di essere in pista. Corre attorno al pupazzo di neve,
scherzando e lanciando le decorazioni ovunque.
"Pupazzo di neve corri veloce?"
Ogni anno Freddy aggiunge tocchi decorativi al pupazzo di
neve.
Beh, se chiedi a Freddy che giorno , non sa rispondere, ma
conosce tutti i dettagli della Daytona 500, nonostante tutto.
E poi ci sono io.
Odio lo stupido pupazzo di neve. Ma collaboro alla decorazione
a modo mio.
Ho un largo vassoio di Plexiglas attaccato alla mia sedia all'altezza
delle braccia. Lo uso come vassoio e come lavagna comunicativa.
Quando ero pi piccola, Mamma incollava dozzine di carte
su di essa. Il mio bagaglio era limitato a una manciata di nomi,
verbi e aggettivi, qualche nome e un gruppetto di facce sorridenti.
Ci sono anche delle frasi di prima necessit, come, devo andare in
bagno, per favore e Ho fame, ma la maggior parte delle persone ha
bisogno di dire pi parole - persino i pi piccoli. Uffa!
Sulla mia lavagna trovo le parole per favore e grazie, s, no, e
forse tutte insieme sulla parte destra. Sulla parte sinistra ci sono i
nomi delle persone della mia famiglia, i compagni di classe, e gli
insegnanti. Il nome di "Sydney" non  incluso nella lista.
C' una striscia in alto contenente l'alfabeto, cos io sono in
grado di scandire lettera per lettera, e una fila di numeri sotto
di essa, cos io posso contare o dire una quantit o parlare del
tempo. Ma per la maggior parte della mia vita ho avuto mezzi di
comunicazione troppo infantili. Non c' da meravigliarsi se tutti
mi credono ritardata mentale.
Odio la parola ritardata mentale.
Mi piacciono tutti i bambini della mia classe quinta H, e io
comprendo la situazione meglio di chiunque altro, ma non c'
nessuno come me. E come se vivessi in gabbia senza porta e senza
chiave. E non ho modo di chiedere a qualcuno la via di uscita.
Oh, aspetta. Ho dimenticato di parlare di Mrs. V.


Capitolo 6.

La signora Violet Valencia vive alla porta accanto alla nostra.
Le violette sono viola; e le arance Valencia sono... arancioni!
Le arance viola sono insolite, e lei  cos.
Lei  un donnone - alta circa 1 metro e 80, con le mani pi grandi
che io abbia mai visto.
Sono grandissime! Se la signora V  un albero, mia mamma  un
fuscello paragonata a lei.
Avevo due anni quando iniziai a bussare alla porta della signora
V. Mamma e Pap non mi lasciavano mai con nessuno, ma
a causa dei loro tanti impegni avevano bisogno di una terza persona.
Mamma disse che la signora V  stata la prima persona a venire
a casa nostra e a prendermi in braccio come se fossi una bambina
come tutte le altre. I miei parenti e gli amici di famiglia avevano
paura a prendermi in braccio, ma non la signora V.
La signora V indossa abiti floreali abbinati in modo estremo.
Rosa, rosso, color pesca e cannella. Alla base spicca sempre l'arancione
e il viola ovviamente. Mi disse che si cuciva gli abiti da
sola. Ci credo davvero. Non avevo mai visto abiti simili in un
negozio o all'ospedale.
La signora V e Mamma sono solite lavorare assieme all'ospedale. Mamma mi raccont che i bambini erano pazzi di gioia
quando stavano con lei. Lei indossava sempre la solita divisa luccicante
e lavorava con i bambini prematuri, con i bambini malati
di cancro, i bambini ustionati. "Il colore porta vitalit e speranza
a questi bambini!" disse con gioia e credendo in quello che diceva
e faceva per loro. Ma credo che nessuno fosse dalla sua parte.
Ricordo un giorno seduta sotto il portico con la signora V era
mattino presto. La signora V mi faceva saltare sulle sue ginocchia
mentre Mamma e Pap ci guardavano preoccupati. Deve avere
una specie di microfono nascosto sotto i suoi vestiti colorati - nessuno
riesce a zittirla, tutti l'ascoltano.
"Certamente mi prender cura di Melody," disse con fermezza.
"Beh, Melody  davvero speciale, lo sai," Pap disse esitando.
"Tutti i bambini sono speciali," replic la signora V con tono
severo. "Ma questa bimba ha nascosti dei superpoteri. Voglio aiutarla
a tirarli fuori."
"Non possiamo pagarti quello che ti spetta per il baby-sitting,"
disse Pap.
La signora V fece spallucce in merito alla questione economica
e sorrise dicendo: "Apprezzer quello che potrete darmi."
Pap era in forte imbarazzo. "Beh, grazie. Finir di sistemare
la rampa questo fine settimana. Ho solo bisogno di qualche legno
in pi."
"Gi questo sar una grande ricompensa," annu la signora V.
"Melody potrebbe fare la birichina," l'avvert Mamma.
"Dobbiamo fare esprimere Melody al massimo delle sue potenzialit."
Aggiunse Pap.
"Oh, scherzi!" disse la signora V sorprendendolo. "Non credere
a ci che scrivono sui bambini disabili. Melody ha il potenziale,
imparer tante cose con me!"
Pap la guard con imbarazzo. Ma poi sorrise.
"Riportacela tra vent'anni!"
"Sar a casa all'ora di cena!"
Cos trascorsi due ore al giorno, ogni giorno, con la signora
Valencia fino a quando venivano a prendermi i miei genitori.
Quando ho iniziato a frequentare la scuola andavo ogni pomeriggio
dalla signora V dopo la scuola. Non so quanto la pagavano,
ma certamente non abbastanza.
All'inizio, la signora Valencia non mi era simpatica. Invece di
mettermi sulla mia piccola sedia speciale, mi lasciava sul pavimento
seduta su una coperta.
Le prime volte, pensavo fosse pazza. Piangevo. Urlavo. Lei mi
ignorava, camminava avanti e indietro, mettendo un CD. Apprezzavo
quel CD.
Poi tornava e metteva il mio pupazzo preferito - una scimmia
di gomma - poco distante da me. Volevo quella scimmia. Faceva
rumore quando la toccavo. Ma per me era troppo lontana. Era
dietro di me. Non riuscivo a girarmi. Sembravo una tartaruga.
Gridavo sempre pi forte.
La signora V era seduta a fianco a me sulla coperta. "Girati,
Melody," disse pazientemente. A volte era davvero dolce la sua
voce.
Ero molto scioccata, cessai di urlare. Non riuscivo a girarmi.
Non lo capiva? Era cos stupida?
Mi asciug il naso con un fazzolettino. "Puoi farcela Melody.
So che capisci tutto quello che ti dico e so che puoi farcela. Ora
rotola."
Veramente non ho mai preso la briga di provare a muovermi
da sola. Mi sarei potuta fare del male cadendo, cos aspettavo
sempre Mamma e Pap.
"Forza, provaci Melody, ce la puoi fare! Cambia posizione.
Usa tutta la tua forza e tutta l'energia che hai! Muovi le mani e
concentrati!"
Lo feci. Mi sforzai. Ma piano piano sentivo il mio corpo cedere.
Ci provai con pi forza. Scoreggiai dallo sforzo! La signora
V si sbellicava dalle risate. A un certo punto, incredula, mi sono
accorta che il mio corpo si stava girando verso destra. Un tonfo.
Ero a pancia in gi. Ero cos orgogliosa di me. Urlavo di gioia.
"Te lo avevo detto," disse la signora V soddisfatta.
"Ora afferra la tua scimmia!"
Mi sforzavo per raggiungere la scimmia. Cercavo di farcela
con tutte le mie forze. Le mie gambe per non rispondevano
al comando del mio cervello. Mi dimenavo. Afferrai un lembo
della coperta e tiravo. La scimmia era sempre pi vicina a me!
"Tesoro, sei davvero intelligente," mi disse la signora V.
Tirai ancora un po' la coperta e finalmente gradualmente afferrai
la scimmia mentre lei faceva rumore come se fosse felice
di vedermi. Sorridevo e la facevo rumoreggiare ancora e ancora.
"Dopo questo duro lavoro, avrai fame," disse.
Mi diede un milk shake alla vaniglia prima, dopo le verdure
e i noodles. La signora Valencia sempre mi dava prima il dessert
della pappa. Cos mangiavo sempre tutto - la parte sana, e quella
gustosa. E il nostro segreto.
La signora V  l'unica persona che mi fa bere della Coca Cola.
Adoro la sensazione delle bollicine che mi inebriano e mi pizzicano
il naso. Mamma e Pap solitamente mi danno da bere succo di
frutta e latte. Mello Yello  il mio preferito. Cos la signora V inizi
a chiamarmi cos.
In casa della signora V imparai ad andare a gattoni e a girare
per la stanza. Avevo gi tre anni. Mi insegnava a girarmi su me
stessa. Era severa con me. Mi metteva a dura prova, seduta sui
cuscini sul pavimento.
"Immagina che qualcuno si dimentichi di allacciarti la cintura
della sedia a rotelle," disse masticando una cicca. "Sarebbe una
buona idea imparare a districarti in quella situazione, altrimenti
ti romperai la testa cadendo."
Non volevo rompermi la testa, cos feci esercizio. Mi riportava
a casa, diceva a Mamma che avevo mangiato e fatto la cacca - non
capivo quanto fosse importante questo aspetto per loro - poi ammiccava
guardandomi. Ero la sua missione segreta.
Una volta iniziata la scuola, capii di avere pi problemi oltre a
quelli relativi al movimento.
Avevo bisogno di parole. Come potevo apprendere se non
parlavo neppure? Come potevo rispondere alle domande? O fare
domande?
Conoscevo tante parole, ma non sapevo leggere. Avevo milioni
di pensieri nella testa ma non potevo condividerli con qualcuno.
Nessuno si aspettava tanto dagli alunni della quinta H. Ci
mi faceva impazzire!
A sei anni la signora V comprese il mio nuovo problema, quellocomunicativo. Un pomeriggio dopo la scuola, dopo la merenda,
accese la tv su un documentario che parlava di un ragazzo di
nome Stephen Hawking.
 malato di SLA.  sulla sedia a rotelle come me. Non pu
camminare, non pu parlare e probabilmente  la persona pi intelligente
al mondo, e tutti lo sanno.
Fantastico.
Scommetto che lui sar davvero frustrato a volte.
Alla fine del documentario, mi sentivo davvero serena.
"Lui  come te, pi o meno, vero? Mi chiese la signora V.
Puntai il dito sulla risposta s, poi sul no.
"Non ti seguo." Disse grattandosi la testa.
Puntai il dito su bisogno, poi su leggere. Bisogno/leggere. Bisogno/leggere.
"So che sei in grado di leggere tante parole, Melody," disse la
signora V.
Di nuovo puntai il dito. Di pi. Non riuscivo a trattenere le
lacrime. Di pi. Di pi. Di pi.
"Melody, se potessi scegliere, preferiresti - camminare o parlare?"
Parlare. Indicai sulla mia lavagna pi volte. Parlare. Parlare.
Parlare.
Avevo cos tante parole da dire.
Cos la signora V si preparava alla nuova missione, quella comunicativa.
Aggiunse nuove parole sulla mia lavagna, scritte in
modo pi piccolo cos ve ne stavano di pi. Ogni singola parte
della mia lavagna comunicativa era riempita da parole e nomi relativi
alla mia famiglia, domande utili, e da tanti verbi, aggettivi,
cos avrei potuto formulare una pseudo-frase!
Posso dire Dove  la mia cartella? Buon Compleanno, Mamma, indicandolo
con il pollice sulla mia lavagna.
Ho pollici magici, dopotutto. Funzionano perfettamente. Il
resto del mio corpo assomiglia a un cappotto con bottoni le cui
asole non corrispondono. Ma i miei pollici non hanno difetti., non
hanno problemi di alcun tipo. Solo i miei pollici. Vai a capire il
perch.
Ogni volta che la signora V aggiungeva nuove parole, le imparavo
velocemente, le usavo per formulare frasi, e ne desideravo
sempre di pi. Volevo leggere!
Cos prepar delle tessere particolari.
Rosa per i nomi.
Blu per i verbi.
Verde per gli aggettivi.
Ho imparato a leggere fiumi di parole. Paroline, come mela,
vela, tela, mi piace sentire le rime - sono facili da ricordare.  come
un tre per due del supermercato.
Ho imparato parole lunghe come caterpillar e mosquito, e parole
che seguono regole folli - soqquadro e acqua. Sapevo tutti i nomi
dei giorni della settimana, i nomi dei mesi dell'anno, i nomi dei
pianeti, i nomi degli oceani e i nomi dei continenti. Ogni giorno
imparavo nuove parole. Le succhiavo e le divoravo come la torta
alle fragole della signora V.
Cos lei spargeva le carte per terra, io dovevo raggiungerle e
formulare frasi logiche. Era come creare una collana di perline,
una dopo l'altra per raggiungere l'obiettivo, creare qualcosa di
carino.
Mi piaceva farla ridere, cos mettevo in fila parole strambe.
Il sole c' di notte. Di giorno vedo la luna.
Mi insegnava le parole delle canzoni che ascoltavo a casa. Imparai
la differenza tra Beethoven e Bach, tra una sonata e un concerto.
Mi chiedeva l'artista di ogni canzone.
Mozart. Poi indicai sulla mia lavagna comunicativa il colore blu.
"Beh?" mi chiese.
Quando mi fece ascoltare Bach indicai il colore blu e il viola.
Sembrava confusa. Cercavo parole per spiegare il mio concetto.
Volevo comunicarle che associavo la musica ai colori. Ma alla
fine mi arresi.
Continuavamo il gioco.
A volte ascoltavamo musica hip-hop, a volte vecchi successi.
La musica e i colori che trasmetteva, fluivano attorno a me. Faceva
caldissimo, si sudava tanto. Ci dovevano essere novanta gradi
fuori. Eravamo sedute sotto il suo portico, guardavamo la tempesta.
Mi disse i nomi di tutte le nuvole. Sapevo che mi avrebbe
preparato le carte con tutti i nomi delle nuvole sopra.
"Il grande e vecchio Nimbo lass - lui  nero e potente e pu
soffiare via tutte le altre nuvole nel cielo. Lui vuole sposare la
signorina Cumulus Cloud, ma lei  troppo gentile e carina per
accoppiarsi con un ragazzo spaventoso come lui. Cos lui impazzisce
e provoca tempeste" mi raccont.
Infine, il vecchio Nimbo va per la sua strada, e la pioggia giunge
inesorabile attorno a me e la signora V. Pioveva forte, io non riuscivo
a vedere oltre il portico. Il vento soffiava e la fresca pioggia
ci lavava. Mi sentivo troppo bene. Pioveva sulla mia testa a causa
di una fessura nel tetto del portico. Ridevo sempre pi forte.
La signora V mi diede un'occhiata spiritosa, poi mi chiese:
"Vuoi prenderla tutta?"
Annuivo. S, s, s.
I miei capelli, i miei vestiti, i miei occhi e le braccia e le mani.
Bagnati. Bagnati. Bagnati. Era sorprendente. La pioggia era calda,
quasi come un bagno caldo. Ridevo e ridevo.
La signora V mi port in casa, mi asciug, mi cambi i vestiti,
e mi diede una tazza di cioccolata. Nel frattempo Pap venne
a prendermi, aveva smesso di piovere e tutto era nuovamente
asciutto.
Sognai nuvole di cioccolata per tutta la notte.

 Capitolo 7.

Al mio risveglio ancora sogno. E nei miei sogni posso fare di tutto.
Correre veloce! Giocare in cortile.
Fare ginnastica e mai cadere e mai perdere l'equilibrio.
Posso ballare, sono brava a ballare.
Chiamo i miei amici al telefono, e parliamo per ore.
Racconto i miei segreti. Canto.
Al mio risveglio la mattina, provo una sensazione di ritorno
alla realt. Mi devono dare da mangiare e vestire e portarmi a
scuola dove passo la maggior parte delle ore della mia giornata.
Gli assistenti a scuola, nella nostra classe quinta H - solitamente
un ragazzo che aiuta i maschi e una ragazza che aiuta le
femmine - fanno cose come portarci al bagno (oppure cambiare
il pannolino ai bambini come Ashley e Carl), darci da mangiare a
pranzo, spingere le nostre sedie a rotelle dove desideriamo andare,
pulirci la bocca e farci le coccole. Non penso vengano pagati
molto, perch non passano molte ore con noi. Ma meriterebbero
milioni di dollari. Quello che fanno  davvero tosto, e non penso
che ci sia tanta gente in grado di farlo.  difficile tenere gli insegnanti
buoni con noi. Non li incolpo perch  difficile stare con
noi a volte.
Ma una volta abbiamo ottenuto un compromesso. Dopo le
urla della signora Hyatt e del maestro Gross, la signora Tracy
giunse nella nostra aula.
Lei capiva che mi piacevano i libri, cos mi mise l'auricolare e
mi colleg un audio libro. Inizi con favole per bambini, che mio
padre mi leggeva sempre, cos io, stanca delle solite favole, gettai
l'audiolibro a terra e la maestra, invece di punirmi, comprese che
avevo bisogno di un libro migliore.
Mi fece ascoltare altri tipi di libri. Mi fece domande in merito
dopo l'ascolto, e risposi sempre correttamente. Mi chiese: "Quale
di questi oggetti risolve il mistero?" Poi mi mostrava un sasso,
una stella marina e una penna. Il sasso, di certo. La maestra era
felice e quindi mi colleg un altro audiolibro. Quell'anno ascoltai
tantissimi libri di vario genere.  stato fantastico.
L'anno seguente fu un anno irrilevante. Sempre gli stessi libri,
sempre le stesse lezioni. Non sembrava di passare di grado.
La signora Billupes iniziava la giornata sempre con lo stesso
CD che io odiavo. Era orribile per una bambina che non poteva
cantare! La signora Billups metteva questo CD
- a tutto volume - ogni singola mattina. Sempre lo stesso. Non
capiva che ci metteva di cattivo umore.
Un giorno persino si mise a spiegarci l'alfabeto partendo dalla
lettera A. Ma siamo in terza elementare!
"Ora, bambini, ecco la lettera A. Quanti di voi sanno dire A?
Bravi!"
Nessuno rispose ma lei era felice lo stesso.
Mi sarebbe piaciuto sapere se ai ragazzi normodotati della
terza elementare insegnava l'alfabeto. Probabilmente no. Pi ci
pensavo, pi mi arrabbiavo.
"E ora continuiamo con la lettera B. Questa  la lettera B. Diciamo
tutti insieme B. Bravi!"
Eravamo tutti in silenzio. A lei non importava. Guardavo gli
audiolibri dell'anno scorso, in un angolo pieni di polvere.
Quel giorno ne avevo proprio abbastanza. La maestra Billups
aveva iniziato a farci ascoltare persino il suono di ogni singola
lettera dell'alfabeto.
"Biiii!" disse a voce alta la maestra, sputacchiando un po' nel
pronunciare quel monosillabo.
"Biiii  il suono della lettera B. Diciamo tutti insieme
Biiii, bambini."
Ad un tratto Maria, che  sempre di buon umore, inizi a lanciare
in aria i pastelli. Willy inizi a balbettare. E io urlavo.
Non ero in grado di emettere nessun suono in modo chiaro e
distinto, ma riuscivo a fare tanto rumore.
Urlavo perch odiavo quelle cose stupide, senza senso.
Strillavo perch non riuscivo a parlare e a dire alla maestra di
smetterla!
E ci mi fece piangere perch io non riesco mai a raccontare a
qualcuno ci che veramente penso.
Cos gridavo e urlavo e strillavo. Piangevo come una bambina
di due anni. Non riuscivo a smettere.
Da quel momento inizi la mia crisi, la mia esplosione emotiva,
il mio tornado, come lo chiamo.
Sbattevo e urlavo e di base non lo facevo apposta. Scalciavo
cos duramente che le mie scarpe uscivano dalle cinghie della mia
sedia a rotelle. Cos iniziai a cedere tutta verso un lato e perci
urlavo sempre pi forte.
La maestra Billups non sapeva proprio cosa farci.
Provava a calmarmi, ma io non volevo essere calmata. Persino
gli assistenti non riuscivano a calmarmi, a farmi smettere, a
far cessare il mio tornado. Jill e Maria iniziarono a piangere. Anche
Ashley, oggi vestita tutta in giallo, pareva confusa. Freddy
mi guardava impaurito. Carl reclamava perch era ora di pranzo.
Poi si fece la cacca addosso un'altra volta. Tutta la classe era fuori
controllo, e io continuavo a urlare.
La maestra chiam la signora Anthony, la preside, che spalanc
gli occhi appena entr in classe. Cerc di capire la situazione e disse
laconicamente: "Chiama sua madre." La preside era davvero decisa
e determinata, non avrebbe potuto aspettare un minuto di pi.
Un attimo dopo la maestra era al telefono con mia madre. "Signora
Brooks, sono la maestra di Melody, Anastasia Billups. Pu
venire subito a scuola?"
Sapevo che mia madre si sarebbe davvero spaventata per
quella telefonata. Forse ero malata? Sanguinavo? Ero morta?
"No, Melody non  malata. Sta bene, pensiamo," diceva la maestra
a mia madre con voce professionale, da insegnante. "Solamente
non riusciamo a farla smettere di urlare. A causa sua ora
tutta la classe  in tumulto."
Vedevo mia madre dall'altra parte della cornetta che cercava
di immaginare la situazione che stavo vivendo a scuola. Fortunatamente,
era il suo giorno di riposo. Sapevo che sarebbe arrivata a
scuola in pochi minuti. Cos io piano piano mi calmai e finalmente
tacqui. Gli altri bambini si calmarono allo stesso modo, come se
qualcuno avesse spento l'interruttore.
La stessa canzone continuava a suonare.
Mia madre arriv pi in fretta di quanto pensassi.
Quando vidi i suoi jeans e il suo maglione sporco, realizzai
che aveva lasciato tutto ed era saltata in auto. Era corsa da me per
chiedermi cosa non andasse.
Io sospiravo, respiravo tremando, ansimavo, poi additai l'alfabeto
sulla mia lavagna comunicativa e emisi suoni tipici della frustrazione.
"Tutto questo a causa dell'alfabeto?" chiese mia madre.
S. Rimarcai la risposta con fermezza.
Mia madre si rivolse quindi alla maestra Billups chiedendole:
"Aquale progetto stavate lavorando prima che iniziassero le urla?"
La maestra Billups rispose con tono stizzito: "Stavamo ripassando
l'alfabeto, certamente. Il suono della lettera B, se non ricordo
male. Inizio sempre con l'alfabeto. Questi bambini hanno bisogno
di un costante ripasso perch fanno fatica a ricordare le nozioni
basiche fondamentali."
Mia madre stava immaginando la situazione. "Cos stavate
andando avanti con l'alfabeto?"
"Corretto."
" febbraio."
"Quindi?"
"La scuola inizia in agosto.  da sei mesi che ripassate la lettera
B? Non l'hanno ancora percepita?"
Mamma aveva i nervi a fior di pelle. Non l'avevo mai vista
cos rabbiosa.
"Chi  lei per dirmi cosa devo fare con la mia classe?" rispose
la maestra con tono aggressivo.
"E chi  lei per annoiare questi bambini con attivit senza senso?"
rispose mia madre sempre pi rabbiosa.
"Lei non capisce," inizi l'insegnante.
Mamma la interruppe. "No, signora Billups,  lei che non capisce!"
Mamma sembrava che stesse cercando di calmarsi, quando
disse: "Ha mai seguito stupide pubblicit alla televisione, ripetitive
e senza senso, e non ha mai pensato di urlare a causa della
frustrazione che le provocano?"
La maestra Billups annu lentamente.
"Oppure, dopo cinque ore nel traffico a guidare, non esploderebbe
dallo stress?"
"Penso di s," ammise l'insegnante.
"Beh, penso sia proprio quello che  successo a Melody, non
la biasimo per l'atteggiamento, anch'io nei loro panni sarei impazzita."
La maestra mi guard e sembrava rilassata, il tono della sua
voce era tanto calmo quanto quello di mia madre, ora che conosceva
il motivo del mio tornado.
"Melody sa il suo alfabeto, tutti i suoni di tutte le lettere, e centinaia
di parole a prima vista. Lei  in grado di sommare e sottrarre
numeri a mente. Ne abbiamo gi parlato lo scorso colloquio tra
insegnante e genitori, vero?" Capivo che mamma stava cercando
di calmarsi, ci stava provando almeno.
"Penso che lei stia esagerando," rispose la maestra.
"I genitori non sono sempre obiettivi quando hanno a che fare
con questi tipi di bambini."
"Se lei li giudica 'questi bambini' un'altra volta, io potrei urlare."
Mia madre la mise in guardia.
"Ma Melody ha limiti mentali e fisici." Rispose la maestra,
cercando di far comprendere la situazione di Melody alla madre.
"Deve imparare ad accettare la situazione."
E di nuovo scintille tra loro. "Melody non pu camminare,
Melody non pu parlare. Ma lei  estremamente intelligente! E lei
farebbe bene ad accettarlo!" mamma url con forza.
La maestra indietreggi di qualche passo.
"Non ha letto i voti di Melody dell'armo scorso?" chiese mamma
alla maestra. "Melody ama ascoltare gli audiolibri."
"Io cerco di approcciare con un atteggiamento di apertura
mentale e non mi lascio influenzare dagli insegnanti precedenti.
Scelgo io il programma per i miei bambini. Tutti gli audiolibri
sono in una scatola da qualche parte."
"Probabilmente lei dovrebbe cercare quella scatola." Disse
mia madre, a denti stretti.
"Beh, non lo far mai!" rispose la maestra Billups.
"Forse  proprio questo il suo problema!" replic Mamma con
un sorriso. Poi abbass il capo e and verso il lettore CD. "Oh,
un'ultima cosa. Potrei vedere quel meraviglioso CD che state
ascoltando?"
"Certamente." Disse la maestra abbozzando un sorriso. "I
bambini lo amano."
"Davvero?" Mamma replic.
L'insegnante tir fuori il CD dal lettore. Mamma prese il CD,
scav nella sua borsa per un momento, diede alla maestra Billups
una banconota da cinque dollari, e abilmente spezz il CD a met.
"Quella musica era crudele e pareva un'insolita punizione!"
Freddy e Maria sorridevano.
Gloria sussurr: "Grazie."
Per un istante provai dispiacere per la maestra.
Sembrava confusa. Non capiva l'atteggiamento di Mamma.
Mamma and verso il lavandino, apr l'acqua calda, prese un
tovagliolo di carta. Venne verso di me e dolcemente mi pul il viso
con dolcezza. Poi mi spazzol i capelli, mi aggiust le cinghie della
sedia, mi diede un veloce abbraccio e and a casa.
La maestra Billups lasci il lavoro la primavera stessa, cos finimmo
l'anno con una serie interminabile di supplenti.
Credo che lei pensasse fosse facile lavorare con persone pi
noiose di lei.
Ma si sbagliava.

 Capitolo 8.

Per tanto tempo la mia famiglia  stata formata da mia mamma, mio
pap, e il mio pesciolino, Ollie.
Avevo cinque anni quando me lo regalarono, e lo ho avuto per quasi
due anni prima della sua morte.
Credo sia tanto tempo per un pesciolino rosso.
Nessuno sapeva che il mio pesciolino si chiamava Ollie, ma non importava.
Pap me lo regal un carnevale e io ho subito pensato che la vita di
Ollie fosse peggiore della mia.
Ollie viveva in una piccola boccia sul tavolo nella mia stanza.
Come fondale c'erano piccole rocce rosa, e un finto tronchetto
di plastica. Quel fondale doveva sembrare il mare ma certamente
sono convinta che non esistono laghi e oceani con rocce rosa.
Ollie passava tutta la giornata nuotando in quella piccola boccia,
schivando il finto tronchetto, e continuando a nuotare senza
sosta. Lui nuotava sempre nella stessa direzione. L'unica volta
in cui cambiava il suo percorso era quando Mamma gli dava da
mangiare, ogni mattina e ogni sera. Lo guardavo trangugiare il
cibo, e poi fare la cacca, poi nuotare in tondo sempre senza sosta.
Ero triste per lui.
Almeno io esco, vado al supermercato e a scuola. Ollie nuotava
in una boccia in tutto il giorno e basta. Mi domando se i
pesci dormono. Ma ogni volta che mi svegliavo nel mezzo della
notte, Ollie stava nuotando, apriva e chiudeva la sua bocca come
se stesse cercando di dire qualcosa.
Un giorno, quando avevo sette anni, Ollie salt fuori dalla
boccia. Stavo ascoltando della musica alla radio - Mamma aveva
capito che mi piaceva la stazione radio che suonava musica
country - ed ero di buon umore. La musica mi dava una sensazione
di aranciata e limonata. Era dolce, morbida, pastosa; intanto
Ollie girava in tondo nella sua boccia senza sosta.
Ma tutto ad un tratto, senza sapere il perch, Ollie si tuff dalla
boccia sulla tavola dove atterr. Annaspava e si dimenava, e
sono certa che si accorse di non essere in grado di respirare senza
l'acqua. I suoi occhi erano spalancati e le sue branchie pulsavano
dallo sforzo.
Non sapevo cosa fare. Sarebbe morto senz'acqua - in fretta.
Cos urlai. Mamma era gi o forse fuori a ritirare la posta, sta di
fatto che non arriv immediatamente. Urlavo ancora. Sempre pi
forte. Strillavo. Gridavo. Piangevo. Ollie continuava a annaspare
e a dimenarsi, sempre pi disperatamente. Ollie aveva bisogno
dell'acqua.
Io urlai una volta in pi, ma Mamma non arrivava velocemente.
Dove poteva essere? Sapevo che aveva da fare cose importanti,
cos raggiunsi la tavola e allungai il mio braccio. Riuscivo appena
a toccare la boccia di Ollie. Avrei voluto salvarlo o per lo meno
bagnarlo. Cos agganciai le mie dita al bordo della boccia e tirai.
L'acqua si sparse ovunque - sul tavolo, sul tappeto, su di me e su
Ollie. Sembrava annaspare meno per qualche secondo.
Iniziai a lamentarmi. Alla fine udii mia madre urlare dalle scale.
Una volta in camera mi guard e mi rimprover per il casino
fatto e per la morte del pesciolino e url: "Melody! Cos'hai
combinato? Perch hai rovesciato la boccia? Non sai che i pesci non
vivono senz'acqua?"
Certamente lo sapevo. Non sono stupida. Perch non ha capito
il motivo per cui la chiamavo intensamente?
Mamma si affrett verso il disastro, raccolse Ollie e con delicatezza
lo ripose nella boccia. Poi corse in bagno e udii l'acqua
scorrere. Ma capivo che era troppo tardi.
Ollie non sopravvisse, forse a causa del troppo tempo fuori
dalla boccia o forse a causa dell'errata temperatura dell'acqua.
Mamma torn in stanza e mi rimprover per l'ennesima volta:
"Il tuo pesciolino rosso non ce l'ha fatta, Melody. Perch gli hai
fatto questo a quel povero pesciolino? Era cos felice nel suo piccolo
mondo."
Secondo me Ollie non era cos felice dopo tutto.
Forse era malato e stanco di quella boccia e di quel tronchetto
e di quel continuo girare. Forse non ce la faceva pi, non sopportava
pi quella situazione. A volte mi sento come lui.
Non c'era modo di spiegare a Mamma l'accaduto.
Davvero ho provato a salvare Ollie. Sviavo lo sguardo di
Mamma. Era arrabbiata e io altrettanto. Se non ci avesse messo
troppo tempo a venire in camera, Ollie sarebbe sopravissuto. Io
non volevo farmi vedere piangere da lei.
Lei pul il disastro sospirando e mi lasci sola con la mia musica
e la boccia vuota sul mio tavolo. I colori erano svaniti.
Ci volle tanto tempo prima che io fossi pronta per un altro
animale da compagnia. Ma il giorno del mio ottavo compleanno
mio padre port a casa una grande scatola. Sembrava facesse fatica
a trasportarla. Dopo essersi seduto sul pavimento di fronte a
me, un cagnolino sbuc dalla scatola con tutto il mio stupore. Un
cagnolino! Un golden retriever! Scalciavo di gioia. Un cagnolino!
Il goffo cagnolino correva per la stanza, annusando ogni angolo.
Lo guardavo in tutti i suoi movimenti - amandolo fin da subito.
Dopo avere esplorato ogni gamba del tavolo e parti di mobili,
il cagnolino si ferm convinto che tutti lo stessimo guardando,
poi si accovacci e fece pip sul tappeto! Mamma url, ma solo un
po'. Cos il cagnolino cap di essere il responsabile.
Il cagnolino stava sempre vicino a Pap, e lontano da Mamma
che stava cercando di pulire con fazzoletti di carta dove aveva
sporcato e spruzzava il detersivo che usa anche in cucina. Il cagnolino
girava attorno alla mia sedia a rotelle in continuazione,
come se stesse cercando di conoscermi. La annusava, annusava
le mie gambe e piedi, mi guardava e tutto a un tratto mi salt in
grembo come fosse successo gi milioni di volte. Io a malapena
respiravo, non volevo disturbare il cagnolino. Poi, si gir su se
stesso per tre volte e cerc la posizione pi comoda, sospirando
con soddisfazione. Accarezzavo il suo morbido pelo e la sua testa
nella maniera pi delicata possibile.
Solo io avevo dato un nome al cagnolino. Mamma e Pap suggerivano
nomi noiosi come Fuzzy e Coffee, ma io a prima vista gli
avevo attribuito un nome, quello che mi ispir di primo acchito.
Puntai il dito verso la boccia sul tavolo contenente le mie caramelle
preferite - quelle al caramello.
Sono talmente morbide che si sciolgono in bocca cos che non
devo masticarle e sono deliziose!
"Vuoi chiamarla Candy?" Pap mi chiese. Scossi la testa.
"Caramel?" Mamma mi chiese.
Scossi la testa nuovamente.
"Perch non la chiamiamo Stinky?" Pap mi sugger con un
sorriso. Mamma ed io lo fissammo. Io continuavo a indicare la
boccia di caramelle.
Infine, Mamma disse: "Ho capito, vuoi chiamarla Butter-
scotch?"
Volevo strillare, ma cercavo di stare calma.
Non volevo colpire il cagnolino e non volevo farlo scendere
dalle mie ginocchia. "Uh," dissi con dolcezza continuando ad accarezzare
il pelo del cagnolino. Non conoscevo nulla di pi morbido
del suo pelo. Ed era tutto mio. Era il compleanno pi bello
della mia vita.
Butterscotch dorme ai piedi del mio letto ogni notte.
E come se conoscesse le istruzioni d'uso e il comportamento
da tenere nelle varie situazioni: abbaiare solo quando bussa uno
sconosciuto alla porta, mai fare pip o cacca in casa (impar in
fretta), e rendere felice Melody. A Butterscotch non interessa che
io non possa parlarle - lei sa che io la amo. Le basta.
Un giorno, alcuni mesi dopo il suo arrivo, caddi dalla mia
sedia a rotelle. Capit. Mamma mi aveva dato da mangiare il
pranzo, mi aveva portata al bagno e mi aveva riportata nella mia
camera. Butterscotch trotterellava dietro di me, era sempre vicina
a me. Mamma mise un DVD e si assicur che le mie mani fossero
posizionate in modo corretto in modo da mandare avanti e
indietro il film. Non si accorse che la mia cintura era slacciata, e
neppure io me ne accorsi.
Mamma andava avanti e indietro, su e gi le scale facendo lavatrici
e preparando la cena. Si sentiva il profumo lungo le scale.
Mamma sa che amo gli spaghetti al pomodoro.
Mise il naso in camera per controllarmi e disse: "Mi sdraio
per qualche minuto, Melody. Stai tranquilla per pochi minuti da
sola?" Annuii e le indicai di andare tranquillamente. Il mio film
mi teneva compagnia. Butterscotch era a fianco a me, alla mia sedia
a rotelle perch oramai era troppo grande per starmi in
braccio. Cos Mamma mi mand un bacio e chiuse la porta.
Stavo guardando Il Mago di Oz - lo avevo visto milioni di volte
- conosco i dialoghi a memoria. Conosco ci che Dorothy dir
prima di aprir bocca. Sorridevo.
La scena seguente mi rese ancora pi felice, ridevo talmente
forte tanto da cadere dalla sedia a rotelle e trovarmi faccia a terra.
Butterscotch salt immediatamente verso di me, annusandomi
e assicurandosi che non mi fossi rotta nulla. Stavo bene, ma
non riuscivo a tornare sulla mia sedia. E peggio ancora, stavo
perdendo la parte centrale del film. Mi chiedevo quanto ancora
potesse durare il pisolino di Mamma.
Non urlai come quella volta in cui Ollie era saltato fuori dalla
sua boccia. Non ero sconvolta, ero solo un poco scomoda. Ho provato
a girarmi ma non ci sono riuscita. Butterscotch mi faceva da
cuscino. Stavo bene in quella posizione.
Ma Butterscotch and a grattare alla porta e a ululare.
Pap non sarebbe stato contento di vedere Butterscotch grattare
la porta di legno. Ma Mamma non arrivava lo stesso. Cos
Butterscotch abbai - sempre pi forte e con urgenza.
Abbaiava, senza sosta. Mamma non poteva ignorare tutto
quel baccano.
Pochi minuti, sembravano una eternit. Mamma giunse tutta
spettinata e assonnata e mi disse: "Cosa sta succedendo qui?" Poi
mi vide e disse: "Oh! Piccola Melody! Stai bene?" Corse da me, mi
alz dal pavimento e mi mise sulle sue ginocchia.
Si assicur che non mi fossi fatta male - osserv con attenzione
le mie braccia e le mie gambe, la mia schiena, la mia faccia, la
mia testa e, persino la mia lingua. Volevo dirle che stavo bene.
Tutto quello che doveva fare era rimettermi sulla sedia a rotelle,
ma doveva fare la Mamma e mi controll per la seconda volta.
"Butterscotch sei una brava cagnolina," disse accarezzandola
e abbracciandomi forte. "Doppia razione di pappa per te stasera!"
Sono certa che Butterscotch avrebbe preferito un osso piuttosto
delle crocchette, ma neanche lei pu parlare, cos entrambe
mangiamo ci che ci danno. Mamma con delicatezza mi fa sedere
sulla mia sedia a rotelle e si assicura di allacciare correttamente
la cintura. Certamente Butterscotch ci sar la prossima volta se
dovessi cadere ancora. Quel cane  meraviglioso.
Mamma mise il film dall'inizio ma aveva perso la sua magia.
Cosa potevo chiedere ora al Mago di Oz? Hmmm. Intelligenza?
Ne ho in abbondanza.
Coraggio? Butterscotch ne ha da vendere!
Amore? Io e il mio cane ne abbiamo in gran quantit.
Quindi cosa posso chiedere? Mi piacerebbe cantare e ballare.

 Capitolo 9.

All'et di otto anni le cose cambiarono.
Capivo che Mamma stava dando alla luce un bambino; l'ho
scoperto senza che nessuno me lo dicesse. Aveva un odore diverso,
come quello di un nuovo sapone. La sua pelle era pi morbida
e pi calda.
Una mattina, alzandomi dal letto, mi disse: "Stai diventando
tremendamente pesante Melody. Devi dimagrire!" La sua fronte
era piena di sudore.
Non penso di essere ingrassata. Era Mamma quella differente.
Tutto a un tratto usc dalla stanza. La sentivo vomitare in bagno.
Torn pochi minuti dopo pallida come un lenzuolo. Il suo respiro
sapeva di colluttorio. "Devo aver mangiato qualcosa di strano"
disse sottovoce mentre mi vestiva. Ma io penso di sapere il perch.
Scommetto che era impaurita.
A un certo punto Mamma si confid con me finalmente e mi
disse: "Melody, ho una cosa bellissima da raccontarti!"
Facevo di tutto per fingermi curiosa.
"Stai per avere un fratellino o una sorellina al pi presto."
Io sorridevo e facevo finta di sorprendermi e di essere eccitata.
La raggiunsi e la abbracciai. Poi toccai la sua pancia e indicai me
stessa. Lei capiva cosa volevo dire.
Mi guard dritta negli occhi. "Preghiamo che questo piccolo
nasca sano e forte" mi disse. "Sai che ti amiamo, Melody - proprio
per come sei. Ma noi speriamo che questo bambino non debba
affrontare le tue stesse sfide."
Anch'io.
Da quel momento incaric Pap di alzarmi.
E nonostante non mi abbia mai parlato delle sue paure in merito
alla gravidanza, sapevo che era preoccupata. Ingoiava gigantesche
pillole contenenti vitamine, mangiava una gran quantit di
arance e mele fresche e aveva l'abitudine di toccarsi il pancione
pregando Dio. Posso confermare che Pap era altrettanto preoccupato,
ma lo mascherava meglio, portando a Mamma mazzi di
iris viola - il suo fiore preferito - o preparandole grandi quantit
di multivitaminici all'uva o piattoni di uva. Non so perch Mamma
desiderasse cibi viola.
Invece di guardare per ore ed ore Discovery Channel stavo
nella mia stanza a fissare la tv spenta - pensando in silenzio.
Sapevo che quel nuovo bambino avrebbe portato via del tempo
ai miei genitori. E io so anche che io stessa necessito di tanto tempo.
Come avrebbero potuto fare i miei genitori con due bambini?
E subito un pensiero orribile buss alla mia testa. Magari mi
avrebbero rinchiuso come da consiglio del dottor Hugely. Non
riuscivo nemmeno a pensare una cosa simile.
Un sabato pomeriggio, pochi mesi prima della nascita del
bambino, ero accucciata sul divano, sonnecchiando.
Mamma aveva messo dei cuscini attorno a me per assicurarsi
della mia incolumit.
Butterscotch dormiva a fianco a me, in casa suonava musica
jazz, la musica preferita di Pap. Mamma e Pap erano seduti
fianco a fianco sul divanetto, parlavano insieme in modo sereno.
Non pensavano fossi sveglia.
"Cosa facciamo se?" disse Mamma.
"Non succeder. Le possibilit sono davvero minime, cara" replic
Pap con un tono incerto.
"Non potrei sopportarlo" continu Mamma.
"Devi trovare la forza" disse Pap con tono pacato. "Ma non
accadr. Le probabilit sono..."
"Ma cosa facciamo se?" insisteva Mamma, interrompendolo e
inizi a piangere.
"Andr tutto bene" disse mio padre, cercando di confortarla.
"Dobbiamo pensare positivo."
" tutta colpa mia" disse mia madre dolcemente.
Mi alzai e ascoltai con maggiore attenzione.
"Cosa vuoi dire?" chiese Pap.
" colpa mia se Melody  cos." Mamma piangeva davvero
tanto. Riuscivo a malapena a capire le sue parole.
"Diane, questa  pazzia!" non puoi sobbarcarti tutto questo
peso da sola. Le cose succedono." Avrei voluto dire a Pap che
stava dicendo una cosa ragionevole.
"No! Io sono la madre!" gemette. " il mio compito partorire
un figlio sano, e ho fatto un casino! Ogni altra madre al mondo 
capace di dare alla luce un figlio normale. Ci deve essere qualcosa
di sbagliato in me!"
"Amore mio, non  colpa tua. Non  colpa tua."
"Ma, Chuck, ho paura che anche questo bambino sia malato!"
disse con un sospiro ansioso.
"Per favore, non pensarci nemmeno" mormor Pap. "Statisticamente
quante sono le possibilit? Due bambini che..."
E io improvvisamente non riuscii pi a captare le parole di
mio padre perch la mia testa era piena di parole da dire ma non
riuscivo a farlo.
Volevo dire a Mamma che mi spiaceva vederla triste e preoccupata.
Non era colpa sua.
Lei non c'entrava nulla. Soffrivo ancora di pi perch non riuscivo
a rincuorarla.
Durante l'intera gravidanza le attenzioni dei miei genitori non
mancarono, nonostante le mie paure in merito. Pap lavorava
sempre di pi mano a mano che si avvicinava la data del parto.
Faceva le lavatrici, preparava la maggior parte dei pasti, e si occupava
di accudirmi e trasportarmi. Andavo a scuola in orario ogni
mattina, mi leggeva le fiabe ogni sera e tutti e tre attendevamo,
speravamo e pregavamo che andasse tutto bene.
Ma Penny era perfettamente sana e brillava come il suo nome.
 stata da subito una bambina vivace e felice, un raggio di sole
per noi.
Per i miei genitori a volte litigavano a causa nostra. Li sentivo
attraverso il muro della mia camera.
"Ho bisogno di pi aiuto, Chuck" disse Mamma.
"Beh, tu mostri pi attenzione alla bambina che a me!"
"Se mi aiuti di pi, avr pi tempo per te! Con due figlie di cui
una come Melody non  facile!"
"Sai che devo andare a lavorare!"
"Anch'io lavoro! Non rinfacciarmelo. Inoltre, mi alzo due volte
a notte per allattare la bambina!"
"Lo so. Lo so. Scusa, Diane" disse Pap sottomesso lasciando
vincere Mamma.
" che sono cos stanca" disse Mamma con voce ovattata.
"Mi spiace. Far ancora di pi per aiutarti. Te lo prometto. Domani
prender un giorno di riposo e accudir entrambe le bambine.
Perch non esci con la signora Valencia a pranzo o ti guardi
un film?"
Mi sentivo in colpa. La loro vita sarebbe stata migliore e pi
facile con un solo figlio - uno normale.
Un giorno una bambola che parlava e camminava si ruppe.
Mamma la restitu al negozio e si fece ridare indietro i soldi. Vorrei
sapere se Mamma ha mai desiderato cambiare anche me.
Ma Penny! Penny era davvero una bambina perfetta. Dopo
soli pochi mesi dormiva tutta la notte e sorrideva tutto il giorno.
Impar a sedersi, a rotolare, a gattonare, secondo il programma
stabilito. Sorprendente. E sembrava cos facile! Certo, a volte cadeva
di faccia ma si rialzava.
Penny andava velocemente in giro per la stanza. Lei impar
che era divertente fare il bagnetto e impar ad attaccarsi alla corda
in caso di perdita dell'equilibrio. Impar che i golden
retrievers non sono cavalli, che i pisellini sono gustosi, che la morte 
negativa ma che i dolci sono buoni.
Lei rideva tutto il tempo. Capiva che sua sorella Melody non
poteva fare le sue stesse cose ma non le importava. Cos io cercai
di fare altrettanto.
Pap e la sua fotocamera seguivano Penny come i paparazzi
con una rock star! Mi faceva male vedere quei filmati in cui Penny
camminava, cantava, parlava, ballava.
Penny teneva in mano il biberon da sola.
Penny mangiava da sola piccoli cereali seduta sul suo seggiolone.
Penny diceva "Ma-ma" e "Pa-p" proprio come i bambini in
televisione.
Penny gattonava sul pavimento e inseguiva Butterscotch.
Penny batteva le mani.
Come poteva quel piccolo cervello parlare, tirarsi su, mantenere
la posizione senza cadere? Stare in equilibrio sul divano?
Stare seduta da sola? A volte cadeva ma si tirava su senza problemi.
Non stava mai a terra come una tartaruga capovolta.
Pap continuava a raccontarci le favole della buonanotte, ma
ora era Penny a stare sulle sue ginocchia. Io ero troppo grande e
pesante, cos io sedevo sulla mia sedia a rotelle, il mio cane era ai
miei piedi mentre loro due leggevano le storie che conoscevo a
memoria.
Butterscotch dormiva sempre nella mia camera. Mi piaceva
questa cosa.
Mi faceva piacere sapere che Penny stava imparando i contenuti
degli stessi libri che io ho amato tanto. Mi chiedevo se li
stesse memorizzando. Probabilmente no. Non ne aveva bisogno.
Ricordo la terza parola di Penny fu "Dy-Dy". Lei non era in grado
di dire Melody, pronunciava solo la parte finale del mio nome.
Mi piaceva quando mamma metteva Penny a letto dopo il bagnetto
mattutino. Giocava con il borotalco e lo metteva sul mio
viso come se fossero dei baci. "Dy-Dy!" ripeteva.
All'et di un anno Penny impar a camminare. Barcollava per
tutta la casa sulle sue gambe cicciottelle. Cadeva spesso, batteva
il sedere e rideva ogni volta. Poi si rialzava e ci provava di nuovo.
Io non potevo farlo.
Con due bambine in casa la nostra vita quotidiana cambi. Ci
voleva il doppio del tempo a prepararci la mattina. Mamma ci teneva
all'abbigliamento quotidiano di Penny, sempre impeccabile
e carina, anche solo per uscire e andare dalla vicina signora V.
I miei vestiti andavano bene, ma erano pi che altro pratici che
graziosi. Mamma faticava a cambiarmi.
Certamente darmi da mangiare era un processo lungo. Non
potevo masticare molto bene, cos mangiavo soprattutto cibi morbidi,
cremosi, come uova strapazzate o fiocchi d'avena o mousse
alle mele. Dato che non riesco a tenere in mano una forchetta o un
cucchiaio - ci provo, ma sempre mi cadono dalle mani - qualcuno
deve imboccarmi un cucchiaio alla volta.  un procedimento
lungo e lento.
Cucchiaiata, aspiro, ingoio.
Cucchiaiata, aspiro, ingoio.
La maggior parte del cibo cade per terra. Butterscotch ne 
felice di ci. Butterscotch  un aspirapolvere canino.
Bere  altrettanto difficile per me. Non riesco a tenere in mano
il bicchiere e non posso bere dalla cannuccia, cos qualcuno deve
con attenzione portare la tazza alle mie labbra e rovesciare un po'
di liquido nella mia bocca in modo che riesca a deglutire.
 un procedimento lungo e ripetitivo darmi da mangiare.
Odio l'intero processo, ovviamente.
Certe mattine sono davvero stressanti per me.
"Chuck! Puoi portarmi la maglietta rosa pulita per Melody?
Si  rovesciata tutto il succo sulla maglietta?" Mamma urlava su
per le scale.
"Non le hai messo il bavaglino, Diane?" Pap le url dietro.
"Sai che fa pasticci! Perch non aspetti a vestirla dopo la colazione?"
"Vuoi che le dia da mangiare nuda? Portami la maglietta e
basta!" Mamma sbott.
"E un pannolino per Penny. Lei  tremenda."
"Ha due anni - non  ora di toglierle il pannolino?" chiese
Pap arrivando in cucina con una maglietta blu di quando ero
piccola in una mano e un pannolino nell'altra.
"Esatto. Inizieremo a toglierle il pannolino - la venticinquesima
ora della giornata!"
Pap prese in braccio Penny. Si era sbucciata il naso dopo una
caduta. "Le hai dato ancora patate dolci la scorsa notte? Pensavo
di no."
"Beh, se tu fossi andato dal fruttivendolo come ti avevo chiesto,
avrei potuto darle da mangiare qualcosa di diverso. E quella
maglietta blu, non rosa,  troppo piccola per Melody!"
Mamma sbrait e corse fuori dalla cucina e and su per le scale.
"Scusate, ragazze" ci disse Pap. Fischiettava dolcemente
mentre cambiava Penny, minacciando di chiamare i pompieri.
Era simpatico.
Poi fin di darmi la colazione, non curante del cibo che cadeva
sulla mia maglietta gi sporca di succo. "Perch no?" disse sorridendo
Pap.
Sorrisi a mio padre e imbrattai di farina d'avena tutto il vassoio.
Mamma torn in cucina con un fresco trucco e un rossetto
impeccabile. I capelli pettinati, e con la mia maglietta rosa. Lei
e Pap si abbracciarono in cucina, fecero un sospiro di sollievo e
uscimmo in tempo.
Avremmo tanti giorni come questo da vivere insieme.

 Capitolo 10.

Penny si sveglia ogni mattina chiedendo della sua "Doodle," un
morbido animale di pezza che assomiglia a una scimmia o forse a uno
scoiattolo.
 talmente scassata, che nessuno conosce la sua vera identit. La
portava ovunque. "Doodle!" piangeva quando era sotto le coperte con
lei. "Doodle!" piangeva quando era a fianco a lei.
Certamente, il suono pi preciso era "doo-doo" quando pronunciava
il suo nome. Pap si sbellicava dalle risate ascoltando quel buffo monosillabo.
Sorrido quando sento dei passi fuori dalla mia porta. Grandi
e piccoli. Mia mamma e Penny. E Doodle, certamente. A volte
sento il formicolio alle braccia e alle gambe, a causa della stessa
posizione tenuta per tutta la notte. La porta della mia camera si
apre - Pap fa attenzione a quel dettaglio.
Mamma mi d i buffetti sul viso. Forse sta cercando di capire
se sto ancora respirando. S. Apro gli occhi. Mi piacerebbe dire,
Buongiorno, ma appena sorrido. Lei mi tira su e mi abbraccia, seduta
sul dondolo, e mi porta al bagno perch  la prima cosa che
necessito la mattina.
Penny  dietro di noi, indossa un cappello rosso e bianco -  ossessionata
dai cappelli - anche Doodle indossa sempre un cappello.
Butterscotch  sempre vicino a lei. Si lascia mettere un
cappello in testa e sopporta gli abbracci di Penny, che spesso sono soffocanti,
li ho provati! Butterscotch abbaia per avvertire Mamma o
Pap quando Penny si trova troppo vicina a una presa elettrica o
alla porta d'ingresso.
La nostra stanza ha pareti colorate di blu oceano ed  abbastanza
grande per ospitare Penny, Butterscotch, me e Mamma -
e ovviamente la mia sedia a rotelle, senza sembrare una stanza
troppo affollata. Questo  un ottimo aspetto, perch noi passiamo
la maggior parte del tempo in cameretta. Penny ed io combiniamo
vari disastri. Ma per lo meno non indosso il pannolino.  davvero
una cosa brutta che qualcuno debba portarmi al bagno, ma
il pannolino? Che schifo!
All'et di tre anni, nonostante il parere discordante del medico,
Mamma aveva cominciato a levarmi il pannolino e a insegnarmi
a fare i bisogni sul vasino, proprio come accade a tutti i bambini
della mia et. Odiavo indossare pannolini sporchi, Mamma
odiava cambiarmeli, cos ideai un metodo per far capire a mamma
quando dovevo andare al bagno e lei mi accompagnava.
Mamma ed io possiamo spesso parlare senza parole. Solo additando
il cielo, lei capisce a cosa mi riferisco, se alla luna, al buio,
alla tempesta. Lei capisce se sono triste e sa quando ho bisogno
di un abbraccio. Quando sono ansiosa e confusa mi fa i grattini e
mi rilassa. Racconta barzellette sporche quando Pap  assente, e
insieme ci sbellichiamo dalle risate.
Una mattina, mentre mi vestiva per andare a scuola, additai la
sua pancia, poi copr i miei occhi come per dirle che era davvero
grassa, inguardabile. Accadde subito dopo la nascita di Penny,
Mamma aveva ancora una bella pancia.
"Dici che sono grassa?" chiese Mamma sentendosi offesa ma
ironica.
Ridevo. Poi dissi: "Uh" questo monosillabo significava s, era
il modo pi vicino per intendere s.
"Ritira subito ci che hai detto!" disse Mamma facendomi il
solletico sotto i piedi.
Io continuavo a ridere a voce alta e con le mie braccia mimavo
la sua pancia. Grassa! Enorme! Sembri un elefante! Capivo che lei
capiva il mio pensiero.
Continuavamo a ridere insieme. Ci abbracciavamo strette.
Sono certa che sentiva il mio amore per lei.
Mamma capisce quando ho fame o sete, se ho bisogno di un
bicchiere di latte o solo di un po' di acqua. Capisce se sono davvero
malata o sto fingendo, perch a volte mi fingo malata per non
andare a scuola.
Sa quanta febbre ho solo toccando la mia fronte. Usa il termometro
solo per conferma.
Io capisco il suo pensiero. Capisco che dopo una giornata di
lavoro all'ospedale, dopo averci preparato la cena, fatto il bagnetto
a Penny e a me, e messe a letto, era stremata. Respira a fatica, la
fronte  sudata. A volte prendo le mie mani nelle sue per tranquillizzarci
a vicenda e lei mi accarezza il viso come fa ogni mattina e
mi d il bacio della buonanotte.
Ogni sabato mattina, dopo colazione, Mamma legge il quotidiano
mentre prende un caff e Penny sporca il seggiolone di
banana. Butterscotch non ama la frutta, ma le sta vicina in caso
dovesse cadere un pezzo di pancetta. Mamma non lavora nel fine
settimana, cos si rilassa. A volte mi legge articoli di giornale o mi
racconta dell'ultimo uragano o di una rivolta, o di un'esplosione
avvenuta nel mondo.
"Guerra nell'Estremo Oriente" disse Mamma.
L'ho visto in televisione. Bombe e lacrime e facce impaurite.
" uscito un nuovo film su Superman" leggeva. "Forse possiamo
andare a vedere uno spettacolo pomeridiano."
Amo i supereroi. Superman  il mio preferito perch pu volare.
Quanto sarebbe bello volare?
Mamma mi legge la vignetta comica. Mi piace Garfield.
"Garfield  in combutta a causa della sua dieta."
"Lui odia la lasagna di Jon e le polpette di Odie."
Rido e addito i fianchi di Mamma.
"Stai dicendo che sono ancora grassa, signorina Dy-Dy? Solo
perch ho finito il tuo piatto di spaghetti l'altra sera?"
Sorrido.
"La tristezza prender il sopravvento quando mangeremo insalata
a pranzo!"
Continuiamo a ridere. Mamma non  poi cos grassa, ma mi
piace stuzzicarla.
Per il mio decimo compleanno ho ricevuto un libro di Garfield!
Pap  costretto a leggermelo di continuo. Garfield  un gatto
che ha molto da dire, ma tutte le sue parole sono scritte dentro
a un fumetto sulla sua testa. Lui certamente non pu parlare - 
un gatto!
A volte mi sento come Garfield - mi piacerebbe essere un fumetto.
Non sarebbe carino se qualcuno inventasse una macchina spara
fumetto prima che io vada in quinta elementare tra poche settimane?
Magari!
Ogni volta che provo a parlare, le parole esplodono nel mio
cervello, ma tutto quello che fuoriesce  un suono senza senso
di borbotti. Penny sa tante parole e pezzi di parole. Ma le mie
labbra non sono in grado di pronunciare nemmeno un semplice
suono.
Posso dire "uh" e "ah" molto chiaramente, e se mi concentro,
a volte, riesco a dire "buh" o "huh".
Ma questo  tutto.
I miei genitori mi capiscono. Gli estranei pensano che io sia
stata allevata dai lupi. La mia lavagna comunicativa, nonostante
le aggiunte di parole operate dalla signorina V. - fa schifo.
Per esempio, un pomeriggio d'estate, desideravo un Big Mac
e un milk shake alla vaniglia. Amo il fast food. Mamma non era
in casa e far capire a mio padre i desideri  dura. Indicai sulla
lavagna comunicativa la parola andare, la parola mangiare, e un
sorriso. Questa era l'unica cosa che potevo fare per farmi capire.
Pap non capiva, ci provava ma non capiva. Mi fece milioni di
domande, alle quali potevo rispondere indicando sulla lavagnetta
s o no.
"Hai fame?"
S.
"Va bene, preparo dell'insalata con tonno."
No. Sbattevo le mani sul mio vassoio con forza.
"Credevo avessi fame. Vuoi un po' di spaghetti?"
No. Stavolta in modo pi gentile.
"Quindi cosa vuoi?"
Nessuna risposta. Niente sulla mia lavagnetta poteva descrivere
il mio volere. Indicai andare un'altra volta.
"Vuoi che vada in cucina a preparare qualcosa da mangiare?"
No.
"Vuoi che vada dal droghiere?"
No. Iniziavo a spazientirmi, sconvolta.
"Non capisco. Mi avevi detto che avevi fame."
S. Per l'ennesima volta indicai sulla lavagnetta comunicativa
andare, poi mangiare e poi un sorriso. Sentivo il tornado dentro
di me. Iniziai a scalciare, a irrigidirmi. Stavo impazzendo e non
riuscivo a dirgli che volevo uno stupido Big Mac.
"Calmati amore" disse Pap dolcemente.
Urlavo impietrita, respiravo a fatica con la lingua fuori dalla
bocca. Colpivo la mia lavagnetta comunicativa senza digitare una
parola precisa.
Urlavo.
"Mi spiace, Melody, ma non ti capisco. Vado a preparare
noodles e formaggio. Ti va?"
Rinunciai al mio desiderio e indicai s sulla lavagnetta. Mi calmai
durante la preparazione del pasto. I noodles erano deliziosi.
Un paio di settimane dopo, pap ed io eravamo in macchina e
passammo davanti al McDonald's. Mi eccitai. Urlavo dalla gioia.
Pap mi credeva folle. Infine disse: "Vuoi che mi fermo a prendere
un Big Mac e un milk shake per cena per festeggiare?"
Urlai: "Uh!" talmente forte e scalciavo dal piacere. Pap non
comprese mai il legame tra la fermata al fast-food e la mia richiesta
di qualche settimana prima. Ma andava bene cos. Anche se ci
ho impiegato un'ora a mangiare quel panino,  stato il panino pi
buono del mondo.

 Capitolo 11.

In quinta elementare accaddero un paio di cose carine.
Beh, non ho ricevuto la possibilit di avere il fumetto sulla mia testa,
come Garfield, ma ho avuto in regalo una sedia a rotelle elettrica e
a scuola iniziammo delle lezioni speciali chiamate lezioni inclusive".
Il pensiero mi divertiva. Non sono mai stata inclusa in niente.
Ma queste lezioni daranno la possibilit ai bambini come me di interagire
con i bambini detti "normali".
Ma cosa significa essere normali ? Mah!
Paragonare la mia nuova sedia a rotelle alla vecchia  come
paragonare una Mercedes a un monopattino. Le ruote somigliano
agli pneumatici di un'auto, essi facilitano la corsa. Non posso andare
troppo velocemente, ma riesco a muovermi per il corridoio
con facilit. Oppure, inserisco la marcia manuale e mi faccio spingere
se necessario.
Quando Freddy, per la prima volta, la vide, url: "Woo-hoo!"
come se avesse appena vinto una Indy 500. "Melly va veloce veloce
ora! Vuoi gareggiare?" mi incitava girando attorno a me con
la sua sedia a rotelle.
Certamente mi avrebbe battuto, nonostante la velocit subatomica
delle nostre sedie.
La mia sedia a rotelle elettrica  pi pesante di quella manuale,
ed  quasi impossibile per Pap e Mamma sollevarla ovunque.
Pap mi prendeva in giro dicendomi: "Per trasportarti devo assoldare
Superman, cos mi aiuter a metterti in macchina!"
Sorridevo, ma Pap capiva quanto gli fossi grata.
Cos decise di comperare un carrello automatico da attaccare
al retro del nostro SUV per permettere il sollevamento della mia
sedia. Questo dispositivo rendeva le cose pi facili.
Questo significava libert. Non dovevo aspettare nessuno per
farmi spingere dove desideravo andare. Potevo farlo da sola. Carino.
Cos quando gli insegnanti decisero di integrarci con il resto
della classe, la nuova sedia a rotelle elettrica fu di grande aiuto.
La professoressa della quinta elementare mi ricordava una
nonna vista in tv. La maestra Shannon  tozza, profuma di lavanda,
e penso che venga dal Sud perch parla con un accento tipico
di quella zona. Tutto ci che dice appare interessante.
Un giorno ci disse: "Aspettate a cantare vittoria, sicuri della
promozione? Abbiamo da leggere, imparare e crescere ancora.
Credo che ognuno di voi abbia un potenziale nascosto, e insieme
lo faremo uscire."
Mi piaceva questa maestra. Ci portava pile di libri da leggere,
giochi, musica e filmati. A differenza della Billups, la Shannon mi
faceva ascoltare gli audiolibri.
"Pronti per la lezione di musica ragazzi?" ci chiese una mattina.
"Che abbia inizio la lezione inclusiva!"
Urlavo di gioia. Gli assistenti ci aiutarono a raggiungere l'aula
di musica, mi chiedevo se avessi avuto un compagno di banco
normale. Ma noi non eravamo normali, cosa avrei potuto combinare
di tanto stupido? Cosa sarebbe successo se Willy avesse cantato
o Carl scoreggiato? Maria era solita urlare come una pazza.
Sarebbe stata la nostra unica possibilit di lezione inclusiva? Cosa
avremmo combinato? Forse un casino? Non stavo nella pelle.
Stavamo andando in una classe normale.
La maestra di musica, la signora Lovelace fu la prima a volerci
tra i suoi alunni. L'aula di musica era imponente - quasi due volte
la nostra aula. Mi sudavano le mani.
La maggior parte dei bambini l erano della quinta elementare.
Conoscevo tutti i loro nomi, sorprendente vero! Li ho visti
giocare in cortile a pranzo e durante l'intervallo per anni, quando
le nostre maestre ci portavano fuori a prendere il fresco sotto un
albero mentre loro giocavano a palla. Ecco perch li conosco. Dubito
che loro conoscano il nome di qualcuno di noi.
La situazione era particolare. Willy probabilmente sconvolto e
spaventato per essere in una nuova aula, inizi a urlare come un
matto. Jill inizi a piangere e rifiut di stare l. Volevo scomparire.
Tutti i bambini "normali" nell'aula di musica - circa trenta -
si girarono a fissarci. Alcuni ridevano. Altri distoglievano il loro
sguardo. Una bambina nell'ultima fila guardava accigliata e con
le braccia conserte la sua insegnante a causa di ci che stava succedendo
l.
Due bambine, Molly e Claire - le conoscevo bene - imitavano
Willy prendendolo in giro. Credevano di non essere viste dalla
maestra. Io mi accorsi di loro. Anche Willy si accorse di loro.
"Hey Claire!" disse Molly imitando gli atteggiamenti goffi e
repentini di Willy.
"Guardami, sono una ritardata!" rise talmente forte da grugnire.
Claire si sbellicava dalle risate incrociando gli occhi e sputacchiando.
La maestra Lovelace finalmente si accorse di loro ammonendole:
"In piedi per favore, Claire."
"Non ho fatto nulla!" replic Claire.
"Alzati anche tu, Molly" aggiunse la maestra.
"Stavamo solo ridendo" Molly disse difendendosi.
La maestra mand le bambine nell'ultima fila contro il muro.
"Perch?" protest Claire.
"Tu hai un corpo sano e gambe che funzionano. Usali" insegn
la maestra.
"Non puoi farci restare in piedi per tutta la lezione!" si lament
Claire.
"Il regolamento dice che io vi devo insegnare musica. Non c'
scritto che dovete stare sedute mentre insegno musica. State in
piedi tranquille e in silenzio oppure vi mando dal preside per
mancanza di rispetto nei confronti dei nostri ospiti."
Annuirono.
Questa maestra  strepitosa!
Dopo questo inizio turbolento, le cose diventarono pi semplici.
Jill, dato che continuava a piangere, fu riportata nella nostra
aula da un assistente. Il resto di noi era seduto tranquillo in fondo
all'aula.
La signora Lovelace cominci di nuovo la lezione. "Penso che
abbiamo bisogno di un momento di raccoglimento, bambini." Rimase
seduta gi al suo pianoforte e cominci a suonare "Moon
Ri ver" per poi passare alla colonna sonora di uno dei nuovi film
di vampiri. Oh, s, sapeva che cosa ci piaceva. Quando ho cominciato
a vedere i colori, sapevo che era una bella cosa. Verde bosco,
verde lime, verde smeraldo.
Guardai Gloria. Invece di sedersi tutta scomposta come faceva
di solito, le sue braccia erano tese come chi stava cercando di catturare
la musica e portarla a s.
Il suo viso era quasi incandescente. Ha iniziato a ondeggiare
con la musica.
Poi la signora Lovelace cambi completamente ritmo e suon
le note di apertura di "Take Me Out to th Ball Gioco." Willy batt
le mani selvaggiamente.
Infine, l'insegnante inizi a giocare a "Boogie Woogie Trombettiere".
Pap avrebbe amato questo gioco. I bambini hanno cominciato
a giocare ai loro posti. Maria si alz e cominci a ballare!
Batt forte, non era mai abbastanza sul pezzo, ma aveva un
ritmo che era tutto suo.
La signora Lovelace si ferm alla fine della canzone. "La musica
 potente, miei giovani amici" disse. "Ci fa rievocare dei ricordi.
Pu influenzare il nostro umore e le nostre risposte ai problemi
che dovremmo affrontare".
Volevo dire alla signora Lovelace che mi piaceva la musica. Io
volevo sapere se lei avesse mai sentito la canzone "Elvira" o se
lei ci avrebbe insegnato a ideare la nostra musica.
Ho cercato di alzare la mano, ma lei non si accorse di me. Le
doveva apparire solo come uno di quei casuali movimenti tipici
dei ragazzi come me. Ma ho avuto la sensazione che la signora
Lovelace fosse una persona in grado di capirmi con il passare del
tempo.
La maestra continu: "Prima di continuare con la lezione,
viviamo una vera e propria esperienza di integrazione. Forse i
nostri amici della quinta H vorrebbero sedersi con noi invece di
restare l dietro."
Freddy si prese la sua occasione. Mise la sedia in marcia e raggiunse
la prima fila e grid: "Io sono Freddy. Mi piace la musica.
Vado veloce!"
La classe scoppi a ridere. Posso capire la differenza tra gente
che si prende gioco di noi e le persone che sono gentili con noi.
La signora Lovelace guard Freddy per un attimo sorpresa,
poi si avvicin a Freddy, gli strinse la mano e gli diede il benvenuto
in classe. Lei lo fece sedere proprio l di fronte, accanto a un ragazzo
di nome Rodney. Rodney diede a Freddy il cinque, e i due
si sorrisero a vicenda. Va bene, ho dovuto ammetterlo, ero gelosa.
La signora Lovelace chiese a una assistente di portare Gloria
vicino al pianoforte. Una ragazza di nome Elizabeth guard Gloria
nervosamente e si sedettero vicine.
La migliore amica di Elizabeth  una ragazza di nome Jessica,
sono sempre sedute vicino. Mi sono sempre chiesto che cosa si
sussurrano tra loro.
Ho anche notato che tutto quello che fa Elizabeth, Jessica cerca
di copiarla. Come se Elizabeth la supera durante una gara di
corsa, Jessica le chiede la rivincita.
O se Elizabeth ottiene una nuova cartella, Jessica ne avr una
nuova il giorno successivo.
Cos, quando Elizabeth inizi a parlare con Gloria, che sembrava
terrorizzata, Jessica alz la mano e chiese se uno dei bambini
della quinta H poteva sedere accanto a lei.
Maria potrebbe avere difficolt a capire alcune cose, ma lei 
una persona vera e amichevole. "Voglio sedermi con la ragazza
con la camicetta blu." chiese per ben due volte.
Di corsa si sedette accanto a lei. Poi fece un salto indietro e
diede a Jessica un abbraccio, poi diede un abbraccio ai ragazzi
seduti vicini a Jessica.
Un ragazzo si irrigid quando lei lo tocc, ma mi sorprese che
la maggior parte di loro si lasciasse abbracciare. Molly e Claire,
dal momento che erano in piedi, non avevano scelta.
"Ooh, bleah!" Sussurr Claire.
"Pidocchi!" Molly sussurr.
La signora Lovelace sollev un sopracciglio, poi si schiar la
gola. "Sembra che a voi due piaccia stare in piedi. Potrete continuare
per il resto di questa settimana."
"Oh, cavolo! Che schifo!" sentii dire da Claire.
Molly ebbe il buon senso di non dire nulla.
Maria non se ne accorse. Ha anche baciato Claire sulla guancia.
 stato divertente.
Willy era finito accanto a un grande ragazzo davvero amichevole
di nome Connor.
Ashley e Carl erano assenti quel giorno, ero rimasta sola. Improvvisamente
sentii freddo. Avevo la pelle d'oca.
L'insegnante si guard intorno, immagino sperando che qualcuno
avrebbe voluto sedersi a fianco a me. In quel momento avrei
dato tutto per essere di nuovo nella nostra stanza invece di essere
seduta l con una trentina di bambini che mi fissavano.
Infine, una ragazza si alz dalla sedia e si avvicin alla mia
sedia. Si accovacci e mi guard dritto in faccia. Poi sorrise. 
stata la ragazza con i capelli lunghi che aveva aggrottato la fronte
quando i suoi amici continuavano a ridere di noi.
"Sono Rose," disse, la sua voce era dolce.
Ho sorriso, e ho trovato davvero difficile non calciare o grugnire
o fare un rumore che l'avrebbe spaventata. Ho tenuto il
mio respiro e pensato con calma, le cose tranquille, come le onde
dell'oceano. Funzionava. Ho respirato profondamente e lentamente,
poi ho puntato sulla mia tavola per ringraziarla. Rose
sembrava capire.
Le ho fatto vedere la mia nuova sedia. Ci siamo seduti insieme
per il resto della lezione. E non ho fatto una sola cosa imbarazzante!
Si  conclusa troppo presto questa lezione inclusiva.
Ma da allora, ogni mercoled, la nostra piccola classe di reietti
arrivava ad unirsi alla classe di musica della signora Lovelace.
 impressionante!
Jill, Ashley e Carl alla fine divennero parte del gruppo. Ognuno
di noi  stato assegnato a un "compagno" con cui interagire.
Tutti volevano stare vicini a Ashley. Credo che sia come giocare
con una bambola, ma Ashley sembrava apprezzare.
Claire e Molly finalmente tornarono al loro posto, non avevano
fatto amicizia con nessuno.
Elizabeth e Jessica erano vicine a Gloria e a Maria. Jill si sedeva
soddisfatto accanto a una ragazza di nome Aster Cheng. Rodney
colloquiava con Freddy all'intervallo. A volte spingeva Freddy
veramente velocemente. Freddy lo amava.
E riesco a stare con Rose ogni mercoled.
Il Marted, faccio fatica a dormire perch sono cos eccitata.
Mamma deve scegliere i vestiti pi belli il mercoled mattina -
alla moda come gli altri ragazzi. Io urlo fino a quando ottiene la
giusta combinazione.
Mi assicuro che mi lavi bene i denti cos il mio respiro non sar
puzzolente.
Penso a Rose per tutto il tempo. Temo che potr cambiare idea
e non per me. Ma Rose parla di me, e cerca di capire quello che
sto dicendo. Un giorno le ho fatto un complimento in merito al
nuovo paio di scarpe e digitato sulla mia lavagna di comunicazione
scarpe nuove belle, poi ho indicato i suoi piedi, per farle
sapere che io avevo notato che aveva un nuovo paio di scarpe
da ginnastica e che mi piacevano. In un primo momento sembrava
sorpresa. Soprattutto perch spesso fatico a formulare frasi e
esprimere pensieri.
Un giorno ho digitato musica, schifo e puzzolente, poi ho cominciato
a ridere. Rose non capiva.
Cos ho sottolineato le parole di nuovo, poi indicai la signora
Lovelace, che ci stava facendo ascoltare una sorta di musica jazz
tramite il lettore CD. Io sono come la mamma - non sono una grande
appassionata di jazz, ma mi confonde, perch non dispone di
una melodia.
Rose ha finalmente capito e disse: "Oh! Non ti piace il jazz?
Neanche a me piace!" Entrambe abbiamo riso cos tanto che la
signora Lovelace ha dovuto mettere il dito alle labbra per dirci di
tacere. Mai nella mia vita una maestra ha provato a zittirmi perch
stavo parlando con qualcuno in classe! E era la sensazione pi
bella del mondo! Mi sentivo come il resto dei bambini.
Rose mi confidava segreti. So che mangia le unghie, e che odia
il latte. Lei va in chiesa ogni domenica, ma si addormenta. Anche
a me capita.
Ha una sorella pi piccola, proprio come la mia. Le piace anche
la musica country. A volte mi racconta di uscite al centro commerciale
con i suoi amici.
Sarebbe cos bello parteciparvi.

 Capitolo 12.

Entro la fine di ottobre, il programma di integrazione  stato ampliato.
Maria e Jill sono state aggiunte al corso d'arte e a quello di ginnastica
e Freddy e Willy andavano alla lezione di scienze.
 la prima volta che mi sia mai capitata la possibilit di cambiare
classe e materie di studio.
Ora, quando la campana suona, invece di chiedersi quello che
sta succedendo l fuori nei corridoi, io sono l fuori con gli altri.
 fantastico. Passare tra la folla sulla mia sedia a rotelle elettrica
come un tagliaerba.
A volte i bambini mi chiedono "Come va?" Una volta ogni
tanto qualcuno mi parla e sta al mio fianco. Fico.
Ma "integrazione" non significa essere inclusi in ogni cosa.
Io di solito resto in fondo alla stanza, impaziente perch so le
risposte alle domande e non posso dirle a nessuno.
"Qual  la definizione della parola dignit?" Uno dei miei
insegnanti chiese alla classe qualche giorno fa. Certo che lo sapevo,
cos alzai la mano, ma l'insegnante non not il piccolo movimento.
E se mi chiamasse per rispondere? Non posso gridare le
risposte. E davvero frustrante.
Durante il colloquio genitore e insegnante all'inizio di questo
mese, i miei genitori incontrarono la signora Shannon e gli altri
insegnanti. Invece di lasciarmi da sola in un angolo, la signora
Shannon mi ha tirato dentro il cerchio di insegnanti coinvolti nel
programma di integrazione.
Lei  una grande!
Accarezz il mio braccio e sorrise. "Questa bambina  proprio
furba! Sta per diventare la stella di questo programma".
Io non stridevo come al solito e non scalciavo.
L'avrei baciata se avessi potuto, ma non era il caso.
"Bene,  ora che qualcuno riconosca quello che noi abbiamo
sempre saputo," mio padre disse alla signora Shannon. "Apprezziamo
davvero questa opportunit."
Mamma era particolarmente contenta di scoprire che ero stata
assegnata a un "assistente di mobilit", un aiutante tutto mio.
"Finalmente! Rispose la mamma, con sollievo. "Lo abbiamo
chiesto per anni."
"Problemi di budget. Un sistema che gira sui soldi invece che
sul buon senso. Mi dispiace tanto," la signora Shannon rispose,
scuotendo la testa. "Sto cercando di dare a tutti gli studenti della
quinta H i servizi di cui hanno bisogno, quindi vedremo come
va. Mi aspetto un meraviglioso anno scolastico!"
Davvero fico, picchiettai sulla mia lavagna.
Un aiutante! Wow. Il lavoro di questa persona sarebbe quello
di portarmi a lezione, sedersi con me e aiutarmi a partecipare.
Pensavo alla sua fisionomia.
O forse mi sarebbe piaciuto avere un ragazzo.
Sarebbe stato giovane e carino, o vecchio e scontroso?
Il giorno dopo il mio nuovo aiutante era a scuola per me.
Mi prese la mano e mi disse: "Ciao, Melody. Sono felice di conoscerti.
Il mio nome  Catherine. Vado all'universit, e sono qui
per aiutarti tutti i giorni".
Ha parlato di me come se fossi proprio come un qualsiasi altro
studente, non un bambino su una sedia a rotelle. Ho cercato di
non calciare, ma era difficile trattenere la mia eccitazione.
"Maglietta carina", disse guardando la mia maglietta di Titti.
Indicai grazie sulla mia lavagna.
"Qual  il tuo colore preferito?" mi chiese poi.
Ho segnalato viola, ma poi mi scivol rapidamente il pollice
oltre a verde. Mi sorrise.
"Sei veloce, Melody. Vedo che a entrambi piacciono strani colori.
Andremo d'accordo insieme." Catherine indossava scarpe
da tennis viola, calze verdi, una gonna in pelle scamosciata viola,
 il pi brutto maglione verde che abbia mai visto.
Avrei voluto prenderla in giro per il suo vestito, ma non l'ho
fatto, perch non volevo farle capire a cosa mi riferissi. Dopo tutto,
l'avevo appena incontrata.
Ho cercato sulla lavagna un modo per scherzare sui suoi vestiti,
ma non riuscivo a pensare ad un modo per farlo.
Cos vi rinunciai.  cos difficile dire certe cose con i miei ridotti
mezzi di comunicazione.
Ora  Catherine che mi aiuta a pranzo cos non faccio pi un
pasticcio.  Catherine che legge le risposte che indico sulla mia
lavagna comunicativa. Ha aggiunto qualche parola e frasi su di
essa. Ha aiutato la signora Shannon a ordinare i libri che devo
leggere. Sta persino attenta che le cuffie non cadano dalle mie
orecchie.
La maestra della quinta elementare che insegna arte ai "bambini
normali"  la signorina Gordon, non  molto pi vecchia di
Catherine. Lei salta sul tavolo. A volte canta. Lascia la classe a
recitare parti di storie, e a volte trasforma i libri in giochi.
"Vocabolario bingo!" La Signorina Gordon annunci una
mattina. "Ciambelle alla squadra vincente!"
Durante il gioco i miei compagni di classe ce la mettevano
tutta per dare la definizione giusta, urlavano risposte, e si dispiacevano
quando sbagliavano. In appena mezz'ora ogni studente
nella stanza imparava tutte le venti nuove parole. La signorina
Gordon diede ciambelle alla squadra perdente e ai vincitori quelle
con il cioccolato.
Sapevo tutte le definizioni, ma gli altri bambini erano pi veloci
di me. Comunque il cioccolato avrebbe fatto un pasticcio sui
miei vestiti. Meglio cos.
Un giorno insolitamente caldo di quella settimana, la Signorina
Gordon port a scuola ventilatori e bottiglie spray di acqua
e ci fece mangiare dei ghiaccioli in classe. Quelli arancioni, naturalmente, in onore di Halloween, mentre leggeva le poesie di
zucche e fantasmi. Catherine mi imboccava il ghiacciolo tenendo
dei fazzolettini sotto il mento. Non feci cadere una goccia!
La signorina Gordon faceva anche altre cose interessanti.
Come quando decise di leggerci la storia di Anna Frank, creando
la sceneggiatura in un piccolo spazio in modo da farci capire
come Anna si sentiva nella sua soffitta, sola e in pericolo. Non
potevo recitare, ma intuii il concetto lo stesso.
E lei mi assegn altri bei libri da leggere in questo semestre.
Grazie alla signora V riuscivo effettivamente a leggere i libri.
Ma la stampa  di solito molto piccola, ed  difficile per i miei
occhi rimanere sulla riga giusta. E nessuno comprende il modo
migliore per me per tenere un libro in mano senza farlo cadere sul
pavimento un milione di volte, cos io di solito scelgo l'audiolibro
invece della versione cartacea.
Riesco anche a sostenere le prove in classe adesso! Catherine
mi legge le domande e indico le risposte sui fogli che lei poggia
sulla mia lavagna. Io passo ogni singola prova e lei non mi aiuta
per nulla. Probabilmente otterrei il cento per cento dei voti, ma alcune
delle domande che necessitano di risposte lunghe non riesco
a spiegarle con le poche parole a disposizione sulla mia lavagna.
Una volta, in ortografia, la Signorina Gordon lesse le parole ad
alta voce, e io indicai le lettere sulla mia lavagna. Catherine leggeva
le mie risposte in modo da poter proseguire insieme con il test.
Claire e Molly, che sempre mi fissano, cominciarono a lamentarsi.
"Non  giusto!" Claire grid, agitando la mano per ottenere
l'attenzione della Signorina Gordon.
"Catherine risponde per lei!" Molly aggiunse.
Che cosa hanno quelle due da blaterare?  come se fossero
gelose di me o qualcosa del genere. E questo  semplicemente
pazzesco.
Credono che la mia condizione sia migliore della loro!
Lo scorso luned mattina la signorina Gordon disse alla classe:
"Come alcuni di voi sapranno, perch faccio questo ogni
anno, il nostro progetto di quinta elementare a lungo termine 
incentrato sulla biografia. Leggeremo le biografie dei personaggi
famosi, farete una relazione su un personaggio a vostra scelta e
ognuno di voi dovr anche scrivere la propria auto-biografia."
"Beh, dovr essere breve. Che cosa si pu fare in undici anni?"
Connor, il ragazzo pi grande, grid. Tutti risero.
"Nel tuo caso, Connor" la maestra Gordon rispose "Sono sicura
che ti impegnerai."
"Posso fare la mia relazione sul tizio che ha inventato gli hamburger?"
Connor chiese facendo ridere ancora di pi gli altri.
"Dubito che sappiamo chi ha preparato il primo hamburger,
ma si pu fare sulla persona che ha fondato il McDonald. Ha fatto
un boom solo con hamburger e patatine fritte."
"Incredibile. Il mio mito", disse Connor.
Rose alz la mano. Mi piace il fatto che lei sia in tutte le mie
classi di integrazione. "Signorina Gordon, quando dobbiamo
consegnare la relazione?"
Rose  il tipo di studente che prende tutti gli appunti a penna
rossa e non perde un compito a casa.
"Tranquilla, Rose. Abbiamo fino alla fine di maggio e vi guider
attraverso ogni segmento, un passo alla volta. Domani parleremo
di come scrivere i vostri pensieri."
Rose sembrava soddisfatta, ma notai che aveva scritto quasi
una pagina intera del suo quaderno. Darei qualsiasi cosa per riuscire
a farlo anch'io. Ma gi essere qui nella classe inclusiva con
bambini normali  semplicemente pazzesco.
Preferisco la lezione di storia a quella di arte, anche se l'insegnante,
il signor Dimming, non ha nessuna delle piacevoli caratteristiche
della signorina Gordon.  calvo e tozzo, insegna in
questa scuola da oltre venti anni e i ragazzi dicono che non  mai
stato assente, nemmeno una volta.
Chiaramente ama quello che fa. La sua auto  sempre nel parcheggio
quando il nostro autobus arriva e sempre l quando ripartiamo.
Si veste come un presentatore - quasi sempre con abito
tre pezzi con gilet. Non ho mai visto il maestro senza una camicia
bianca brillante e una cravatta colorata. Mi chiedo se la moglie gli
prepara i vestiti prima di uscire.
Il signor D ama la storia. Pu citare fatti e date e guerre e generali,
come qualcuno a un quiz. Scommetto potrebbe vincere partecipando
a jeopardy.
Gli altri studenti non sembrano amare il signor Dimming,
Lo chiamano a sua insaputa "Dimwit Dimming", forse perch
il signor D  davvero intelligente, abbastanza da far vincere la
propria squadra durante un quiz televisivo.
Quando il signor Dimming parl dei presidenti americani in
classe, ero eccitata! Diede agli studenti un elenco di presidenti
e tutti i loro vice presidenti e ci disse che ci sarebbe stata una
verifica la settimana seguente. Catherine leggeva i nomi per me,
diverse volte.
"Non ho mai nemmeno sentito parlare di alcuni di questi uomini"
ammise Catherine leggendomeli la prima volta.
"Hannibal Hamlin fu il primo vice presidente di Abraham
Lincoln. Chi lo sapeva?"
Li imparai a memoria tutti.
Quando il signor Dimming ci consegn la prova, tutto quello
che dovevo fare era spuntare le risposte giuste. Controll di certo
che Catherine non mi stesse aiutando. Finii prima di altri.
Mentre il signor Dimming correggeva le prove, lasci alla classe
qualche minuto per affilare le matite o per parlare. Rimasi sorpresa
nel vedere Rose camminare verso il mio banco.
"Come  andata la prova, Melody?" mi chiese. "Io ho preso
solo un settantacinque." Era delusa.
Io avevo ottenuto un ottantacinque, ma ero cos contenta che
era venuta a parlarmi cos digitai 5 e poi 8 sulla mia lavagna.
Lei mi tocc il braccio con gli occhi pieni di compassione.
"Non ti preoccupare", mi disse. "Potrai fare meglio la prossima
volta."
E lo ha fatto proprio di fronte a Molly e a Claire e al resto della
classe. Non c'era modo di dirle il vero voto.
Cercavo di pensare a qualcosa da dirle in modo da intrattenerla
pi a lungo. Bella camicia era tutto quello che potevo dire. Certo
che avrei potuto usare una parola migliore come abbigliamento
fico, ma la signora V aveva trascurato quelle parole.
Ma Rose mi rispose: "Sei bella anche tu oggi!"
Io davvero non ci credevo. Indossavo una felpa blu sbiadito e
pantaloni della tuta.
Mamma mi vestiva sempre cos. Ma io odio le tute. Se potessi
scegliere, avrei indossato jeans blu con luccicanti dettagli, una camicetta
con bottoni decorati e un gilet!
Ma non ho avuto modo di dirlo a Rose, quindi ho solo digitato
grazie sulla mia lavagna. Incredibilmente, lei mi tocc il braccio
ancora una volta, poi torn al suo posto dalle sue amiche.
Poi suon la campana, la lezione era finita e sono dovuta tornare
in quinta H. Non pi lezioni d'integrazione, non pi la compagnia
di Rose. Per altre quattro ore ancora. Anche Catherine se
ne and. Lei aveva lezioni pomeridiane all'universit e si affrett
per arrivare in tempo.
La signora Shannon era assente per malattia quel giorno, cos
mi sedetti in silenzio con Ashley, Maria e Carl e Willy a guardare
il Re Leone. L'avevo visto un milione di volte - posso recitarlo a
memoria. Poi la supplente ci fece una lezione di matematica. Ancora
addizioni. Quando faremo le divisioni?
Mi chiedevo cosa stesse facendo Rose. Fu un lungo e noioso
pomeriggio.

 Capitolo 13.

Penny! Nooooo!" urla la signora V.
Trascinando Doodle dietro di lei, Penny usc di casa della signora
V e a met della rampa dal suo portico, grid: "Addio!" da
sotto il suo berretto da baseball verde. Butterscotch, a casa nostra,
in cortile, avrebbe dovuto avere un fiuto grandioso per accorrere
ed evitare il pericolo.
Era uno di quei primi giorni di novembre che a un artista piacerebbe
molto. Le foglie rosse come bronzo. La luce del sole d'oro
brillante.
Sembrava ancora estate. Non biasimavo Penny perch ha cercato
di scappare.
La signora V la riport a casa.
"Vado al lavoro." disse Penny imbronciata.
"Non oggi, dolcezza", disse la signora V con fermezza bloccando
la porta di casa.
Penny ama indossare cappelli e giocare a travestirsi.
Mamma si compra raramente cappelli per andare in chiesa,
ma a volte ne sceglie uno strambo anche per Penny - un cappello
di paglia con fiocchi e nastri.
A casa Penny passava tanto tempo davanti allo specchio della
camera indossando un paio di collane di plastica di Mamma e le
scarpe di Mamma, una borsa su ogni braccio e un cappello
inclinato lateralmente sulla testa. "Devo andare a lavorare", dice, con
una mano sul fianco.
"Chi hai mai visto vestito cos per andare a lavorare?" le chiese
Mamma mentre noi ci sbellicavamo dalle risate.
"Ha solo due anni! Io non posso immaginarmela quando sar
abbastanza grande per andare a fare shopping per conto suo" diceva
Pap. Lui la fotografava sempre.
Quando la signora V richiam Penny, la piccola le corse incontro
baciandola e abbracciandola calorosamente, buttando a terra
Doodle. Mi veniva da ridere. Avrei voluto avere sufficiente coordinazione
per farlo anch'io!
"Qui, Penny, perch non ti siedi a disegnare per me" disse la
signora V, tirando fuori una scatola di pastelli.
Penny afferrava un pastello e iniziava subito a scarabocchiare
tutto il libro da colorare, cos come il tavolo della signora V.
Vorrei poter usare i pastelli. Mi piacerebbe disegnare una rosa
rossa vellutata con il gambo verde e giallo. Ce l'ho impressa chiaramente
nella mia mente ma, naturalmente, presa una matita o
un pastello tra le mie stupide e piccole dita, tutto quello che posso
disegnare sono linee sparse e confuse. Niente che assomiglia a
una rosa.
Voglio disegnarla per Rose. Lei ha disegni di rose sui suoi quaderni
e sul suo zaino. Io non so dove la madre trova roba cos
bella per lei. Il nome di Rose si adatta davvero a lei -  carina,
delicata e simpatica. Se anche lei ha le spine come le rose vere,
non l'ho mai notato.
Mentre Penny  occupata con i suoi pastelli, la signora V controlla
la sua posta. Apre diverse buste, poi rantola con sorpresa.
"Indovinate, ragazze?" esclama. "Ho vinto un concorso!"
La guardo con interesse. Penny continua a scarabocchiare,
ignorando entrambi.
"Ho vinto un concorso per un saggio", mi spieg. "Il tema era
perch i pesci sono importanti nella nostra ecologia mondiale".
Indicai cibo sulla mia lavagna e sorrisi.
"No, sciocca." Mi raggiunge e mi fece il solletico. "Ho scritto
qualcosa sugli oceani e sull'ecosistema - Onestamente non ricordo
cosa dissi in merito, ma ho vinto il primo premio: un viaggio
per sei al nuovo acquario. Tutto spesato. Stupendo!"
Vedevo gli spot in televisione sul nuovo acquario - ci sono
squali, tartarughe, pinguini e un milione di altri animali marini.
Vai? Le chiesi digitandolo sulla mia lavagna.
"Beh, oltre a me, io non so chi altro chiamare", disse, grattandosi
la testa e sorridendo.
Scalciavo. Me! Me! Volevo urlare.
Invece, io punto il dito contro me stessa.
"Hmmm. E chi potrei portare con me?" La signora V mi prendeva
in giro, cercando di non ridere.
Le facevo capire a gesti il mio volere.
"Beh, certo che ti porto, Mello Yello" disse la signora V, sorridente.
"Chiss quante parole impareremo insieme l! Ho intenzione
di scrivere i nomi di ogni singolo pesce per farteli imparare
tutti!"
Io fingevo di essere sconvolta.
"Allora, contando te, Penny, mamma e pap, e me, siamo in
cinque. Mi chiedo chi altro potremmo portare con noi?" Si fece
pensierosa...
Certo. Rose poteva venire con noi! Feci lo spelling del suo
nome sulla mia lavagna. R-O-S-E. E ancora. R - O - S - E.
Poi digitai Per favore.
"Hmmm. La tua compagna di scuola?" Io tiravo pugni e calci
per l'eccitazione. Penso che sia una grande idea, Melody. Chieder
ai tuoi genitori e ai suoi genitori e se lei vuole venire con noi,
passeremo una giornata meravigliosa."
Non riesco a smettere di tirare calci per la felicit!
Ci vollero diverse settimane prima che sia mamma che pap
fossero liberi di sabato, ma il weekend del Ringraziamento tutti
stavano a casa dal lavoro. Non riuscivo a dormire la notte prima.
I genitori di Rose sembrano davvero simpatici. Non potevo credere
che Rose volesse venire! Voleva venire con me, la bambina
sulla sedia a rotelle!
A scuola Rosa parlava con me del viaggio, era il nostro segreto.
Lei si confidava con me. Mi sentivo come una ragazza normale.
Partimmo la mattina presto con il nostro SUV. Anche se il tempo
era diventato piuttosto freddo, feci in modo che la mamma mi
mettesse davvero un bel vestito in jeans.
Rose non disse nulla su quello che avevo addosso, ma lei continuava
a giocare con Penny.
"Tua sorella  adorabile, Melody!" disse Rose. Sorrisi e annuii.
Penny applaudiva.
"Wo - sie" disse.
"Credo che lei abbia detto il mio nome!" Rose esclam. "Tua
sorella non  solo carina, lei  un genio!"
In macchina Rose chiacchierava con i miei genitori e con la
signora V come se si conoscessero da tutta la vita. Io li guardo
tutti, in silenzio, pensando che questo doveva essere il giorno pi
bello della mia vita.
Quando arrivammo all'acquario, Pap scaric la mia sedia e
mi spinse mentre mamma spingeva il passeggino di Penny, fianco
a fianco.
Il posto era affollato, credo perch era un giorno di vacanza nel
fine settimana. Nessuno faceva caso a me, perfetto. Potevo quasi
dimenticarmi chi ero. All'interno dell'acquario pensavo a Ollie.
Avrebbe potuto essere felice qui. In una vasca gli squali nuotavano
sopra la nostra testa; sembrava di osservare un oceano.
Okay, Ollie non poteva essere felice in quella vasca.
Non ho mai visto cos tanti pesci provenienti da tutto il mondo,
a quanto pare. Pesci con i punti e con le macchie. Pesci con
sfumature cos belle che sembravano dipinte.
Penny schiaffeggia il bicchiere ogni volta che un pesce si avvicina.
"Pesci! Altri pesci!" La signora V, come promesso, scrisse
i nomi delle specie di pesci e scatt foto in modo da ricordarli
al nostro rientro. Mamma e Pap tubavano insieme come adolescenti.
Non li ho mai visti cos rilassati.
Ci fermammo davanti ad ogni singolo esemplare. Amo la medusa,
che mi ricorda i lembi di stoffa lucida e il pesce leone, sembrano
dei leoni che nuotano.
La vasca del cavalluccio marino rosa! Ma cammina all'indietro!
Buffo!
Sembra avere tanta pazienza e tanto tempo. Poi, da dietro l'angolo,
arrivarono due persone: Molly e Claire. Sono con un gruppo
di ragazze scout. Giocavano tra loro, non prestando molta attenzione
al loro capo gruppo, che stava raccontando della percentuale
di sale trovato nell'acqua dell'oceano.
Molly e Claire, vestite esattamente uguali in jeans, maglietta a
maniche lunghe, canotta e giubbotto da scout, guardarono Rose
con sorpresa.
"Ehi, Rose! Sei qui con tua madre?" Claire chiese alla giovane.
"Uh, no." Rose disse evasivamente, allontanandosi da noi andando
verso di loro.
"Tuo Pap?" chiese Molly guardandomi male. E lei si stava
comportando come se i miei genitori fossero invisibili.
"Sono qui con Melody e la sua famiglia" Rose borbott...
"Di proposito?" Claire grid. Sia lei sia Molly iniziarono a ridere
ad alta voce.
"Non  cos male" Rose disse a bassa voce. Ma l'avevo sentita
lo stesso.
Mamma inizi a dire qualcosa alle ragazze, ma Pap la prese
per un braccio. "Sono bambine" le disse. "Lasciale fare."
Mamma ha il fuoco negli occhi per la rabbia per le cose stupide
che stanno dicendo su di me - ma rimase tranquilla. I suoi
pugni si chiusero.
La signora V, tuttavia, non aveva intenzione di permettere a
nessuno di fermarla.
Dalla sua altezza di quasi due metri sovrastava Molly e Claire.
"Tu! Ragazza con l'apparecchio ai denti!" Claire la guard, stordita.
"S, signora?" Claire ebbe buon senso a risponderle.
"Pensi che i tuoi genitori abbiano speso bene i soldi per curarti
i denti? Un giorno li ringrazierai, soprattutto per il ballo di fine
anno."
"Eh?" Claire sembrava confusa. Molly era silenziosamente
scomparsa nel suo gruppo di scout.
"I denti erano imperfetti, cos i tuoi genitori ti hanno portato
dal dentista per mettere l'apparecchio."
La signora V era su tutte le furie. Tutto il gruppo degli scout,
pi alcuni altri visitatori dell'acquario, si fermarono ad ascoltare
Mamma.
"Cosa hanno a che fare i miei denti con tutto ci?" Claire chiese,
guardandosi intorno nervosamente.
"Alcune persone portano l'apparecchio ai denti. Alcuni hanno
bisogno di sedie a rotelle per le loro gambe. Per altri, l'apparecchio
non serve, cos hanno bisogno di sedie a rotelle e accompagnatori.
Sei una ragazza fortunata, hai problemi solo ai denti.
Ricordati queste parole."
"S, signora" disse ancora Claire. Poi si affrett per tornare dai
suoi amici.
Rose camminava di nuovo con noi un po' imbarazzata. "Claire
 una stupida" mi sussurr.
Pensi?
Dopo un paio di vasche, Penny era stanca e cominci a piagnucolare,
Quindi ce ne andammo dall'acquario prima ancora di arrivare ai pinguini. Portammo
Rose a casa e ci ringrazi gentilmente e disse di essersi
divertita.
Lo pensava davvero?

 Capitolo 14.

Il luned seguente la festa del Ringraziamento, Catherine mi port
nella classe di arte della signorina Gordon proprio pochi minuti prima
della campanella.
Non riuscir mai a sapere che cosa Rose veramente pensasse della
gita all'acquario perch aveva chiaramente cose pi interessanti in
mente.
Erano tutti attorno al banco di Rosa.
"Incredibile!"
"Amo il colore - il mio computer verde mela!"
"Oh, cavolo, davvero!"
"Quante canzoni hai scaricato finora?"
"Qual  il tuo nuovo indirizzo e-mail?"
"Hai la chat?"
"Video! Wow!"
"Vorrei che mia mamma mi comprasse un computer cos."
Mi avvicin Rose che stava mostrando il suo nuovo computer
alla classe.
Posso entrare in Internet e trovare tutto quello che mi serve
per la scuola e fare i miei compiti sul computer", disse al gruppo
intorno a lei. "Ho gi caricato le foto del mio cane, e ho la mia
pagina su MySpace!"
Mi limitai a scuotere la testa appena Catherine mi
accompagnava al mio solito posto in fondo all'aula.
Un computer portatile. Stavo ancora fissando le parole e le
frasi che la signora V e mia madre avevano registrato sulla mia
lavagna comunicativa attaccata alla mia sedia a rotelle, e Rose
ha Internet - credo che significhi l'intero universo - a portata di
mano.
Chiudo gli occhi, cerco di non piangere, sogno una perfetta
Melody - fatta a computer. Prima di tutto, saprebbe parlare! Oh,
s. La gente avrebbe dovuto dirmi di stare zitta!
Quante parole contiene, non solo le pi comuni ma...! Tutte!
Grandi tasti da digitare senza fatica, con il solo pollice... Wow!
Non mi interessa il colore del computer! Non lo voglio per forza
verde mela come quello di Rose.
Apro gli occhi di soprassalto. Una cosa cos deve esistere, giusto?
O qualcosa di simile? Forse?
Afferro il braccio di Catherine e indico il computer di Rose.
Anch'io, tiro un pugno sulla mia lavagna. Lo faccio pi volte.
"Vuoi un computer come quello di Rose?" Catherine mi chiese
guardando il computer portatile di Rose. " davvero bello.
Anch'io ne vorrei uno cos bello!"
No, le indico sulla lavagna.
"Aspetta, non vuoi un computer ?" Catherine sembra
confusa.
Ho imparato a essere paziente con le persone. Nuovamente
indico il computer di Rose e poi le parole anch'io.
Cerco sulla mia lavagna comunicativa le parole migliore, pi
bello e pi moderno, ma proprio non ci sono. Quindi io dicco la
parola buono, poi la parola pi. Mi suona strambo.
"Oh!" Catherine disse infine. "Vuoi un computer migliore di
quello di Rose?"
S! Cliccai e poi indicai sulla lavagna le parole per me.
"Ho capito!" Catherine grid. "Vuoi qualcosa appositamente
progettato per te! Questo  semplicemente geniale, Melody!"
Ridevamo felici.
La signorina Gordon inizi la lezione ricordando a tutti le
date di scadenza per la consegna del progetto sulla biografia.
"Domani", annunci, "la classe si riunir per scegliere i personaggi
da raccontare. E la prossima settimana potremo cominciare
a delineare le biografie. Domande?"
Connor, il pagliaccio della classe, alz la mano, "io ho scoperto
il tizio che ha inventato lo sciacquone, Thomas Crapper. Posso
fare il mio compito su di lui?"
I bambini scoppiarono a ridere. Rodney rideva cos forte che la
sua faccia divent rossa.
La signorina Gordon zitt Rodney e gli altri bambini. "Mi dispiace,
Connor. Ho questa richiesta ogni anno. Lo sciacquone 
stato inventato nel 1596 da John Harrington. Non  divertente
come biografia. Vuoi ancora fare la ricerca su di lui?"
Connor rispose deluso: "No, credo che la far sulle persone
che hanno ideato il McDonald. Se devo spendere un sacco di
tempo a cercare materiale, gli hamburger sono meglio dei servizi
igienici."
Rodney cerc di scoppiare a ridere di nuovo, ma la signorina
Gordon lo zitt con uno sguardo.
"Su chi vuoi scrivere la tua biografia?" Mi chiese Catherine
mentre la signorina Gordon passava tra i banchi per chiedere agli
studenti informazioni sui loro progetti.
Dopo un minuto risposi, S-T-E-P-H-E-N H-A-W-K-I-N-G.
Voglio sapere come fa lui lebcose normali, come mangia e
beve. Dopotutto, lui  un uomo adulto. Ma la moglie lo mette sul
water? Non ha figli. Come funziona? Riuscir a diventare padre?
E voglio sapere tutto sui suoi dispositivi utili per comunicare,
il computer supermoderno che lo aiuta a comunicare e a svolgere
problemi di matematica difficili e a trovare i buchi neri nello
spazio.
Chiesi a Catherine: Computer per me?
"Non ne ho idea." Mi rispose. "Andiamo a verificare."

 Capitolo 15.

La mattina dopo abbiamo avuto la prima nevicata della stagione.
Grandi fiocchi cadevano fuori dalle finestre della quinta H.
Freddy and velocemente alla finestra e tocc il vetro. "Bello,"
disse. La signora Shannon accompagn tutti noi pi vicino
in modo da potere vedere la neve che si accumulava sul prato e
sugli alberi. Era davvero Carina come atmosfera. Anche Jill sembrava
rilassata.
"Andiamo a giocare con la neve?" chiese Maria. "No, Maria. 
troppo freddo per giocare fuori, ma indovinate che cosa faremo?
Sta per arrivare Natale!"
Maria applaudiva. "Ho sentito che  una sorta di tradizione
da queste parti decorare questo vecchio pupazzo di neve", la signora
Shannon continu il discorso. Lei faceva una faccia mentre
la maestra tirava fuori Sydney dalla sua scatola. Maria inizi ad
abbracciarlo, ma la signora Shannon la ferm e disse: "Credo che
l'odore dei pini freschi e della natura  quello di cui avete bisogno.
Domani andremo a decorare un vero albero di Natale."
Freddy e Carl battevano le mani. Maria la guard delusa per
un momento, ma sembr dimenticare il pupazzo di neve appena
la signora Shannon diede a tutti un pezzo di cioccolato e delle
caramelle. Rimise saggiamente Sydney nella sua scatola.
Mentre la signora Shannon mostr al resto della classe come
fare i fiocchi di neve con la carta, Catherine e io eravamo sedute
davanti a un vecchio computer per fare ricerche in rete sui dispositivi
di comunicazione. Era moooolto lento.
A volte si inceppava e dovevamo riavviarlo e ricominciare
tutto da capo. La classe quinta H aveva sempre in dote i vecchi
computer che le altre classi non usavano pi.
Catherine e io ricercavamo tutti i tipi elettronici di dispositivi
di comunicazione che sono stati progettati per le persone come
me. Molti di loro sembravano cos goffi e imbarazzanti proprio
come il nostro computer. Alcuni sembravano davvero complicati.
Tutti erano costosi. Troppo costosi.
Alcuni dei siti web non avevano nemmeno segnalato i prezzi -
forse per paura di specificare quanto costano queste cose.
I dispositivi che utilizzano le tastiere di computer standard
non avrebbero funzionato. Avevo bisogno di qualcosa che funzionasse
solo con i miei pollici.
Abbiamo trovato computer adatti, parlanti, con sistemi a pulsante,
e anche con dispositivi che funzionano con sensori o con
cenni della testa. Infine, c'era qualcosa chiamato Medi-Talker che
sembrava una possibilit. E ha spazi abbastanza grandi per i miei
pollici e milioni di parole e frasi costruite!
Guardo un video online di un ragazzo della mia et che utilizza
un Medi-Talker, questa piccola scatola gli permette di raccontare
tutti i particolari della sua recente festa di compleanno, ma la
voce non  ovviamente la sua! Sono cos eccitata che le mie gambe
iniziano a calciare e le mie braccia iniziano ad agitarsi. Sembro un
elicottero umano impazzito.
Catherine stampa l'informazione e la infila nella cartella che
 attaccata alla parte posteriore della mia sedia. "Buona fortuna,
Melody!" Sussurra mentre si congeda.
Quando scendo dal bus dopo la scuola, la signora V mi aspetta
come al solito. Cercavo di indicare la mia cartella per farle sapere
che avevo qualcosa di importante l dentro.
"Calmati!" Disse la signora V. "Da quando sei cos eccitata di
fare i compiti a casa? Che cosa hai fatto oggi?"
Sorrido e tiro calci. Dopo il mio spuntino di budino al caramello
(prima) e il tonno (per ultimo) e dopo il pisolino di Penny e la merenda
a base di succo di mela, la signora V tira fuori le carte dalla cartella.
"Beh, questo  esattamente quello che ti serve," dice la signora
V, getta le stampe sul tavolo dopo averle lette.
"Non c' da stupirsi se sei su di giri."
S! S! S! Io dicco sulla lavagna. Poi dicco: Parlare. Mamma.
E. Pap. Parlare. Parlare. Parlare.
"Lo far non appena arrivano a casa da lavoro, Melody," la
signora V mi promise.
Non vedo l'ora. Mentre Penny fa merenda davanti alla tv,
guardando i cartoni animati, io sogno di parlare, parlare, parlare.
Quando mamma ci viene a prendere, la signora V, fedele alla
parola data, mostra alla mamma le stampe, ma anche la pagina
internet gi impostata in cui il Medi-Talker  pubblicizzato e venduto.
Penny si siede sulle ginocchia della mamma e continua a
spingere i tasti del computer e rovinare il display, che nervi! Ma
mamma guarda il video che mostra le persone effettivamente
parlare e fare battute e anche andare al college, utilizzando quel
dispositivo. La signora V spiega a mamma quanto mi sarebbe utile
e la mamma, invece di essere pratica e parsimoniosa come  di
solito, sembra essere entusiasta.
"Sembra che l'assicurazione copra circa la met del costo", riflette
mentre naviga nel sito. "Fammi parlare con Chuck per decidere
insieme."
Stasera? Digito sulla mia lavagna.
"S!" Mamma disse stasera, dandomi un abbraccio.
Ma non succede nulla cos in fretta nel mio mondo. Mamma
riempie il modulo ordine il giorno successivo e lo invia. Io aspetto.
Dobbiamo chiedere al mio medico una prescrizione in merito.
Ho sentito parlare di prescrizioni per antibiotici, ma per macchinari?
Pazzesco. Chi avrebbe mai voluto questo dispositivo a
meno che non ne avesse davvero bisogno? Io aspetto.
Poi dobbiamo ottenere l'approvazione dalla nostra assicurazione.
Burocrazia e telefonate, domande e risposte. Io aspetto.
Una situazione finanziaria dei miei genitori deve essere mandata
a loro. Stiamo scherzando! Perch la fanno cos complicata?
Io aspetto.
La prescrizione medica mancava di una firma e doveva essere
ripresentata. Io aspetto.
Un ultimo modulo di approvazione da un funzionario scolastico
deve essere compilato e girato. Io aspetto.
Mi sembra di aver aspettato questa cosa per tutta la vita.
Finalmente, finalmente, finalmente,
il mercoled prima di Natale,
il Medi-Talker arriva. Non ho bisogno di nessun altro dono.
Quando torno a casa da scuola, la signora V mi dice che si 
precipitata a casa mia quando ha visto il corriere nel nostro vialetto.
Firm per il ritiro del pacchetto e lo port a casa sua per la
custodia. Una enorme scatola marrone. Ed  indirizzata a me!
Io urlo dalla gioia e insisto perch l'apriamo subito.
Sento un tornado dentro di me.
"Calmati, Mello Yello," disse la signora V, mettendo una mano
sulla mia spalla, ma non riuscivo a controllarmi.
Apri! Apri! Apri! Io dico.
"Beh, tua mamma sapeva che saresti stata impaziente." Mi
disse la signora V e continu, "Cos quando l'ho chiamata per
dirle che era arrivato, mi ha detto che potevamo aprirlo."
Mi sento come se stessi per avere un attacco di cuore mentre
guardo la signora V aprire delicatamente i bordi della scatola. Lei
mi lascia strappare la carta marrone all'interno. Eccolo. Il Medi-
Talker. Pi piccolo di quanto mi aspettassi,  grande come il mio
vassoio della sedia a rotelle, ma  lucido e brillante e liscio al tatto.
 come una farfalla pronta a spiegare le ali.
Caspita! Non vedo l'ora di provarlo.
La signora V inserisce la spina in una presa a muro per caricare
la batteria, poi tira fuori l'enorme libretto di istruzioni. "Meno
male!" lei disse. "Ci vorr un anno per leggere e capire."
Si accomoda in una morbida poltrona con Penny e comincia
a leggere.
E comincio ad aspettare. E aspettare. E aspettare. Infine, quando
sto per esplodere, gira il tavolo dove si trova il Medi-Talker.
Ho visto i bambini a scuola giocare a video giochi che non
avevano mai visto prima e li ho visti programmare i telefonini e
i computer senza toccare un libretto di istruzioni. Cos prendo il
mio pollice destro e spingo il pulsante. Il computer visualizza un
messaggio di benvenuto sullo schermo.
Premo un altro pulsante e una voce inglese davvero brutta
sbotta, "Benvenuti in Medi-Talker!"
La signora V salta dal divano. Io strillo di gioia.
"Sembra che tu sia pi avanti di me, Melody. Non che sia sorpresa."
Lei mise Penny gi. "Ora vediamo quello che questo computer
pu fare!"
Mi sento come Cristoforo Colombo per caso in America. Mi
chiedo se il suo cuore batteva veloce come il mio.
Scopriamo che il Medi-Talker ha pi di una dozzina di livelli,
tutti facilmente raggiungibili con un solo pulsante. Quindi il
livello uno  quello in cui abbiamo tutti i nomi di quelli che conosco
- il mio nome, tutti i membri della mia famiglia, i bambini e
gli insegnanti a scuola, i miei medici, i vicini di casa, gli amici dei
miei genitori e, naturalmente, la signora V.
Al secondo livello aggiungiamo tutto il vocabolario che abbiamo
raccolto nel tempo.
Digitare, salvare. Digitare, salvare. Le dita della signora V volano
sulla tastiera aggiungendo parole per me. Un sacco di parole
sono gi nella memoria del computer, ma lei mi d di pi. Di pi.
Di pi.
Sostantivi, verbi, avverbi e aggettivi - migliaia - un altro livello
contenente locuzioni utili per formare frasi. Siamo in grado
di preparare centinaia di frasi e arrivare a loro con un semplice
tocco.
Avete sentito la loro ultima canzone?
Questo  quello che succede!
Come  andato il test di ortografia?
Parole ordinarie. Normale conversazione. Per la prima volta.
Impressionante.
Un altro livello  per i numeri e anche per il calcolo.
Sar in grado di fare la matematica ora. Forse non lo dir agli
insegnanti.
E c' un livello pieno di battute trite e ritrite e modi di dire
sciocchezze, con spazi per aggiungere altro. Un altro livello contiene
musica! Posso collegare il dispositivo a un computer e scaricare
tutte le canzoni che voglio. Non vedo l'ora di cercare musica
su iTunes.
Forse posso chiedere a Rose le canzoni del momento.
Rose! Posso effettivamente parlare con Rose ora!
Ci fermiamo con la programmazione per un po'. Penny ha bisogno
di essere cambiata e occupata in qualche gioco. Ma sono
troppo entusiasta per riposare.
Cos, mentre Penny gioca alla casa delle bambole aggiungiamo
ancora pi parole e frasi. Infine, si ferm con la battitura e
disse: "Ti piacerebbe provarlo?"
Tocco il bordo del computer e poi dicco "Grazie, signora V",
disse la voce del computer.
Prende un fazzolettino emozionata.
Entrambe ne abbiamo bisogno.
La signora V infila il fazzolettino in tasca, quindi inizia leggendo
di nuovo il manuale di istruzioni. "Ehi, ascolta questo!" dice.
"Con questo cavo connettore,  possibile anche salvare le cose pi
lunghe che si desidera scrivere, come le storie o le poesie - sul
computer!"
"Wow", disse il computer.
La signora V annu. "Questo  divertente. Ma avrai bisogno di
molta pratica per dire quello che vuoi, ragazza."
Aveva ragione.
Molti livelli sono stati lasciati in bianco per gli utenti di ingresso
e per le proprie informazioni. Parole, frasi, numeri di telefono,
anche le immagini. Le informazioni possono essere digitate direttamente
nel computer o possono essere scaricate da un computer.
 un po' lungo come lavoro.
"Siamo in grado di progettare tutto quello che ti serve, Melody,"
La signora V mi raccontava. "Questo sar il tuo mondo,
quindi prendiamoci tutto il tempo necessario."
Sono cos felice, voglio quasi abbracciare il computer; che
sciocca. Invece, gli d un nome.
Questo  probabilmente abbastanza stupido, ma a volte  bene
avere un segreto che nessun altro sa. Non ho digitato il nome, perch
 personale, ma nella mia mente ho intenzione di chiamare il
Medi-Talker "Elvira", come la canzone che tanto mi piace. S, il
mio cuore batte per Elvira!
Mentre la signora V gioca con Penny per un po', io continuo a
esplorare ci che Elvira pu fare. Uno dei primi cambiamenti che
voglio fare  il messaggio di benvenuto e il tipo di voce. Il computer
saluta in modo davvero fastidioso. Ma ci sono altre diverse voci
femminili tra cui scegliere, cos come un sacco di lingue diverse.
Scelgo la voce chiamata "Trish." Suona effettivamente come
una ragazza, non come un adulto. Non mi dispiacerebbe avere la
voce come la sua se potessi parlare.
"Bienvenue", afferma Trish in francese. So che significa "Benvenuto."
Premo il pulsante per il tedesco e lei dice, "Willkommen."
Ho anche trovato qualcosa che suona come "Foon ying"
quando tocco il tasto per il cinese.
Mi fermo un minuto e fisso il bordo. Non mi  mai venuto
in mente che ci sono ragazzi come me in Germania, in Cina e in
Francia che hanno bisogno di un computer per aiutarli a parlare.
La signora V torna da me e mi aiuta a cambiare il messaggio
di benvenuto da molto meccanico - "Benvenuti in Medi-Talker"
con la voce di Trish "Ciao! Io sono Melody. Parla con me!" Non
vedo l'ora di portare a scuola il mio nuovo computer e farlo conoscere
a tutti. Mi chiedo cosa dir Rose.
Sia mamma che pap hanno chiamato per verificare cosa stessimo
facendo, quanti progressi abbiamo fatto.
Sono entrambi ansiosi di arrivare a casa e vedere il dispositivo,
cos mentre li aspettiamo, la signora V suggerisce di continuare
a programmare, aggiungendo sempre pi parole. Lei pensa
che dovrei esercitarmi per un paio di settimane prima di portarlo a
scuola. Io non voglio aspettare, ma sono d'accordo con lei che ho
bisogno di un po' di tempo per fare pratica. Voglio essere in grado
di utilizzare il sistema per parlare come i ragazzi normali. Pi o
meno. Quindi torniamo alle parole - Voglio migliaia di parole dentro:
Notebook. Compiti a casa. Verifica. Prova. Positivo. Negativo. Unghia.
Smalto. Abbigliamento. Zaino. Astuccio. Paura. Eccitazione. Viola.
Poi digitiamo pi locuzioni - centinaia: al centro commerciale, a
distanza, in mezzo, di conseguenza, il motivo.
Infine, arriviamo ad alcune frasi - decine:
Che ora ? Cosa fai? Che ridere. Sono cos eccitata.
Quando Pap e Mamma vengono a prenderci, Pap  pronto
con la sua videocamera. Le sue mani tremano un po'.
"Facci vedere come funziona, tesoro," disse.
Non posso credere che pap stia facendo un video su di me
mentre dico le mie prime parole.  quasi come quando ha girato
il video di Penny delle sue prime parole - Beh, non proprio.
Digito con molta attenzione e premo il pulsante per far parlare
il computer.
"Ciao, Pap. Ciao, Mamma. Sono cos felice."
Mamma piangeva di gioia e il naso era rosso. Mi guardava
teneramente.
Quando ci penso, mi rendo conto che non ho mai, mai detto
alcuna parola direttamente ai miei genitori. Cos spingo una coppia
di pulsanti, e il computer pronuncia parole che non sono mai
stata in grado di dire.
"Vi amo."
Mamma perde completamente il controllo. Con gli occhi pieni
di lacrime abbraccia pap. Anche Pap era emozionato. Ne sono
certa.
Ma lui ha registrato tutto.

 Capitolo 16.

Mi sono esercitata a tutti i livelli con la signora V per tutte le vacanze
di Natale. Sbagliavo, mi correggeva e non mi faceva smettere.
Dopo le vacanze di Natale ero pronta a portare a scuola Elvira.
Quel giorno, finalmente, Elvira era la stella del giorno, e io il
centro dell'attenzione. E non a causa di qualcosa di imbarazzante
che avevo fatto, come buttare a terra o versarmi addosso il cibo,
ma per qualcosa di veramente fico invece. Incredibile!
Anche gli insegnanti sembravano impressionati. "Attenzione,
ragazzi" la signora Shannon annunci quando mi vide in corridoio.
"Melody  pronta per stupire tutti voi!" Sorridevo, premevo
un pulsante, e una hit del momento cominci a suonare.
"Grande! Musica e non solo!"
La signora Shannon inizi a muoversi a ritmo di musica per il
corridoio. Io morivo dalle risate.
Nella classe quinta, Maria  stata con me per tutta la mattina.
"Wow! Melly-Belly," lei continuava a ripetere. "Grande! Posso
giocare?" Lei voleva toccare i pulsanti ma la signora Shannon
la distrasse con un nuovo gioco per computer.
Quando Catherine entr, poco prima del suono della campana
dell'inizio della lezione di arte, ero pronta per lei. Indossava una
camicia verde a quadri, una gonna blu e calzettoni arancioni. La
signora V ed io avevamo programmato la frase giusta. Spinsi un
pulsante con il sorriso sulle labbra. "Andiamo a fare shopping."
Catherine sorpresa rise cos forte, quasi da perdere il fiato. Poi
si gir verso di me e mi abbracci. "Sono cos felice per te, Melody!
 davvero ci di cui avevi bisogno! E, s, dovremo trovare un
giorno cos mi potrai dare dei consigli di moda!"
"Abbiamo fretta," cliccai ridendo.
"Sei una donna impetuosa!" Dichiar Catherine, ancora ridendo.
"Ma per ora, andiamo alla nostra lezione di integrazione
per mostrare questo nuovo computer!"
Mi venivano i brividi per l'eccitazione. Quando mi port dalla
signorina Gordon, come al solito, nessuno mi guardava, ad eccezione
di Rose, che mi fece un sorriso.
Ma poi alzai il volume forte e spinsi un bottone: "Ciao a tutti.
Ho un nuovo computer."
Girai la testa e sentivo sussurrare.
"Fanno i computer per i bambini speciali?"
"Parla? Il mio non parla."
"Non ne hai bisogno!"
"Sembra strano".
"Anche a me."
"Che cosa poteva mai avere da dire, comunque?"
Ma Connor disse entusiasta: "Questo  fantastico, Melody!"
E dato che lui  uno dei ragazzi pi amati e probabilmente
il ragazzo pi grande e pi alto in quinta elementare, sembrava
dare il suo ok. Claire, che  stata la prima in classe a portare il
proprio computer portatile, o un nuovo iPhone o un gioco della
Wii, disse: "Quello s che  un buffo computer! Ma credo che sia
perfetto per una come te."
Lei e Molly si scambiavano occhiatine. Pensano che io sia cieca.
La signorina Gordon sembrava voler spremere Claire come
un tubetto di dentifricio vuoto, le disse: "Claire, non permetto
maleducazione nella mia classe. Ora siediti e stai in silenzio!" Ma
anche Claire non poteva capire il mio buon umore. Spinsi un altro
pulsante per dire una frase che avevo preparato tempo prima. In
qualche modo sapevo che ne avrei avuto bisogno! Il computer
disse: "Io parlo con tutti ora - anche con Claire!"
Era accigliata, ma tutti gli altri ridevano. Tutti avevano voglia
di toccare il computer o premere un pulsante o cercare di farlo
funzionare, ma Catherine li teneva lontano e mi permetteva di
fare tutta la dimostrazione.
Vado al livello verde, quello degli scherzi. "Toc, toc!"
"Chi ?" Diverse persone rispondono insieme.
"Isabel", dice il Medi-Talker.
"Isabel chi?" I ragazzi che circondano mi rispondo.
"Isabel  fuori uso? Ho dovuto bussare!"
Tutti ridono alla battuta stupida con me. Anche se le mie braccia e
le gambe sbattono senza controllo e sbavo un po', mi viene da ridere,
 la prima volta in tutta la mia vita che mi sento parte del gruppo.
Vorrei poter cliccare sul tasto salva cin modo da potere giocare
pi e pi volte a questo gioco.
Digito: "Oggi  luned. Fa freddo", quindi premo un pulsante
blu, stampo su un foglio le parole che ho appena digitato.
"Wow!" Disse-Rodney, il campione di videogiochi della classe.
"Ha una stampante! Questo  troppo fico!"
La signorina Gordon annuiva appena Catherine mostr a
tutti il foglio. Poi Catherine raccont alla classe: "Il Medi-Talker
di Melody  una combinazione di computer, lettore musicale, e
dispositivo per la comunicazione.  in alta definizione, ad alta
tecnologia, ed  progettato per il suo mondo e ad esso collegato.
Prendetevi il tempo per ascoltare quello che ha da dire."
Claire alz la mano.
"S, Claire," la signorina Gordon disse con uno sguardo di ammonimento.
"Non voglio essere meschina - onestamente - ma mai avrei
pensato che Melody avesse dei pensieri nella sua testa."
Un paio di altri ragazzi annuirono leggermente.
La signorina Gordon non alz la voce. Le rispose pensierosa:
"Sei sempre stata in grado di dire tutto quello che ti passava per
la mente, Claire. Tutti voi. Ma Melody  stata costretta a tacere.
Lei ha probabilmente montagne di cose da dire".
"S. S. S," feci dire al computer.
Feci alla signorina Gordon un sorriso di ringraziamento, poi
mostrai a Rodney e a Connor un videogioco presente nel mio Medi-
Talker. Dubito che sar mai abbastanza veloce per giocarvi, ma  bello
sapere che c'. Rodney potrebbe probabilmente battermi in un attimo.
La signorina Gordon controlla i vari livelli e sembra impressionata.
"Quello che hai ora  un vasto vocabolario, Melody!" mi
disse. "So che ti senti sommersa di parole, sembrano mattoni."
Annuivo. "Freddo," la macchina dice ad alta voce. Caspita!
Volevo dire fico... Sentivo il mio viso arrossire nel sentire Claire
e Molly ridacchiare. Ma Rose avvicin il suo banco alla mia
sedia. " impressionante, Melody", disse a bassa voce.
"Oh, s", risposi. Poi la guardai. "Amici?" cliccai.
"Amici!" Rispose senza esitazione.
"Felice", scrissi... Spero di non fare niente di stupido come
cliccare qualcosa di pi per l'eccitazione. Rose mi stava guardando
intensamente. "Non riesco a immaginare come deve essere
non poter fare uscire tutte le parole che hai in testa", infine disse.
"Fa schifo!" Scrissi.
Rose rispose: "Ti capisco."

 Capitolo 17

Usando Elvira la vita a scuola  stata quasi piacevole. Quasi.
Potevo chiedere a Connor qualcosa in merito al programma televisivo
serale o dire a Jessica che mi piacciono le sue scarpe nuove.
 nevicato - appena folate - quasi ogni giorno.
Un tardo pomeriggio di gennaio digitai: "Spero che avremo
un giorno di neve - senza essere a scuola." Tutti d'accordo. Per
una volta ho avuto modo di parlare per la classe.
Posso rispondere alle domande con pi facilit con Elvira ad
aiutarmi. Per la prima volta, invece di ricevere "finti" voti che gli
insegnanti mi avrebbero dato perch non erano abbastanza sicuri
di aver capito la risposta o meno, ottengo voti veri registrati nel
registro degli insegnanti, voti che si basano sulle risposte effettive
che avevo dato. Stampo tutto!
Ma durante la ricreazione ero ancora seduta da sola. Faceva
troppo freddo per andare fuori, quindi ci sediamo in un angolo
lontano della surriscaldata mensa fino a quando  il momento di
tornare in classe.
Nessuna delle ragazze mi racconta pettegolezzi o qualche
cosa sciocca detta da un ragazzo. Nessuno promette di chiamarmi
dopo la scuola. Nessuno mi chiede di venire a una festa di
compleanno o a un pigiama party.
Neanche Rose.
Certo, lei si ferma a chiacchierare per un minuto o due, ma
appena Janice o Paula la chiamano per andare a guardare una
foto su un cellulare, Rose mi dice: "Torno subito!" scappando via.
Io sorridevo, sperando di non sbavare. Dopo qualche minuto
di finzione, premo il pulsante per la frase "Torna alla quinta H",
e Catherine obbedisce.
Un pomeriggio, verso la fine di gennaio, il signor Dimming
annunci, con una voce che sembrava come se stesse masticando
pane tostato: "Invece di una lezione regolare oggi, ci eserciteremo
per il quiz-game per bambini."
Ognuno applaud perch, altrimenti, avrebbero avuto una lezione
sul deserto del Sahara.
Ogni anno la nostra scuola manda una squadra a quel quiz-
game.
I turni locali delle squadre provenienti da scuole elementari
di tutta la citt e di tutta la contea, sono tenuti in un hotel del
centro. Lo scorso anno la nostra scuola  arrivata al secondo posto
in tutta la provincia. Il preside era cos orgoglioso, ha comprato
la pizza per tutta la scuola, anche se la squadra era formata dai
bambini della quarta, quinta e sesta. Le squadre che primeggiano
per ogni stato vanno a Washington, per gareggiare le nazionali. 
trasmesso in tv ed  davvero un grande avvenimento.
Rose spost il suo banco vicino al mio. "Lo scorso anno ho
partecipato al quiz-game show.", mi disse.
"Lo so" digitai. "Sei intelligente."
Lei sorrise, poi si avvicin di pi a me.
Connor si vantava con i suoi amici del concorso dello scorso
anno. "Dovevate vedere la hall dell'hotel dove tengono il concorso.
Lampadari d'oro! Roba sfarzosa ovunque! E i bambini sembravano
intelligenti. Ma li abbiamo battuti tutti!"
"Tutte tranne una squadra, amico." Rodney grid. "Ti hanno
battuto!" La classe fischiava.
"S, ma quest'anno andremo per vincere! Vero, signor D?"
"Certamente, Connor" rispose il Signor Dimming. "Le regole
sono cambiate un po', cos il nostro team quest'anno sar composto
dai ragazzi della quinta e sesta.
Questo ci d forza, perch alcuni di voi hanno gi gareggiato
l'anno scorso. Ora facciamo solo vedere quanto siamo bravi.
Facciamo una serie di esempi di domande solo per divertimento,
pronti?"
"Ci darai un premio?" chiese Rodney.
"Non sempre si vincono premi, Rodney" rispose il signor. D.
"S, ma  pi divertente cos." Connor aggiunse. "Per favore?"
"Va bene, va bene!" Disse. "Caramelle per voi", disse il maestro
mostrando lo zainetto pieno di caramelle. Tutti scoppiarono
a ridere ancora una volta.
"Il cioccolato fa venire i brufoli." Rose prendeva in giro Connor.
"Io non voglio caramelle - voglio vincere!" Rose and nelle
prime file.
Catherine si sedette di fronte a me. "Vuoi fare pratica con
loro?" chiese.
"S! S! S!" cliccai. "Risposte-A, B, C, D. Facile."
Lei sorrise. "Va bene, facile! Vediamo cosa succede!"
Il signor Dimming si schiar la voce e sorrise. "Questo quiz-
game show  il mio evento preferito dell'anno", ammise.
"Vediamo se siamo in grado di andare fino in fondo quest'anno!"
La classe applaud.
"Vi legger prima la domanda poi le scelte per la risposta. Dovrete
scrivere la lettera corretta. Intesi?"
Connor alz la mano, poi parl prima che il Signor. Dimming
lo not. "Non farci quelle facili, signor D. Ho un cervello di acciaio!"
"E una bocca da abbinarvi" sussurr Rose.
"Numero uno", esord il maestro. "Quale pianeta  il pi vicino
al sole?
A. Venere
B. Terra
C. Mercurio
D. Marte
E. Giove"
"Domanda facile!" Connor protest.
"Per favore, Connor. Silenzio", disse il signor D severamente.
Connor finalmente si zitt.
Cliccai la lettera C sul mio computer e aspettai la domanda
successiva.
"Numero due", continu il signor Dimming. "Quanti lati ha
un ettagono?
A. Quattro
B. Sei
C. Sette
D. Otto
E. Nove"
Digitai la lettera C di nuovo. Due volte di fila la stessa lettera,
possibile? Perch no? Sapevo che avevo ragione.
"Domanda numero tre" disse il signor D. "Quanto tempo resta
in carica il presidente degli Stati Uniti?
A. Un anno
B. Due anni
C. Tre anni
D. Quattro anni
E. Sei anni"
Hmmm. Domanda ingannevole. Sembra che gli stessi politici
facciano notizia ogni anno. Ma io digitai la lettera B come risposta
definitiva.
Il Signor. D ci fece cinquanta domande in tutto. Diverse di matematica.
Altre avevano a che fare con la scienza e la grammatica.
L'ultima domanda era sulla geografia.
"In quale stato si trova il Gran Canyon?
A. California
B. Arizona
C. Sud Dakota
D. New Mexico
E. Utah"
Non sono mai stata l, ma ho visto offerte speciali su Travel
Channel e sono quasi sicura che sia in Arizona.
Digitai la lettera B, cliccai il pulsante stampa, e, Catherine consegn
il mio test al maestro in cattedra.
"Melody ha partecipato al test?" chiese il Signor Dimming ricevuta
la stampa. Mi lanci un'occhiata tenendo il test in mano.
"Che bello."
Non mi piaceva il suono della sua voce.
Correggeva il test mentre guardavamo un film sulle piramidi
in Egitto. Non ho potuto fare a meno di sbirciarlo.
Infine, il signor Dimming ci guard dalla montatura metallica
dei suoi occhiali. "Ho i risultati. Queste non sono prove ufficiali,
ma gli studenti che hanno avuto i punteggi molto alti di oggi
sono Paula, Claire, Rose e Connor."
Connor balz dal banco e applaud. "Lo sapevo! Sono un
grande! Dammi quei dolci come premio!"
"Siediti, Connor!" disse il maestro con esasperazione.
"Hai fatto bene, ma non avrai quei dolci."
"Chi mi ha battuto?" Connor sembrava stupito. "Rose? Va
bene cos. Trionfer nelle prove reali."
Guardai Rose. Mi sorrideva. Il signor Dimming rimase in silenzio
per un attimo. Si gratt la testa. Infine, si schiar la voce e
disse: "Il vincitore del concorso di oggi e il vincitore del pacchetto
di dolci, con un punteggio pieno, ..." Si ferm di nuovo, scosse la
testa e si ferm di nuovo.
"L'unica persona nella classe che ha risposto ad ogni singola
domanda correttamente ... Melody Brooks."
Silenzio di tomba. Nessun applauso. Solo sguardi di incredulit.
"Non  giusto!" Molly sbott con rabbia. "Melody ha un aiutante
che le suggerisce le risposte!"
"Lei bara!" Claire aggiunse ad alta voce.
Catherine salt dalla sedia e si precipit dove Claire e Molly
erano sedute, con passo deciso: "Non l'ho aiutata! La credevate
meno intelligente di voi?"
"Lei non pu nemmeno stare seduta da sola!" Claire le rispose
con tono petulante.
"Che cosa ha a che fare il funzionamento del vostro corpo con
il funzionamento del vostro cervello! Dovreste capirlo solo guardandovi
allo specchio!"
"Ooh!", disse Connor, che ha ottenuto qualche risata a suo favore.
Ma la maggior parte dei ragazzi si stavano guardando intorno
con disagio. Nessuno mi guard.
Claire non replic e cos Molly decise di stare zitta.
Catherine torn a sedere, ma l'intera storia mi faceva venire
voglia di strisciare sotto il banco e scomparire.
Il signor Dimming alz la mano per mettere la classe a tacere.
"Melody, per favore vieni a ritirare il tuo premio", disse. "Sono
molto orgoglioso di voi e per i vostri sforzi di oggi. E anche i tuoi
compagni di classe sono stati bravi. Facciamo tutti un applauso
a Melody!"
Tutti, tranne forse Molly e Claire applaudirono. Il suono del
motore della mia sedia ronzava sommessamente. Non potevano
udire il mio cuore battere forte. Vedevo il gesto del darmi le caramelle
come un contentino per avere azzeccato accidentalmente
tutte le risposte giuste e per fare tacere Molly e Claire in merito
alla questione. Ma non era stato un incidente. Conoscevo tutte le
risposte. Ogni singola risposta. Il signor Dimming pose il goloso
premio sul mio vassoio. Buono.
Almeno non avrei dovuto preoccuparmi di farle cadere davanti
a tutti. Tornai al mio posto con la testa bassa.
"Sono cos orgogliosa di te!" Catherine sussurr, alzando la
mano per darmi il cinque.
Ma non mi mossi.
"No" digitai.
"Perch no? Hai battuto tutti."
Mi ci volle molto tempo, infine digitai: "Pensano che il mio
cervello sia incasinato come il resto di me." Mi viene da piangere.
"Allora non ci resta che studiare e mostrare loro che si sbagliano",
disse Catherine trapelando un pizzico di sfida nella sua
voce.
"Perch?" chiesi.
"Cos puoi essere parte della squadra" mi disse.
"Non succeder," digitai.
Proprio mentre Catherine stava per rispondermi, il signor
Dimming annunci che le prove ufficiali per il quiz-game si sarebbero
tenute tra una settimana. "Molti di voi sono andati abbastanza
bene oggi" disse, "ma ricordate che si dovr competere
contro gli studenti della sesta nonch i veri rivali. Andate a casa a
studiare. Solo i migliori saranno scelti."
"Io, vero?" Connor grid.
"Se avrai i requisiti" gli disse il signor Dimming. "Voglio portare
una squadra vincente a Washington, quest'anno. Siete con me?"
"S!" tutti urlarono.
Ero stupita dal loro entusiasmo di studiare. Li radun come
un allenatore di calcio.
"Siete disposti a studiare in modo che possiamo andare in televisione?"
"Oh, s!"
"Hai intenzione di comprare un vestito nuovo se vinciamo?"
Connor url.
Il signor Dimming effettivamente si mise a ridere. " una promessa.
Un vestito nuovo, forse blu - con un giubbotto di raso rosso."
Tutta la classe scoppi in risate e applausi.
"Allora, faremo del nostro meglio", disse il signor D. "Cerco
nella mia mente le domande pi impegnative in modo che saremo
stupendamente preparati quest'anno."
"Beh, lui ci far domande difficilissime" sentii Molly sussurrare
a Claire.
"Domande difficili?" Connor piagnucol.
"Prendila in questo modo", disse il signor Dimming a Connor.
"Se Melody Brooks ha potuto vincere il primo turno, significa
che le mie domande non erano abbastanza difficili! Dobbiamo
farcela!"
Tutti applaudivano.
Tranne me.

 Capitolo 18.

Dopo la scuola, quel giorno ero scontrosa e rabbiosa. La signora V
aveva preparato una nuova pila di carte di parole per me.
Penny indossava uno dei turbanti della signora V, era ridicola. Inoltre,
continuava a cantare canzoncine da bambini stupidi.
Io buttai le carte sul pavimento.
"Chi ha messo il sale nel tuo Kool-Aid, Signorina?" chiese la
signora V. Lei non raccolse le carte.
Penny smise di cantare e rimase l a guardarmi.
Spensi il Medi-Talker e distolsi lo sguardo.
"Brava continua cos. Raccoglierai tutte le carte!"
Fissavo la parete.
Penny allung una mano e tocc il mio braccio.
Penny cantava e ballava incurante della situazione.
Mi faceva saltare i nervi. Avrei voluto zittirla! Parla per tutto
il tempo. Cammina tutto il tempo. Salta e balla cantando. Basta
smettila! Per un solo momento, smettila ti prego, stop!
Ma non la smetteva. Mise Doodle sul mio vassoio. La buttai
per terra. E poi ancora. Io la rigettai per terra. Non la smetteva.
Lasciami in pace! Avrei voluto urlarle.
La terza volta che mise Doodle sul mio vassoio, la gettai per
terra con forza e colpii per sbaglio la testa di Penny.
Penny cadde per terra, poi mi guard sorpresa, raccolse Doodle
e corse dalla signora V in lacrime.
"Che ti prende, Melody?" mi chiese la signora V coccolando e
rincuorando Penny per l'accaduto.
Come potevo spiegare l'accaduto?
Non avevo voglia di piangere, ma successe. Girai la mia sedia
a rotelle verso il muro proprio mentre il telefono squill. La signora
V mi guardava sospirando poi si alz per rispondere.
"Oh, ciao, Catherine."
Catherine? Girai un po' la mia sedia verso la signora V per
ascoltare meglio.
" gi di corda?" chiese la signora V. "Beh, per una serie di
fatti mi sembra un po' depressa questo pomeriggio. No, mi rimangio
tutto,  assolutamente terribile."
La Signora V cattur la mia attenzione facendomi una faccia
buffa.
La fissavo.
"Non mi sorprende che lei abbia risposto a tutte le domande
in modo corretto -  una bambina geniale!"
Questo mi fa bene.
"L'insegnante cosa ha detto?"
Bene, ora tutti lo sanno. Mi ha denigrato non facendomi sentire
all'altezza per l'ennesima volta.
"Di fronte ai suoi compagni di classe? Che tipo di professionalit
 questa?" La signora V sembrava furiosa.
"Come ha reagito? Non importa. Lo so gi. Sembra un un animale
in gabbia"
Cos era davvero come mi sentivo.
"Grazie mille per aver chiamato, Catherine" disse la signora
V. "S, la prego di chiamare i suoi genitori questa sera. Ho intenzione
di affrontare il problema subito." Con questo riattacc il
telefono, mise Penny sul pavimento, mise le mani sui fianchi, e si
volse a guardarmi.
Volevo un abbraccio per tirarmi su di morale.
"Allora, tu hai battuto tutti durante il quiz e poi ti hanno derisa?"
mi chiese, sentivo indignazione nelle sue parole.
Accese di nuovo il mio Medi-Talker.
Perch sembrava arrabbiata con me? Alzai gli occhi per la sorpresa.
"Mi ha ferito", risposi.
"E allora?" mi chiese la signora V.
"I bambini ridevano. Anche Rose."
Era vero, anche se riuscivo appena ad ammetterlo. Anche
Rose si era coperta la bocca per soffocare una risata.
"Hai ricevuto il punteggio pi alto nella classe?" La signora V
chiese, ignorando completamente il mio tentativo di farla sentire
dispiaciuta per me. Avrei dovuto capirlo meglio.
"S."
"Catherine ti ha aiutata almeno un po'?"
"No."
"Allora cominciamo." La guardai con un'aria un po'confusa.
"Iniziamo con cosa?" le chiesi.
"Con il tuo piano di studi. Tu ed io faremo pratica, ci prepareremo
per rispondere al meglio. Ho intenzione di farti fare quiz, e
tu risponderai alle domande. Stiamo per imparare la geografia, la
scienza, la matematica - migliaia di bocconcini gloriosi di informazioni!"
Sembrava eccitata.
"Perch?" le chiesi attentamente.
"Sai come gli atleti si preparano per le Olimpiadi? Nuotano la
mattina presto e la sera tardi. Loro corrono intorno alla pista per
ore e ore senza la folla l a tifare per loro."
"Non riesco a correre molto velocemente" cliccai, poi le sorrisi.
"Forse no, ma tu hai il pi veloce, il pi forte cervello in quella
scuola e parteciperai al quiz con la squadra la prossima settimana."
"Loro non mi permetteranno di far parte della squadra."
Digitai lentamente.
"Oh, s che lo faranno! Lo vorranno, andr tutto bene. Hanno
bisogno di te, Melody. Sei la loro arma segreta."
"Tu credi?"
"Certo. Ora cerchiamo di tralasciare tutto questo sentimento
di falso dispiacere per te stessa e iniziamo a studiare. Abbiamo
una settimana. Io sono l'allenatore, e tu sei il mio atleta. Preparati
a sudare!"
"Il sudore puzza!" dissi ridendo.
"Allora andiamo a puzzare! Ma prima raccogli ognuna di
quelle carte."
Sapevo di non poter discutere in merito alla sua richiesta. Lei
mi mise sul pavimento, e lasci la stanza mentre raccoglievo le
carte che avevo buttato a terra in un mucchio disordinato. Penny
mi aiut.
Poi la signora V mi mise di nuovo sulla mia sedia e abbiamo
iniziato a lavorare. Lei doveva essere un allenatore duro. "Come
sar il test?" mi chiese.
"A, B, C, D cliccai.
"Scelta multipla! Meraviglioso! Un pezzo di torta per te."
Non ero sicura di questo, ma ero d'accordo con lei.
And al suo computer e trov una pagina Web che elencava
ogni stato degli Stati Uniti e la capitale corrispondente.
"Come quelle del test" le dissi.
"Ottimo! Quindi le faremo di nuovo!"
Finsi un gemito.
La signora V poi mi lesse tutte le capitali di tutti i principali
Paesi del mondo. Beh, ci sono un sacco di Paesi! Ma una volta letti
ad alta voce, io li avevo memorizzati tutti nella mia testa.
"Qual  la capitale dell'Ungheria?" mi chiese.
Sapevo che la risposta era Budapest prima ancora di darmi le
quattro scelte.
"A. Accra
B. Berlino
C. Nuova Delhi
D. Budapest"
Cliccai D, naturalmente. La signora V non si ferm ad applaudire.
Continuavamo il test.
Risposi correttamente che Tokyo era la capitale del Giappone,
Addis Abeba, la capitale dell'Etiopia, Ottawa la capitale del Canada
e Bogot la capitale della Colombia.
Mi interrog fino a quando Pap venne a prenderci.
Mentre la signora V mise Doodle e alcuni pannolini inutilizzati
di nuovo nella borsa di Penny, spieg brevemente che cosa era
successo a scuola e che cosa aveva intenzione di fare a riguardo, e
quello che stavamo gi facendo.
"Sei sicura?" chiese Pap, lanciando un'occhiata verso di me.
"Forse stiamo decretando il suo fallimento, e lei star anche peggio."
"Sono assolutamente positiva!" La signora V insistette. "Puoi
far rimanere Melody del tempo in pi per studiare? Le dar la
sua cena e la riporter a casa in un paio d'ore. Cos starete soli
con Penny."
"Sei d'accordo?" mi chiese Pap.
"S! S! S!" digitai. "Io voglio farlo."
"Forza, mia cara Melody", disse Pap e usc.
Dopo cena eravamo passati alla scienza. Ho imparato che le
ossa nella gamba sono il femore, la tibia, la rotula e il perone. Perch
non possono semplicemente chiamarle "l'osso del ginocchio"
e "l'osso della gamba?" Ma io li memorizzai lo stesso.
Ho imparato che gli insetti sono artropodi e che hanno tante
tibie!
"Lo studio degli insetti si chiama entomologia," la signora V
mi disse. "Mi  venuta un'idea - cerchiamo di imparare tutte le
parole che terminano in ologia!" Mise la mia mano sulla mia testa
e feci finta di gemere, ma dentro di me sentivo il jazz.
"Come si chiama lo studio delle parole e i loro significati?" mi
chiese dopo avermi letto una lunga lista di parole terminanti in
"ologia."
"A. Biologia
B. Archeologia
C. Istologia
D. Lessicologia"
Pensai per un minuto. Sapevo che stava cercando di ingannarmi.
Istologia suona come storia, ma per qualche ragione, penso
che abbia a che fare con la pelle e biologia ha a che fare con la vita,
non con le parole. Cliccai la lettera D.
Questa volta era andata bene. "Lascia che ti porti a casa, Melody.
I migliori atleti hanno bisogno di riposo. Faremo un po' di
pi domani."
Mi sorrise, stanca ed eccitata allo stesso tempo. La signora V
aveva chiamato Catherine e le aveva spiegato la situazione, le disse
di riempire di informazioni la mia testa come rimpinza il mio
stomaco di maccheroni a pranzo.
Cos la mattina dopo Catherine, ovviamente, arriv a scuola di
corsa. Mentre eravamo in quinta H Catherine mi mise gli auricolari.
Ascoltai una vecchia cassetta audio sui vulcani. Era graffiata
e saltava un po' la registrazione, ma mi diede delle informazioni.
I vulcani sono stati cos chiamati in onore del dio romano Vulcano.
L'ho immaginato nella mia mente. Ho appreso nozioni sulla
lava e sulla cenere. Ho imparato che l'intera citt di Pompei spar
quando Vesuvio erutt. Roba sorprendentemente interessante.
Ho ascoltato i nastri sull'Australia e sulla Russia, sulle costellazioni
e sui pianeti.
"Stai imparando qualcosa da queste vecchie cassette, qualcosa
di buono?"
Mi chiese Catherine inserendo un'altra cassetta. Era sulle malattie.
"Sempre buone notizie", digitai.
"Ti capisco." Rispose. "Sei ancora offesa per ci che  successo
in classe con il signor Dimming?"
"Cancellato dalla memoria - ho bisogno di spazio per altre
nozioni", digitai con calma.
Fece un cenno di intesa.
"Sono un po' spaventata." ammisi. "Supponiamo che faccio
un pasticcio."
"Ce la puoi fare, Melody" disse severamente, regolandomi gli
auricolari. "Certamente sei abbastanza intelligente da far parte
della squadra."
"Vai via, mentre io faccio il test" digitai. "Fa stare Claire pi
tranquilla."
"Beccata!" disse Catherine. Stava per darmi un cinque ma era
pi simile a una stretta di mano affettuosa.
Tranne durante il pranzo e la pausa, ho ascoltato i nastri e
Catherine ha lavorato con me per il resto della giornata. Mi ha interrogato
su eventi, date e re. E sulla matematica che potrebbero
essere difficile per me. Le parole galleggiano facilmente nella mia
testa. Ma i numeri sembrano depositarsi sul fondo come rocce.
Non capisco il perch. "Facciamolo ancora", mi disse Catherine
dolcemente con un problema di matematica sui treni e la loro velocit.
Nessuno guida i treni! Chi se ne frega?
Ma lei continuava a spiegarmelo fino a farmelo entrare in testa.
Ho scoperto che se inserisco i numeri in una storia fotografata
nella mia mente, le risposte mi vengono pi facilmente. Ho cambiato
le figure con le parole. Magico!
Invece di andare alla classe di integrazione, scossi la testa e
dissi a Catherine che non volevo andarci. Volevo rimanere a studiare.
Sicuramente, non si sarebbero accorti della mia assenza. Nessuno
ha inviato un frenetico messaggio in quinta H chiedendosi
perch Melody non era in classe oggi. Nessuno buss alla porta
per vedere se ero assente o malata o magari stesa per una convulsione
nel mezzo dell'aula.
Nessuno sembrava accorgersene affatto.

 Capitolo 19.

La settimana pass in un lampo. Ho studiato a scuola ogni giorno
con Catherine, dopo la scuola tutti i giorni con la signora V e ogni sera
a casa. Ho rivisto le parole di tutti i livelli presenti nel mio Medi-Talker.
Mi sono esercitata in ortografia facendo lo spelling delle parole lunghe e
abbinando fatti a date.
Mamma mi ha interrogato sui fiori e sui termini medici. Pap mi
ha fatto domande sull'economia e sulla gestione di vendita al dettaglio e
sullo sport. Sapevo tutto.
A volte mi siedo nella mia stanza a digitare frasi nuove da
far dire ad Elvira. Una lettera alla volta. Ci vogliono ore. Ma una
volta che una voce  dentro Elvira, tutto quello che devo fare 
spingere un pulsante e l'intera frase verr pronunciata per me.
Credo che la domanda che mi fanno pi spesso, in un sacco di
strane varianti, : "Cosa c' che non va?" Le persone spesso vogliono
sapere se sto male o se la mia condizione pu essere risolta.
Cos ho preparato due risposte - una che  gentile ma prolissa,
e una che  astuta e intelligente. Per coloro che sono sinceramente
preoccupati dicco un pulsante per dire: "Ho una tetraplegia spastica
bilaterale, nota anche come paralisi cerebrale. Essa limita
il mio corpo, ma non la mia mente." Penso che l'ultima parte
della frase sia piuttosto fica.
Per gente come Claire e Molly, io dico: "Noi tutti abbiamo
delle disabilit. Qual  la tua?" Non vedevo l'ora di utilizzarla.
Quando le ho fatto sentire alla signora V, rise cos forte.
Era il sabato prima del test e la signora V e io eravamo sedute
fuori, sotto il suo portico. Indossavo una giacca leggera, ma era
uno di quei rari caldi giorni di febbraio che sembrava gi primavera.
Volevo dire ai primi boccioli di fiore di non uscire perch la settimana
prossima sarebbe tornata la neve e li avrebbe fatti morire, succede
sempre cos!
Guardavamo le nuvole viaggiare sopra di noi. Un canarino
appollaiato sulla ringhiera stava guardando la mangiatoia vuota.
Se avesse potuto parlare, scommetto che avrebbe chiesto cardi - e
giorni caldi come questo.
"Cosa faresti se potessi volare?" La signora V mi chiese volgendo
lo sguardo dall'uccellino a me.
" una domanda del quiz?" chiesi, sorridendo mentre scrivevo.
"Penso che abbiamo studiato quasi tutto."
La signora V ridacchiava.
"Io avrei paura a lasciarmi andare" digitai.
"Paura di cadere?" chiese.
"No. Paura di stare troppo bene e decidere di volare via."
Mi ci era voluto molto tempo per scrivere tutto questo.
"Tu sei un uccellino, Melody. E volerai luned quando supererai
il test."
Ho sentito la nostra porta di casa sbattere, erano mamma e
Penny, che venivano verso il portico. Butterscotch, chiaramente
felice di essere liberato, passeggiava accanto a loro, annusando le
radici di ogni albero.
Penny camminava con tanta determinazione, sul suo viso si
alternavano l'aggrottarsi delle sopracciglia e il sorriso mentre si
concentrava in marcia lungo il sentiero che divideva le nostre due
case, poi saliva i gradini con entrambe le mani ed entrambi i piedi.
Indossava la giacca invernale e il cappello da giorno, uno di
paglia blu che era tutto arricciato e storto per essersi seduta sopra
troppe volte. La povera Doodle, ovviamente, era dietro di lei.
"Dy-Dy" piangeva chiamandomi dall'ultimo gradino.
Ancora mi chiedo come riesca a fare tutto con tanta facilit.
Toccai la manica del vestito della signora V pensando a quello
che lei mi aveva chiesto prima. "Libert", digitai, indicando Penny.
"Libert."
La signora Valencia annu. Lei mi capiva.
"Che giornata stupenda!" disse la mamma, respirando profondamente.
"Pensi che abbiamo finito con l'inverno?"
"Verr ancora il freddo" digitai.
"Hai ragione, ma  sicuramente una bella anteprima questa",
disse Mamma levando la giacca a Penny. "Come sta procedendo
il gruppo di studio?"
Butterscotch riposava in fondo alle scale. Sembrava che lei
stesse sorridendo.
"Bene" dissi con il mio Medi-Talker.
"Violet, sei incredibile", disse Mamma. "Il tempo e lo sforzo
che hai messo nel tuo insegnamento per prepararla a questo test,
e..." Lei si ferm, poi continu: "Devi averle insegnato migliaia di
parole."
"Penny comprende e assorbe tutto come una spugna," rispose
la signora V. "Melody non  da meno."
Mamma annuiva. "So che hai ragione, ma, ma...  cos difficile
per Melody."
"No,  pi difficile per noi. Dobbiamo capire cosa ha in mente."
Ero stanca di ascoltarle. Cos andai nell'altra stanza e alzai il
volume del Medi-Talker. "Biscotti."
"Biscotti" ripeteva Penny.
La signora V si alz "Ti sento, piccola Penny. Lasciatemi trovare
qualche dolce!" Mentre si dirigeva in casa, si gir verso la
mamma e disse a bassa voce: "La signorina Melody ha sempre
avuto un posto speciale nel mio cuore."
"Dolce." Io digitai.
Le feci ridere.
La signora V ritorn qualche minuto dopo con un piatto di
caldi biscotti al cioccolato e due porzioni di latte in tazza con cannucce
rosse, decorate con le principesse Disney. Odio ammetterlo,
ma un bicchiere salva goccia rende tutto pi facile per me.
"Biscotti" urlava Penny. Raggiunse il vassoio, ma Mamma tir
indietro il suo braccio.
La signora V diede alla mamma due biscotti su un tovagliolo
di carta.
Mamma soffi su di uno, poi lo diede a Penny, che se lo ficc
tutto in bocca.
"Guarda il mio porcellino Penny", disse la mamma, ridendo.
La signora V spezz il biscotto, poi mi mise un pezzo in bocca.
Anche se io sono un'amante del caramello, questi biscotti al cioccolato
erano davvero buoni. I biscotti sciolti nel latte non hanno
nemmeno bisogno di essere masticati. Mi piacerebbe essere autosufficiente
nel mangiare, ma  sulla mia lista di cose che dovr fare
- insieme a camminare, andare in bagno da sola, e - oh, s- volare.
Interrompendo i miei pensieri, la signora V mi chiese: "Quale
continente produce il pi grande raccolto di semi di cacao?"
"Africa!" digitai.
Lei annu e mi diede un altro sorso di latte. "E lo stato che
produce la maggior parte del latte?"
"California", risposi.
"Penso che tu sia pronta, Melody!" La signora V annunci felice.
Mamma mi raggiunse e mi accarezz la guancia. "Luned andr
alla grande!"
"E poi?" digitai.
E poi diventerai presidente!" la signora V disse intromettendosi.
"S, certo," digitai.
Proprio in quel momento Pap imbocc la nostra strada privata.
Ragazzi, la vostra grande vecchia macchina ha bisogno di un
viaggio al lavaggio auto!
"Credo che Chuck sia uscito presto stamattina", disse Mamma
soddisfatta. "Forse possiamo cenare prima stasera."
Pap scese dalla macchina, si stiracchi e ci salut.
Il viso di Penny si accese di gioia. "Pap!" Lo chiam forte.
"Non ci provare!" La signora V avvert Penny: "Dico sul serio."
Penny la ignor. "Vado in macchina, ciao, ciao!"
Lei ama viaggiare in macchina. Non importa dove - al negozio,
in ufficio - seduta nel suo piccolo seggiolino nella parte posteriore.
Non ha molto senso per me, si addormenta non appena
giriamo l'angolo.
Si affrett gi per un paio di gradini del portico, poi altri due,
in attesa di una reazione di Mamma.
"Penny Marie Brooks, torna subito qui!" mia madre gridava.
Quando la mamma utilizza tutti e tre i nomi,  una cosa seria.
Penny raggiunse Pap, guard indietro verso di noi, sorrise, e
disse: "Vedi Pap! Devo andare a lavorare!"
Butterscotch che salta e abbaia per tre volte consecutive -
quasi come quando mamma ci richiama usando il nome completo
composto da tre nomi - con calma cammina davanti a Penny per
bloccare i suoi movimenti.
"Bravo cagnolino", disse Mamma. "Torna qui, piccola faccia
da biscotto!" Scese i gradini del portico e blocc mia sorella.
"Questa bambina" disse a mio padre, " un'artista della
fuga! Ho bisogno di quattro paia di occhi per lei!" Mamma
pul la faccia di Penny sporca di cioccolato, strofinandola.
"Meno male che abbiamo Butterscotch," disse Pap accarezzando
la testa del cagnolino. "Come sta la mia Penny oggi?" Pap baci
Mamma sulla guancia e prese con s Penny. Penny si pul le mani
sporche di cioccolato sulla camicia di Pap.
"Proprio quello che ho sempre voluto," disse Pap guardandosi
la camicia sporca di cioccolato.
"Vestiti ricoperti di cioccolato!" La signora V pass il
tovagliolo sulla macchia ma peggior il danno. Pap rise.
"Vai a lavoro, Pap?"
"Pap  appena tornato a casa. Dagli una tregua."
Pap lasci Penny gentilmente alla signora V, poi si sedette
con Mamma sul dondolo. "E come sta la mia Melody preferita?"
mi chiese.
"Benissimo", digitai.
"Pronta per la gara?"
"S!" digitai.
Pap si alz e si inginocchi di fronte a me. "Primeggerai alla
prova e farai parte di quella squadra!" Posso capire le sue parole
e il suo tono.
Io credo in me. E anche la mia famiglia crede in me. E anche la
signora V crede in me.
Ma il resto del mondo non ne sono tanto sicura.

 Capitolo 20.

Avevo proprio ragione sul tempo di oggi.
Spero che il piccolo croco germogli protetto dalla neve perch la temperatura
 scesa di molti gradi oggi e la nostra classe era freddissima
questa mattina.
L'impianto di amplificazione audio squill come ogni luned
mattina - annunci della mattina circa sulle vendite dei dolci e sul
gioco del calcetto.
Il pi delle volte nessuno in quinta H, nemmeno la signora
Shannon, prestava molta attenzione agli annunci. La follia mattutina
di solito prendeva il sopravvento.
La signora Shannon era riuscita a farci giocare a un gioco della
Wii, non so come. Willy ama il gioco del baseball. Finge di colpire
la palla mentre osserva lo schermo.
A volte i suoi tiri vanno fuori campo. "Un colpo!" Grider
trionfante, poi cercher di correre le basi in classe.
Anche Freddy non pu tenergli il passo.
Io come al solito seduta in un angolo con le mie cuffie tento di
memorizzare tutto.
Ma oggi ascoltai con attenzione il bollettino. Il mio battito cardiaco
era accelerato e per l'eccitazione agitavo le braccia nel sentire
il preside dire: "Tutti gli studenti che desiderano provare il test
per formare poi la squadra che parteciper al quiz-game show,
sono pregati di riportarlo al Signor Dimming dopo le lezioni."
Ero nervosa quel giorno. Non dissi a Rose che cosa avevo in
mente di fare. Ci pensai a lungo, poi decisi di non farlo.
Supponiamo che lei mi dica che  un'idea stupida? Non potevo
accettarlo.
Poi a pranzo mi versai addosso la zuppa di pomodoro che
and su tutta la parte davanti della mia camicetta. Anche se Catherine
cerc di pulirlo, non si possono pulire le macchie rosse su
una camicia bianca con tanta facilit. Mi sentivo come una pasticciona.
Avrei dovuto dire a Mamma di preparare il cambio di vestiti.
 ancora difficile ricordare che posso dire cose del genere adesso.
Non sono andata alle classi di integrazione per tutto il giorno,
ho voluto studiare fino all'ultimo minuto ma quando l'ultima
campana squill, afferrai il braccio di Catherine: "Sbrigati!" Digitai.
"Dal signor D."
Anche se ero sulla sedia a rotelle elettrica, la impostammo a
manuale in modo che lei mi potesse spingere. Ero troppo nervosa
per spostarmi da sola.
Quando arrivammo dal signor Dimming, un gruppo di ragazzi
della mia classe di storia erano gi l, a ripassare tutti insieme a
bassa voce. Sembravano sorpresi del mio arrivo.
"Ciao, Melody", disse Rose. "Che ci fai qui?"
La sua voce non suonava cordiale come al solito.
"Quiz squadra", digitai.
"Lei non pu far parte della squadra." Udii Claire sussurrare
a Jessica, arricciando il naso. "Lei appartiene alla classe dei bambini
ritardati!"
Molly trov divertente la battuta dell'amica. Rideva come una
matta.
Decisi di ignorarle, anche se sentivo la rabbia crescere dentro
di me. Dovevo rimanere concentrata.
Molti altri studenti entrarono in aula, delle classi quinte e
seste. Non li conoscevo molto bene quelli del sesto anno perch
avevano differenti orari per la ricreazione rispetto al mio. Mi chiedevo
se fossero pi intelligenti di noi della quinta. Hanno avuto
pi tempo per imparare le cose.
Alcuni ragazzi mi guardavano bisbigliando. Quando il signor
Dimming si affrett a portare una pila di fogli sigillati, egli analizz
l'aula per vedere chi c'era presente al test. Si accigli leggermente
quando mi vide, ma mise i documenti di prova sulla sua
cattedra e ci salut.
"Benvenuti" disse. "Sono cos felice che cos tanti di voi hanno
scelto di provare il test di questo pomeriggio. Sembra essere impegnativo
e divertente allo stesso tempo. Ci sono domande prima
di cominciare?"
Connor, naturalmente, alz la mano.
"S, Connor" il signor Dimming disse con un tono bonario.
"Uh, potremo avere della pizza durante il test come l'anno
scorso?"
"Non pensi che sia necessario formare la squadra prima?" Il
suo amico Rodney url.
"Rodney hai ragione. Facciamo una cosa alla volta." Il signor
Dimming prese in mano la pila di documenti di prova dalla cattedra
e li teneva stretti come un tesoro.
"Tengo in mano i documenti ufficiali del quiz Whiz-Kids di
Washington, vi legger le domande, proprio come durante la
gara ufficiale, e poi" Si ferm...
Ognuno degli allievi si guardava intorno per capire cosa stesse
turbando il signor D.
Io.
Il signor Dimming con in mano la pila di prove si schiar la
voce e affront Catherine: "Sai, io non credo che sia positivo per
Melody essere qui. Questa non  una attivit ricreativa di puro
divertimento. Lo scopo di questo incontro  quello di scegliere la
nostra squadra ufficiale."
Non stava nemmeno parlando a me. Stava guardando a destra
sopra la mia testa verso Catherine, come se io fossi invisibile. Ora
ero davvero arrabbiata.
Alzai il volume del Medi-Talker: "Io sono qui per fare il test."
Il signor Dimming sbianc. "Melody, non voglio ferire i tuoi
sentimenti. Il test  molto difficile."
"Sono molto intelligente."
"Io non voglio ferirti, Melody." Lui sembrava sincero. Pi o
meno.
"Sono tosta io", digitai.
"Forza, ragazza!" Rose improvvisamente disse. Pochi altri
bambini applaudirono dandomi cos il loro sostegno.
Questo mi faceva sentire un po'meglio. Solo un po'.
Catherine parlava ancora: "Per legge, non pu essere esclusa.
Dovreste saperlo."
"S, ma..."
"Leggi le domande agli studenti come avevi pianificato. Faranno
scrivere le risposte sul quaderno.
Melody registrer le sue risposte, poi le stamper per te."
"Come facciamo a sapere che non la starai aiutando?" Claire
chiese.
"Perch io non sar in aula", rispose Catherine.
"Peccato, perch potrebbe essere necessario un po'di aiuto!"
Catherine le sorrise, ma Claire subito distolse lo sguardo.
Dissi a Catherine: "Vai ora." Quasi la spinsi via.
"Grazie."
"Tua madre verr a prenderti?"
"S."
"Buona fortuna, Melody. Tu sei la mia campionessa, non importa
cosa succeder, capito?"
"Capito!" La salutai mentre lei lasciava l'aula.
Il signor Dimming alz le spalle e continu con le indicazioni:
"Ci sono un centinaio di domande in questo quiz.
Legger ogni domanda una sola volta e ogni risposta solo una
volta. Avrete trenta secondi per registrare ogni risposta. Si prega
di scrivere solo la lettera maiuscola : 'A', 'B', 'C, 'D' e talvolta 'E'.
Ci sono domande?"
Claire alz la mano.
"S?"
"Come facciamo a sapere che Melody non ha risposte memorizzate
nel suo computer? Per le persone normali non sono ammessi
computer."
"Perch sei cos preoccupata per Melody?" Rose rispose prima
che il signor D avesse la possibilit di farlo. "Hai paura che otterrai
un punteggio pi basso di lei?"
"Assolutamente no!"
"Allora stai tranquilla, cos possiamo iniziare."
Il signor D sorrise a Rose.
"Studenti tirate fuori due fogli di carta. Uno.su cui scrivere.
Uno per coprire le vostre risposte. Noi crediamo nella vostra onest,
ma un foglio aggiuntivo non pu far male."
Tutti si agitavano per trovare carta e penna. Un sentimento di
attesa silenziosa cadde sull'aula. Il signor Dimming scart il test
ufficiale e lo apr alla prima pagina.
"Cominciamo", disse con voce improvvisamente molto ufficiale.
"Numero uno. La capitale della Colombia :
A. Bruxelles
B. Santiago
C. Bogot
D. Giacarta"
Fece una pausa, mentre tutti scarabocchiavano le loro risposte.
Io cliccai la lettera C. Viva la vecchia signora V e il gioco delle
capitali!
"Il numero due", il signor Dimming continu."Gerontologia
 lo studio di:
A. anziani
B. gerundi
C. germi
D. rocce e gioielli"
Digitai la lettera A. Fin qui, tutto bene.
Il test continu per i successivi trenta minuti. Fece domande
su atomi e nuvole, su pesci e mammiferi, su religioni e presidenti
del passato.
Di alcune delle domande ero proprio sicura della risposta
data. Un paio le ho tirate ad indovinare. Le domande di matematica
mi facevano sudare. Era la cosa pi difficile, e la pi eccitante
che avessi mai fatto.
L'ultima domanda era difficilissima, da suicidio.
"E ora la numero cento" disse il signor D, con un sospiro di
sollievo. "L'intestino tenue di un adulto medio, se allungato, pi
o meno quanto misura?
A. da otto a dodici pollici
B. da uno a due piedi
C. da cinque a sette piedi
D. da venti a ventitr piedi"
Digitai la lettera D, sperando di indovinare, e tirai un sospiro
di sollievo. Era finito.
"Mettete le matite gi, per favore." ci disse il signor Dimming.
"Assicuratevi che il vostro nome sia scritto sul test, poi coprite il
test con il foglio bianco e passatelo a me."
Cos raccolse tutti i test mentre i ragazzi scrivevano i loro
nomi in tutta fretta, io intanto cliccai il pulsante di stampa sul
mio Medi-Talker. Un foglio contenente tutte le mie risposte usc
dal lato del computer. Il signor Dimming cammin di nuovo verso
di me e me lo strapp via dalle mani, senza guardarmi affatto.
"Abbiamo finito", disse alla classe. "Ai vostri genitori  stato
detto a che ora venire a prendervi, ma se qualcuno ha un problema
in merito, fatemi sapere. Lascer l'edificio quando tutti sarete
usciti tranquillamente da scuola."
Sapevo che Mamma probabilmente sarebbe venuta a prendermi.
Accesi la mia sedia a rotelle elettrica dirigendomi verso la porta.
"Melody", mi chiam il signor D.
Tornai indietro.
"Spero che non ti sia fatta scoraggiare da tutto questo. Stavo
solo cercando di proteggerti per evitare di ferirti."
"Sto bene" gli dissi.
"Domani annuncer i punteggi e i ragazzi che faranno parte
della squadra. Solo che non voglio che tu rimanga delusa."
"Capisco." Allora gli chiesi: "Saranno scelti i migliori otto?"
"S. Quattro membri del team e quattro riserve."
Ero stanca e iniziai a sbavare un po'. Ero sicura che lui pensasse
che io fossi un asino. Mi sentivo come la macchia rossa sulla
mia camicetta.
"Va bene. Buona notte."
"Buona notte, Melody. Ci vediamo domani. E, uh, si consiglia
di pulire la bocca." Mi pulii la bocca con la manica della mia camicetta..
Il pomodoro aveva macchiato la camicia gi macchiata.
Potevo immaginare cosa stesse pensando.
Mi ero quasi imbattuta in mia mamma mentre lei si affrettava
ad entrare in classe.
"Come  andata, tesoro?" mi chiese senza fiato.
"Bene, credo."
Poi disse al signor D: "Grazie per aver dato a Melody la possibilit
di partecipare."
"Il piacere  mio, signora Brooks. Melody  deliziosa e sono
stupito del suo grado di intelligenza e degli obiettivi raggiunti."
S, giusto. Una delizia con le labbra sporche di pomodoro e
una camicia sporca.
"Andiamo, Mamma", digitai. Ho bisogno di andare in bagno
e voglio andare a casa.

 Capitolo 21.

Andare in bagno a scuola mi faceva semplicemente schifo.
Dovevo essere alzata dalla sedia, messa sul gabinetto, e tenuta, per
non cadere. Poi qualcuno doveva pulirmi quando avevo finito.
Non  poi cos male quando c' mamma, ma  terribile quando
un assistente deve fare questo per me. Lei indossa guanti di plastica,
credo nel caso abbia qualche tipo di infezione o malattia. 
tutto molto imbarazzante.
Io di solito devo andare al bagno come prima cosa al mattino,
ma ero cos nervosa marted, che ho chiesto di essere portata due
volte. Poi sono andata a tutte le mie classi di integrazione.
Gli studenti che avevano provato il quiz-game non riuscivano
a smettere di parlare del test. Ascoltavo ogni parola.
"Non potevo crederci, quanto era facile il test", Connor si vantava.
"Scommetto che ho ottenuto un punteggio superiore a quello
che hai fatto tu", disse Claire con la sua voce arrogante.
"Pensavo che le domande di geografia fossero fuori dal test."
Rose aggiunse. "Non ho mai nemmeno sentito parlare di alcuni
di quei Paesi."
Jessica scosse la testa dicendo: "Neppure la parte di matematica
era molto semplice."
"Non riesco a credere che dobbiamo preoccuparci di questo
stupido test." Rodney comment. "Perch la concorrenza  in televisione,
gente!"
Connor rispose: "La copertura TV  qui in citt, ma se facciamo
la finale andremo a Washington dc, e sar teletrasmesso in tutto
il Paese. Se vinciamo, andremo a Buongiorno America. Mia nonna
da Philly e mia zia da Frisco potranno guardarmi. Diventer famoso!"
"Che cosa vuoi dire, se vinciamo, Connor?" Claire gli chiese.
"Non intendiamo battere la concorrenza?"
"S, di sicuro. Ho gi comprato un vestito nuovo per quando
andr in TV."
Rose alz gli occhi. "Pensavo che questo fosse un concorso di
squadra, Connor" le ricord.
"Hey! La squadra non sarebbe nulla senza di me!" Lui teneva
la mano in aria per darle il cinque.
Ascoltavo in silenzio dal fondo dell'aula. Quando suon la
campanella per indicare che era il momento in cui entrava il signor
Dimming in classe; le mie mani erano sudate.
Catherine venne in aula e mi sussurr in un orecchio: "Tranquilla.
Tu ce la farai."
Il signor Dimming fece zittire la classe e prese le presenze.
Perch gli insegnanti vanno cos lentamente quando vuoi
qualcosa da loro?
Infine, rimosse un foglio di carta dalla sua valigetta. "Ho corretto
i test del quiz-team tutta la scorsa notte e quindi molti di
coloro che hanno passato il quiz per partecipare al concorso sono
in questa classe, ho intenzione di condividere i risultati con voi
ora. Agli insegnanti che hanno in classe gli studenti che hanno
superato il test,  stata data questa stessa lista e stanno in questo
momento leggendo i risultati ai ragazzi."
"Quindi, leggi la lista!" Connor grid, alzandosi dal suo banco.
"Se il comportamento della classe fosse stato un fattore determinante
per partecipare al team-quiz, Connor, saresti nei guai"
disse il signor Dimming. "Calmati un attimo per favore."
Lo zitt e lo mise a sedere pesantemente.
"Prima di tutto, sono molto orgoglioso di tutti voi che avete
preso parte al test.  stato molto impegnativo e siete stati tutti
molto bravi."
Rose alz la mano.
"S, Rose?"
"Possiamo vedere le domande e le risposte pi tardi cos capiamo
dove abbiamo sbagliato?"
"Assolutamente.  un dato di fatto, useremo questo test come
uno strumento di apprendimento per studiare. Ma chiunque 
libero di vedere il test e controllare le proprie risposte."
"Per favore leggici i nomi!" disse Connor, in modo talmente
educato da non sembrare lui.
Il signor Dimming sorrise. "Va bene. Lo far. Legger prima
i nomi delle quattro riserve. Due della quinta elementare. Due
della sesta.
Amanda Firestone. Molly Nord. Elena Rodriguez. Rodney
Mosul."
Il mio cuore batteva a mille. Come ho fatto a sbagliare cos tante
domande? Forse il mio pollice ha digitato le lettere sbagliate.
Catherine stringeva la mia mano.
Molly e Rodney strillarono di gioia. Amanda e Elena sono nella
sesta elementare. Connor  tranquillo.
"E ora" continu il signor Dimming dicendo: "i nomi dei
quattro studenti che hanno ottenuto il punteggio pi alto e rappresenteranno
la nostra scuola alla competizione locale.
Le riserve li accompagneranno e saranno chiamati in causa
solo se uno dei membri del team risulti non in grado di partecipare
per qualsiasi motivo. Siete pronti?"
"Pronto", Connor disse piano. Notai che aveva le dita incrociate
dietro la schiena.
"Sono orgoglioso di annunciare che tutti e quattro sono della
nostra classe." Fece una pausa. "Sapere che tutti i finalisti sono
della quinta elementare mi gratifica, complimenti! Andiamo, evviva!"
"Abbiamo battuto quelli del sesto anno? Incredibile!" disse
Rodney.
"Ora leggi i nomi prima che Connor si faccia la pip addosso!"
Connor raggiunse Rodney sul retro e lo baci sulla nuca.
Il signor Dimming fece un respiro profondo. "I primi quattro
membri del nostro quiz-team saranno... Connor Bates..."
Connor lo interruppe con un sorriso arcigno.
Certo.
"E se posso continuare", disse il signor D sotto i suoi occhiali:
"Siamo lieti di accogliere Claire Wilson e Rose Spencer."
Claire sorrise compiaciuta.
"Ma sono solo tre", disse Connor, guardandosi intorno confuso.
"So contare, Connor" rispose il Signor Dimming seccato.
"Allora, chi  l'ultima persona della squadra?" chiese Molly.
Rapporto sul terremoto, il meteo annuncia: strana attivit"sismica"
proveniente da una scuola locale. Potrebbe essere il battito del cuore di
una ragazza - che batte troppo forte.
Il signor Dimming si schiar la voce: "Mi devo scusare. Credo
che tutti abbiamo sottovalutato un membro della nostra classe."
Rapporto sul terremoto: Questa  una bella notizia.
Egli continu: "Nei miei quindici anni di attivit scolastica durante
questa competizione non ho mai avuto un allievo che ha ottenuto
punteggio pieno. Il test  progettato per essere impegnativo,
per eliminare i candidati pi deboli. In una parola,  difficile."
"Non dirlo a me" Connor borbott.
"Quando Melody Brooks fece il test con noi la scorsa settimana,
pensai fosse un caso fortuito che lei avesse risposto cos bene alle
domande. Ma ieri Melody ha fatto altrettanto bene. Ha dato ogni
singola risposta in modo corretto." Lui si ferm, assicurandosi che
tutti stiamo capendo la situazione, e poi aggiunse: "Tutte."
Rapporto sul terremoto: Le pareti stanno crollando!
"Quindi lei  nella squadra?" Rose chiese, con voce incredula.
"S, lei  nella squadra."
"Ma... ma... che stranezza!" Claire disse.
"Tutti ci derideranno."
"Non ho intenzione di continuare questo discorso, intesi?"
disse il signor D, con tono severo. "Sono molto orgoglioso di Melody.
Mi dispiace aver sottovalutato la sua intelligenza, e sono
felice di averla nella nostra squadra."
Rapporto sul terremoto: Chiamate i paramedici. Una ragazza in
quinta elementare  sul punto di esplodere.
Tutti in classe mi guardavano. Catherine mi abbracci, Rose
mi fece un sorriso, e io cercavo di non scalciare e sbavare e quasi
volevo scusarmi con loro per essere parte della squadra.
"Il Whizkids apprezzer Melody?" chiese Molly.
Il signor Dimming la guard pensieroso. "Mi metter in contatto
con i funzionari del quiz-team e li metter al corrente della
nostra situazione speciale" disse. "Ma questo non vi riguarda.
Ora ascoltate! I membri del team si incontreranno tutti i giorni
dopo scuola per due ore per le prossime due settimane, fino alla
prima gara. Le sessioni di pratica sono obbligatorie. Ecco le pratiche
burocratiche per i vostri genitori da leggere e firmare. Sono
da restituire entro domani."
Rapporto sul terremoto: Aspettatevi grandi scosse di assestamento -
niente di tutto ci  mai capitato prima.
Pi ci penso, pi mi eccito.
Televisione! Ansia! Persone che mi guardano! Posso percepire
la tensione dentro di me. Le mie braccia e le mie gambe iniziano
una danza spasmodica, un tornado. La mia testa barcolla. Cerco
di non farlo, ma urlo - solo un po'.
Tutti si girarono udendomi. Vedevo Molly e Claire imitarmi,
e fare strani rumori. Alcune persone ridacchiavano. La faccia del
signor Dimming era sempre pi tesa.
Con tutte le mie energie, attraverso il mio pollice, dissi: "Andiamo."
Catherine ricevette il messaggio e corse da me.
Volevo trovare un buco per nascondermi.

 Capitolo 22.

Le due settimane successive passarono in un batter d'occhio.
A dispetto del mio atteggiamento strano di marted in classe,
mi presentai alle esercitazioni del mercoled pomeriggio come se
nulla fosse successo. Ero io. Non sono sicura di ci che gli altri
pensino. Non mi hanno detto niente in merito.
Cos, come ognuno dei membri della squadra - riserve e titolari
- rimasi ogni giorno dopo scuola per esercitarmi, dalle tre e
mezza alle sei.
Ancora non riuscivo a credere di far parte della squadra.
Va bene. La verit. C'era la squadra, e c'ero io, ed eravamo
nella stessa aula. Ma non eravamo una vera squadra. Essi apprezzarono
le mie risposte esatte, ma...
Quando il signor Dimming ci diede un questionario a risposta
multipla, bastava un attimo per digitare la lettera corretta sul mio
computer. Ma molti dei test di preparazione, richiedevano rapidit,
discussioni e io facevo fatica ad aggiungere ci che andava
detto - la maggior parte delle volte.
"Una delle parole pi lunghe in inglese  screeched"(*), Connor
annunci un pomeriggio mentre masticava una caramella al
lampone.
"Questa  una azzeccata parola per Melody" Claire disse mentre
mordeva la sua caramella.
Non potevo rispondere, e nessun altro lo fece. "Come si chiama
quel puntino che va sopra la lettera I?" chiese Elena al gruppo.
Conoscevo la risposta, ma mi ci volle troppo tempo per scrivere
la parola.
" chiamata apice" rispose Amanda velocemente. "Come il
cervello di un alunno di quinta!"
"Ooh, caspita!" disse Rodney.
Avevo programmato di digitare caspita ma ero troppo lenta e
lei lo disse prima di me. Il gruppo era gi su un'altra domanda.
Ooh, loro parlano velocemente.
"Chi fu il primo bambino nato nelle colonie americane?" chiese
Rose, leggendo la domanda da un mazzo di carte nelle sue
mani.
"Virginia Dare" rispose Elena. "Va bene,  il mio turno."
Scelse tra le sue carte colorate.
"Chi  stata la prima Miss America?"
"Questa  stupida", disse Connor. "Non ci chiederanno stupidate
del genere."
"Tu non conosci la risposta?" chiese Claire a Connor.
"Certo che lo so" Connor rispose sbuffando.
"Margaret Gorman. Era il 1921. Aveva sedici anni e, probabilmente,
era pi bella di te!" Connor e Rodney erano i soli a ridere.
Rodney entr nel discorso dicendo: "Ho una domanda cattiva.
Che cosa  la pediculosi?"
Senza perdere un colpo, Rose rispose: "Quando hai i pidocchi!
Beh. Lo sai per esperienza personale?"
"Certo che no. Stavo solo cercando una parola difficile" disse
Rodney.
Rodney e Connor stavolta non risero.
"Volete una parola difficile - ne ho una", Amanda disse al
gruppo. "Che cosa  esadattilia?"
Nessuno rispose d'impatto cos io ho avuto il tempo di digitare
il numero sei seguito dalla parola dita e di digitare il tasto play
per far sentire a tutti la mia risposta.
"Ottimo lavoro, Melody!" disse Elena.
"Come fa a sapere tutte queste cose?" bisbigli Claire a Rose.
"Lei  intelligente!" disse Rose, sfogliando altre carte.
"Ma sembrer strana in tv, non credi?" continu Claire come
se io fossi sorda.
Ero pronta. Avevo scritto un paio di cose la notte prima, quindi
tutto quello che dovevo fare era premere un pulsante. "La tv fa
sembrare strane tante persone" disse tramite il computer. "Forse
anche te, Claire."
"Ooh, sentila come si difende!" Connor replic.
"Bella questa, Melody!"
Se avessi potuto ballare, lo avrei fatto!
Tutto pass velocemente.
Il team continuava ad esercitarsi. Erano troppo veloci, non riuscivo
a stargli dietro. Ascoltavo comunque e memorizzavo tutto.
"Qual  l'unica roccia che galleggia?"
"Pomice."
"Quanti cromosomi ha un essere umano?"
"Quarantasei."
"Qual  stato il primo stato a permettere alle donne di votare?"
"Wyoming."
"Qual  il primo nome del signor Dimming?"
"Wallace!"
Tutti ridevamo di gusto.
Al termine di ogni sessione di preparazione, il signor Dimming
ci dava altri test ufficiali provenienti dal quartier generale
nazionale.
Con le risposte multiple me la cavavo alla grande, ma volevo
studiare insieme al resto della classe.
Un gioved, nel bel mezzo di una sessione di pratica, la mamma
di Rose ordin pizza per tutti e la fece consegnare a scuola.
"Tua mamma  una grande", disse Connor.
"Troppo facile Connor" Rose rispose con un sorriso.
Tutti si precipitarono a prendere un pezzo di pizza caldo. Ero
affamata come il resto della classe, ma rimasi seduta l.
"Non vuoi un po' di pizza?" mi chiese Elena. "Vado a prenderne
un pezzo per te." Lei non parlava mai durante le esercitazioni,
prendeva appunti e voti alti.
"Non ho fame."
Come potevo spiegarle che senza Catherine o mia mamma o
la signora V, non ero in grado di mangiare? Dovevo essere imboccata
come un bambino. E combinavo pasticci lo stesso.
Quando mia madre venne a prendermi, mi chiese se volevo
fermarmi a Pizza Hut sulla strada verso casa.
Dissi di no con un cenno del capo.

*. in italiano: strillato, urlato
 
Capitolo 23.

Il giorno della gara ufficiale era soleggiato, ma gelido. Avevo i brividi
all'inizio di marzo, ad aspettare il pullman con la signora V.
Mi sentivo bene nella mia giacca.
Avevamo deciso di utilizzare la sedia manuale oggi anzich quella
elettrica, nonostante sia un po' pi pesante da maneggiare per Mamma.
"Pronta, Mello Yello?" mi chiese la signora V.
"Oh, s!"
"Come va con tutte quelle nozioni incastrate nella tua mente?
La tua testa sembra scoppiare" disse ironicamente la signora V.
"Oh, s!" dissi sorridendo.
"Farai bene. Meglio che bene. Sarai una bomba! Sorprendente!"
disse la signora V.
"Oh, s!" cliccai di nuovo.
"Saremo nel pubblico ad applaudirti."
"E la squadra?"
"Ci sono altri nella squadra?" chiese baciandomi sulla fronte.
"Pensavo fossi l'unica!"
"E le squadre delle altre scuole?"
"Non preoccuparti, sei pi intelligente di tutti loro messi insieme!
Cos faremo il tifo pi forte - tua mamma, pap, io e Penny."
"Sto bene cos?"
La signora V mi sguadr. "Sembri una star televisiva!"
rispose. "Tua madre ha messo una camicetta in pi nella tua cartella,
giusto in caso ti dovessi sporcare. Catherine sapr cosa fare."
Sono contenta che Catherine verr con noi, e credo che sia felice
anche il signor Dimming. "Dimmi il piano di nuovo."
"Tua mamma verr a prenderti a scuola, ti porter a mangiare un
boccone, e ti porter allo studio televisivo circa quindici minuti prima
degli altri concorrenti. Penny, tuo padre ed io ci incontreremo l."
"Non si spaventeranno i telespettatori vedendomi?"
"Sanno della tua presenza. In realt,  possibile che alcuni
giornalisti saranno l per farti delle domande."
"A me? Perch?" Non riesco a immaginare perch un giornalista
voglia parlare con qualcuno che pu parlare solo
attraverso una macchina. Che situazione noiosa.
"Sei una meravigliosa storia di interesse umano. Altre persone potrebbero
essere interessate a conoscere maggiori dettagli sulla tua vita."
"Si prenderanno gioco di me?" Mi sudano le mani al solo
pensiero.
La signora V prende le mie mani nelle sue. "Niente affatto.
Ti ammireranno, ne sono sicura, per il tuo omaggio a Stephen
Hawking. Sono fortunati! Tu rappresenti la Spaulding Street Elementary
School."
"Lo spero."
"Ecco il tuo bus. Divertiti, Melody. Ci vediamo stasera."
Ho cercato di passare l'intera giornata senza rovesciarmi nulla
addosso. Sono sollevata nel vedere Mamma al suono dell'ultima
campanella. Dopo un pasto veloce di maccheroni e mousse alle
mele in auto - Mamma intelligente, niente di rosso - ci dirigemmo
in centro.
Cercammo un posto auto per disabili proprio di fronte allo
studio, e dopo il solito iter per scaricare me e la sedia gi per le
rampe dell'auto, farmi sedere, allacciarmi e poi accendere Elvira,
mi accompagn dentro. La receptionist, una piacevole donna formosa
con un sacco di trucco e capelli mossi, ci indirizz verso la
sala di attesa.
Devo realizzare. Tutto quello che si vede in tv  finto. Vedo i
luoghi dove girano i film. Mentre guardo un telegiornale da casa,
sembra che i giornalisti siano seduti davanti a un'enorme finestra.
Ma  solo un dipinto, ed  anche abbastanza piccolo. Cos
come la scrivania dove siedono i giornalisti.
Sembra molto pi grande da casa.
Riconosco un paio di giornalisti che seguo ogni giorno. Non
riesco a credere quanto magra sia la signora della mattina. In tv
sembra meno magra. Io sembrer un pallone gigante quando le
telecamere mi inquadreranno.
Parlando di telecamere, sono enormi - come giganti, neri esseri
spaziali meccanici con le ruote. I ragazzi con le cuffie e le donne
con le cartellette corrono intorno allo studio cercando cose. La
parte posteriore dello studio  scura, ma il luogo in cui il concorso
si svolger  illuminato a giorno.
Riesco a vedere dove le squadre staranno e i grandi pulsanti
da spingere per le risposte.
In un'altra stanza, dietro tutte le telecamere e il palco, ci sono
le panchine dove il pubblico siede. Alcune persone hanno gi preso
posto. Riesco a vederle attraverso una grande vetrata.
Sobbalzo quando Catherine mi chiama toccandomi la spalla.
"Affascinante, vero?"
"Davvero" digitai.
Lei e la mamma chiacchierano un po' prima che l'uomo vestito
con jeans e felpa si avvicini a noi. "Scusami" mi disse: "Sei
Melody Brooks?"
Sorpresa, ho subito cliccato "S."
"Il mio nome  Paul, e sono il direttore di scena." La sua enorme
mano intrappola la mia nel presentarsi. "Sono contento che tu
sia qui prima. Vediamo se abbiamo programmato il tutto correttamente.
Siamo davvero felici della tua partecipazione."
Mi parl direttamente, non parl con mamma o con Catherine!
Mi  piaciuto da subito.
Entriamo in studio, attenti ad evitare i cavi e I fili, e passiamo
nella zona in cui la competizione avr luogo.
"Qui  dove i membri di ogni squadra siederanno" mi spieg.
"Ognuno ha quattro grandi pulsanti da spingere. Il rosso  per la
lettera A, blu  per la lettera B, giallo  per la lettera C e verde
 per la lettera D."
Annuisco.
"E qui, signorina Melody,  dove tu siederai. Proprio accanto
ai tuoi compagni di squadra. Ho sistemato una lavagna speciale
per consentire le tue risposte e l'ho messa all'altezza della tua sedia
a rotelle." Sembra piuttosto orgoglioso di s, e della postazione
speciale che mi sta mostrando.
"Wow!" digitai. "Questa  perfetta. Come lo sapevi?"
"Mio figlio  in sedia a rotelle", disse scrollando le spalle. "Io
costruisco sempre cose per Rusty, ma non c' possibilit che lui riesca
a fare quello che stai facendo tu." Si inginocchi e mi guard
negli occhi. "Battili tutti campionessa! Rusty ti star guardando."
"Va bene!" digitai. "Per Rusty."
Mi port nella mia postazione con i quattro pulsanti colorati.
Sono abbastanza grandi da colpirli senza sbagliarmi; sono pi facili
da usare del mio Medi-Talker. Non devo neppure mirare con
il pollice talmente sono grandi - posso usare tutto il mio pugno.
Quando premo il tasto rosso, la lettera A si accende e lo
schermo di fronte a me memorizza la risposta.
"Grazie, Paul" digitai. "Molte, molte grazie."
Mi strizz l'occhio, si assicur che tutti i pulsanti funzionassero
al meglio, poi mi disse che ci saremmo visti pi tardi.
"Ce la posso fare" dissi a Mamma e a Catherine. "Sonopronta."
Il resto del nostro gruppo inizi ad arrivare. Connor, vestito in
abito nero con una cravatta rossa, sta molto bene. Rose, arrossiva
nervosa, vestita di blu pallido.
"Ciao, Melody" disse. "Hai paura?"
"No! Niente affatto " digitai.
"Mia madre mi ha fatto indossare questa cravatta" si lamentava
Connor mettendo il dito nel colletto della camicia per allargarlo.
"Spero di non soffocare in diretta tv!"
Se succede, almeno l'attenzione sar su di lui invece che su
di me. Che cosa accadrebbe se facessi qualcosa di stupido o mi
mettessi a sbavare mentre la telecamera mi fa un primo piano?
Amanda, Rodney, Molly, ed Elena, le riserve - sembrano un
po' tristi vagando nello studio. Loro non avranno la possibilit di
partecipare a meno che non venga squalificato uno di noi quattro;
o a causa dello svenimento di Connor o per le mie convulsioni.
"Tutto bene?" sentivo Rose chiedere ad Amanda.
"Sono vestita di tutto punto per niente."
"Ti capisco" disse Rose.
"In bocca al lupo", le disse Amanda.
"Davvero?" sorrise Rose.
"Questo  quello che si dovrebbe dire per portare fortuna"
spieg Amanda.
"Lo so. Ma guarda che alle finali di Washington, andranno sei
persone della squadra, non quattro. Questo d maggiori possibilit
di partecipare."
"Quindi, andate a vincere!"
"Sar fatto!"
Claire e Molly fanno smorfie davanti alle telecamere, desiderando
di essere inquadrate. Nessuna delle due parla con me.
"Guarda, Claire!" disse Molly, nella sua voce, per una volta, il
timore per qualcosa. "Puoi vedere il tuo riflesso in quella telecamera
laggi!"
"Ti sembro a posto?" chiese Claire, sistemandosi il vestito.
"Stai benissimo" le assicur Molly.
"Sai, in realt ci dovresti essere tu lass invece di Melody",
disse Claire abbastanza forte da farmi sentire.
"Beh, sono pronta se combina qualche guaio" sussurr Molly.
Io appena scossi la testa e pensai: Cancella, Cancella, Cancella.
Non mi far trasmettere la loro negativit. Non mi turberanno.
Ho ben altro di cui preoccuparmi.
Il signor Dimming arriv di fretta, indossando un nuovissimo
completo blu, una camicia bianca candida, e un giubbotto rosso e una
cravatta. L'intera squadra lo salut, e Connor gli diede un forte cinque.
Ci ronz intorno per un po', come un calabrone nervoso.
Cerc di cogliere i dettagli, ci augur buona fortuna, poi and
a sedersi nella zona di osservazione. Nessun insegnante era ammesso
vicino agli studenti durante la competizione. Catherine
poteva stare dietro giusto in caso di una mia emergenza.
Altre squadre iniziano a riempire lo studio. Una squadra, dalla
Green Hills Academy,  tutta vestita con maglioni verdi.
Non era una cattiva idea, ma i maglioni erano orribili.
Un'altra squadra, dalla Crown Elementary, indossava piccole corone
finte sulle loro teste. Mi sembravano un po' troppo sopra le righe.
La nostra squadra non aveva niente di speciale. Non ne avevano
bisogno. Loro avevano me.

 Capitolo 24.

 l'ora X.
"Telecamere accese!" Qualcuno url. "Cinque, quattro, tre,
due..." esclam l'uomo al centro della scena.
Il moderatore, un ragazzo magro, con i capelli ingellati, lev
un granello di polvere dal suo smoking, si aggiust la cravatta
rossa a righe, e cominci a parlare. "Buonasera!" disse con quella
tipica voce da presentatore. "Il mio nome  Charles Kingsley, e
vorrei darvi il benvenuto a il Whiz Kids Southwest Ohio Regional
Competition." Applausi da tutto lo studio.
"Tra due settimane il vincitore di questa competizione si recher
a Washington, per rappresentare la nostra regione ai campionati
nazionali."
Altri applausi.
"Auguriamo buona fortuna a tutti i nostri giovani concorrenti!"
Lo studio si calm.
"Le regole sono semplici" spieg il signor Kingsley. "Far venticinque
domande. Ogni risposta corretta di ogni membro di ciascuna
squadra vale un punto, in modo che il punteggio massimo
totale sar di cento punti."
Momento di pausa.
Poi annunci: "Le due squadre con il pi alto punteggio di tutti
si scontreranno per quello che abbiamo chiamato 'quiz-off', cos i
punti totali saranno cruciali. Il vincitore della serie finale di domande
del quiz sar dichiarato il nostro campione locale della scuola
elementare e parteciper alle nazionali di Washington. La squadra
che emerger come campione del quiz apparir in diretta sulla televisione
nazionale su Buongiorno America domani mattina!"
Applausi e applausi.
"Le nostre prime due squadre a competere stasera saranno la
Woodland Elementary e la Spaulding Street Elementary.
Prendete i vostri posti, signore e signori."
I quattro concorrenti provenienti da Woodland e gli altri tre
membri della nostra squadra camminavano verso l'area domande con le telecamere puntate addosso. Catherine mi port alla
mia posizione, assicurandosi che riuscissi a raggiungere i pulsanti
con facilit, poi mi diede un veloce abbraccio e si allontan.
"Mi piacerebbe prendere un momento", disse il signor Kingsley
"per presentare un concorrente davvero molto speciale. Il
suo nome  Melody Brooks."
Le telecamere puntarono tutte nella mia direzione. Le luci dellostudio erano incredibilmente brillanti e calde. Sbattevo le palpebre
rapidamente. Mi sentivo sudata.
"Anche se gli altri concorrenti staranno in piedi, Melody sar
seduta mentre risponder alle domande. Abbiamo fatto delle
modifiche alla postazione cos che potr facilmente accedere ai
pulsanti, ma niente di pi. Ho sentito dire che  un concorrente
forte."
Cercavo di salutare con la mano, ma certamente apparivo goffa
e traballante, cos la abbassai.
Rose era accanto a me, con Connor nel mezzo e Claire sul fondo.
"Mi sento come se dovessi vomitare" bisbigli Claire.
"Non ci provare!" sibil Connor.
"Inizieremo con un giro di prova, in modo da farvi familiarizzare
con il nostro sistema di risposta, con pulsanti. Siete tutti
pronti?
Quale dei seguenti  un mammifero?
A. Gatto
B. Uccello
C. Tartaruga
D. Ragno"
Tutti, me compreso, risposero A, ovviamente. Gli schermi di
fronte a noi si illuminarono con la lettera A.
"Sperate che tutte le domande siano cos facili?" chiese il signor
Kingsley ridacchiando.
S, giusto.
"Ricordate due cose", ricord a tutti: "In primo luogo, questa
 una competizione a squadre, e secondo, questo non  un test di
velocit, ma di precisione. Le squadre otterranno pi punti se tutti
e quattro i concorrenti danno la risposta corretta. E le due squadre
con il maggior numero di punti si scontreranno nelle finali.
Pronti?"
"Pronto!" risposero i sette concorrenti sul palco.
Stavo per cliccare la parola pronta sulla mia lavagna comunicativa,
ma decisi di concentrarmi sul contesto.
"Il primo turno sar composto da venticinque domande. Iniziamo.
Numero uno."
Ero tesa. Ci siamo!
"La vita media di un efemerottero adulto va da:
A. Un minuto a un'ora
B. Trenta minuti a un giorno
C. Un giorno ad una settimana
D. Due settimane ad un mese"
Bing! Bing! Bing! Bing! Ognuno colpisce il proprio pulsante.
Una volta che le risposte venivano memorizzate, erano visualizzate
le risposte date. Tutta la mia squadra rispose B. Una persona
della Woodland rispose A.
Il signor Kingsley sorrise e disse: "Woodland ha tre punti e
Spaulding ora ha quattro con tutte risposte corrette."
Siamo in grado di farcela. Posso farcela. Andiamo avanti con la prossima
domanda!
"Numero due" esclam. "Le battaglie di Lexington e Concord
nella Guerra d'indipendenza Americana furono combattuto in
che anno?
A. 1774
B. 1775
C. 1776
D. 1777"
Che sia la A  un po'difficile. Digitai B. Cos fecero anche gli
altri. Il risultato ora era di sette a otto.
Il signor Kingsley continu: "Nella letteratura la parola ossimoro indica quale delle seguenti definizioni?
A. Una combinazione di parole contraddittorie
B. Il risultato di una sequenza di eventi
C. Un riferimento implicito ad un evento letterario o storico
D. Un racconto simbolico o narrativo."
Ero abbastanza sicura che la risposta fosse la A, ma quella parola
potrebbe anche indicare "bambina stupida che pensa di aver
vinto la competizione nazionale."
Quando la risposta venne mostrata sullo schermo, Connor
cap di aver sbagliato, e cos altri due membri della Woodland.
Quindi, il punteggio ora era: nove per Woodland, undici per
Spaulding.
Eravamo ancora in testa, ma avevamo ancora ventidue domande
a cui rispondere.
"La domanda successiva" disse il signor Kingsley " di matematica."
Oh, no. Sono cavoli amari.
"Ci sono 2480 dipinti in un museo d'arte. Il museo ha 124 sale.
Quanti quadri ci sono per ogni stanza?
A. 10
B. 20
C. 60
D. 200"
Cavoli, fammi pensare - devo visualizzare un museo... le stanze...
egli incantevoli quadri.
Quanti in una stanza? Non sono sicura. Divido cosa per cosa? Non
sono sicura. Sto per rispondere 60.
Quando lampeggi la risposta B, mi sentivo come un'idiota.
Ma anche Rose sbagli, e cos anche altri due membri della
Woodland. Il punteggio  pari a 13-11.
Con il tempo si arriv alla venticinquesima domanda, ero sudata
ed assetata, ma ero gasata. Il punteggio continuava a oscillare;
a volte in vantaggio noi, a volte loro.
Risposi alla maggior parte delle domande di arte in modo corretto,
ma su quelle di matematica caddi come una pera cotta.
Connor non sapeva fare lo spelling delle parole, cos sbagli
molte delle risposte. Rose era debole in storia. Claire aveva problemi
con la scienza. La squadra Woodland era pi o meno come noi.
"Veniamo ora alla domanda finale per le nostre prime due
squadre" annunci il signor Kingsley. Si schiar la voce e inizi:
"Un evento atmosferico che misura 6,5 della
Scala Richter sarebbe un:
A. Tornado
B. Uragano
C. Terremoto
D. Tsunami"
Bing! Bing! Bing! Bing!
Risposi C e mi rilassai. Non mi venne nemmeno uno spasmo.
Connor, Rose, e Claire risposero in modo corretto. Due persone
del team Woodland risposero "Uragano", invece. Quando
i risultati vennero conteggiati, la nostra squadra aveva un totale
di ottantuno punti. La Woodland fin a settantasette punti totali.
"Congratulazioni, Spaulding!" disse il signor Kingsley con un
sorriso smagliante. "Le due squadre con il punteggio pi alto si
incontreranno per la fase finale pi tardi in serata. Buona fortuna,
e speriamo di rivedervi."
Vittoria! Per il primo round.
Come lo spettacolo si interruppe per la pubblicit, ci scortarono
in una stanza speciale nel retro. Gli studenti della Woodland
sembravano davvero delusi. Erano fuori dai giochi ormai. Tutto
quello che potevano fare ora era seguire le altre due squadre in
gara.
Mamma, Pap, Penny, la signora V, e Catherine, mi stavano attendendo
nella stanza sul retro per abbracciarmi e baciarmi come
se avessi vinto alla lotteria o qualcosa del genere. Catherine fece
una breve danza dalla felicit. Pap mi disse che mi aveva ripreso
durante la gara con la sua cinepresa.
"Sei stata grande Melody!" url la signora V.
"Sono tremendamente orgogliosa di te, tesoro!" disse mia
Mamma.
"Posso avere una Coca Cola?" digitai il pi velocemente possibile.
Ero senza fiato.
Tutti ridevano mentre Catherine correva per cercare un bicchiere
di carta per me. Le bevande gassate erano su un tavolo per
i concorrenti in attesa.
Mamma mi spruzz in bocca sorsi di Coca, uno alla volta, assicurandosi
di non sporcarmi la camicia. Ero cos assetata, tanto da
disinteressarmi degli sguardi altrui fissi su di me.
Il signor Dimming, dopo aver parlato con Rose, Connor e
Claire, si avvicin verso di noi, raggiante. E disse: "Melody, mi
hai elettrizzato! Sei stata fantastica l fuori! Sono cos orgoglioso
di tutta la nostra squadra ed estremamente orgoglioso di te."
"Grazie" digitai. "E poi?"
"Aspettiamo il risultato delle prossime due squadre, poi incontreremo
e batteremo la vincente, e prepareremo le valigie per
Washington!"
"Non prepariamo ancora le valigie" digitai con un sorriso sul
mio volto.
"Sono pronte da dieci anni", mi disse. "Ho aspettato la squadra
giusta. Questo  il nostro anno. Ne sono certo."
Lui si allontan per parlare con gli altri genitori. Non avevo
idea di cosa significasse tutto questo per lui.
Rose si avvicin e si accovacci accanto a Penny. "Mi piace il
tuo cappello" disse a Penny, che aveva Doodle in braccio e indossava
un cappello blu a pois con una piuma rossa.
"Wo - sie!" disse Penny allegramente.
"Chi  la mia bambina preferita?" Rose le sussurr.
"Wo - sie!" Ripet Penny.
"Sei stata brava, Melody" mi disse Rose.
"Anche tu" digitai.
"Dici che abbiamo una chance per la finale?"
"Certo!"
"E per Washington?"
"Certo!"
"E per Buongiorno America?"
"Oh, s!"
Claire era all'altro lato della stanza con i suoi genitori, ma
Connor and accanto a Rose.
"Va tutto bene, Melody" disse. "Mi hai battuto su un paio di
domande!"
"Tu sei forte in matematica" gli dissi.
"Lo so", rispose con un sorriso. "Ma ancora non so fare lo
spelling delle parole! Spero che non ci siano domande sullo spelling
nelle finali."
"Devo andare in bagno!" disse all'improvviso Rose. "Sono
cos nervosa per le finali". Conosco la sensazione. Farfalle nello
stomaco.
Quando noi eravamo ripresi, il tempo non passava mai, ma
era solo un'impressione. La squadra con le piccole corone vinse
il secondo round con settantanove punti. Poi, in mezz'ora, la
Edison Elementary si aggiudic il terzo turno con il punteggio di
ottanta.
Infine, una scuola chiamata Perry Valley vinse il quarto turno
con ottantadue punti, solo un punto in pi di noi.
"Guardali" mi disse la signora V mentre entravano nella stanza,
eccitati e vittoriosi. "Sono stati davvero bravi."
"Dovremmo temerli?" chiesi.
"Certo che no! La nostra squadra  la migliore perch ha
un'arma segreta - tu!"
Improvvisamente, i tecnici di sala vennero a prenderci per riportarci
sul palco. "Perry Valley e Spaulding Street, abbiamo bisogno
di voi nuovamente in scena per le finali!
Voi siete le nostre due scuole con il punteggio pi alto. Congratulazioni!"
Correvamo in fretta ai nostri posti.
Le luci sembravano pi brillanti, ora.
Il signor Kingsley ritorn alla sua posizione, prese il suo microfono
regolato dai fonici e grid: "Bentornati, signore e signori,
per la fase finale del nostro Whiz Kids! I vincitori di questo round
rappresenteranno tutti noi a Washington, tra due settimane! Tutti
i membri della squadra vincente, insieme ai loro accompagnatori,
riceveranno un viaggio tutto spesato verso la Capitale della nostra
nazione, per tre notti in un hotel, e tour della citt."
"Trofeo! Trofeo" urlava qualcuno.
"Oh, il famoso premio Whiz Kids Championship! La squadra
vincente a Washington porter a casa quell'enorme trofeo dorato,
parteciperanno a Buongiorno America, e la loro scuola ricever
duemila dollari da utilizzare per attivit scolastiche!"
Tante urla ed eccitazione generale per questo.
"Cominciamo. Squadre, siete pronte?"
"Pronti!" risposero tutti.
Anch'io ero pronta.
  Capitolo 25.

Oh mio Dio! Che serata! Non riesco ancora a credere che tutto questo
sia successo davvero.
Il signor Kingsley a un certo punto spieg: "Le domande questa volta
saranno un po' pi difficili.
Il punteggio, tuttavia, sar lo stesso. La squadra con il miglior punteggio
su cento possibili punti sar il nostro campione. "
Raccolse le carte che contenevano le domande del quiz e sorrise.
"Domanda numero uno:
Che cosa  la 'diplopia'?
A. Doppia visione
B. Mancinismo
C. Una malattia delle gengive
D. Una forma di cancro"
Oh, caspita! Non stava scherzando! Questo stava diventando
un turno davvero tosto. Ero sicura che la risposta fosse la A.
Quando la risposta fu rivelata: "Doppia visione!" avevo risposto
correttamente.
Wow, evviva!
Rose, Connor, ed io avevamo dato la risposta esatta. Claire la
sbagli.
Tutti i membri del team di Perry Valley risposero correttamente.
Il punteggio era tre a quattro.
"Numero due", disse il signor Kingsley. "Chi  il compositore
di Rhapsody in Blue?
A. Mozart
B. Gershwin
C. Copeland
D. Beethoven"
Bing! Bing! Bing! Bing!
Grazie ai miei genitori e alla signora V, questa domanda era
un po' pi facile. Spinsi il pulsante B. Una persona della Perry
Valley sbagli, e Claire sbagli ancora. Eravamo ora sei a sette,
con Perry Valley in testa.
Tutti potevano percepire la tensione.
Le altre venti domande erano inerenti a leoni nella giungla,
gravit nello spazio, autori di famosi libri e matematica. Alcune
le avevo persino azzeccate.
Bing! Bing! Bing! Bing!
Anche Connor super una difficile domanda in ortografia e
Claire una domanda difficile di storia, Perry Valley mantenne
uno o due punti di vantaggio su di noi.
Eravamo verso la fine del turno di domande. Perry Valley ci
aveva superato su una domanda di matematica ed era avanti di
tre punti. La situazione era piuttosto critica per noi, con un punteggio
di 78-81.
Guardai Connor.
Il sudore gli colava dal naso.
Poi chiese il signor Kingsley: "La condizione in cui una persona
pu essere in grado di sentire i colori o visualizzare sapori
quando la musica viene suonata  chiamata:
A. Sintesi
B. Simbiosi
C. Sinestesia
D. Simbolismo."
Sorrisi e spinsi C. Non solo era nel vocabolario della signora
V, ma era in me!
Ho tirato un sospiro di sollievo quando ho capito che Connor,
Claire e Rose avevano scelto la risposta esatta. Quando i risultati
furono conteggiati, un solo membro dei Perry Valley aveva risposto
correttamente.
Il punteggio ora era pari 82-82. Era arrivato il momento
dell'ultima domanda. Questa avrebbe determinato il gruppo che
sarebbe andato a Washington. Guardai Rose e gli altri. Tutti abbiamo
deglutito nello stesso momento.
"E ora l'ultima domanda della serata" inizi il signor Kingsley:
" un problema di matematica."
Gemetti dentro di me. Ne va del nostro viaggio a Washington! Oppure
tornare in quinta H e nascondersi l per i prossimi mille anni.
"Numero venticinque" disse lentamente il signor Kingsley.
"Lisa si alza ogni mattina e si prepara per andare a scuola. Ci
impiega 22 minuti per vestirsi, 18 minuti per fare colazione, e 10
minuti per andare a scuola a piedi.
A che ora si dovrebbe svegliare Lisa per arrivare a scuola alle
07,25?
A. 06,15
B. 06,20
C. 06,25
D. 06,35"
Devo aggiungere, quindi sottrarre. Come faccio a sottrarre il tempo?
Ho bisogno di vedere un orologio! Sto andando in confusione! Il tempo
sta per scadere! Non posso sbagliare proprio ora!
Avrebbe potuto essere C, ma avrebbe potuto essere anche D.
Pensai un attimo ancora, poi risposi D, sentendomi i sintomi del
vomito. Le risposte apparvero sullo schermo. Ognuno nella nostra
squadra rispose D. O avevamo azzeccato tutti o avevamo
tutti gravi problemi con la matematica. Tre studenti della Perry
Valley risposero D. Uno invece C.
"Bene, sembra che abbiamo un vincitore, signore e signori!
Sono molto lieto di annunciare che la squadra che ci rappresenter
a Washington DC, quest'anno, la squadra che speriamo di
vedere su Buongiorno America, con il punteggio di 86-85, ..."
Fece una pausa a effetto. "Spaulding Street Elementary School!"
Non potevo crederci. Strillai. Calciai. Le mie braccia sbattevano
in modo folle. Cercavo davvero di controllarmi, ma non ci
riuscivo. Il mio corpo era impazzito senza controllo.
"Fatela tacere!" sibil Claire.
"Shhh" Rose sussurr a denti stretti.
"Grazie per aver seguito la nostra trasmissione televisiva" disse
il signor Kingsley, lanciandomi una rapida occhiata. "Unitevi a
noi tra due settimane quando trasmetteremo le finali da Washington.
Buonanotte da Charles Kingsley."
Segnalarono la fine della trasmissione, le telecamere e le luci si
spensero, fortunatamente.
Non riuscivo a smettere di calciare. Le mie braccia si agitavano
tantissimo. Urlavo di gioia. Stavolta nessuno mi not, perch
i fischi e le urla di molte persone sul palco, coprivano ogni mio
rumore.
Pap prese per mano Penny e la videocamera nell'altra. Mamma,
Catherine, e la signora V mi corsero incontro e quasi mi soffocarono
dagli abbracci. La signora V tent di non sembrare sorpresa
dell'evento, ma il suo enorme sorriso la ingann.
Il signor Dimming, le riserve, e tutti i genitori degli altri
bambini della squadra si congratulavano tra loro. Uno dei genitori
lanci coriandoli su di noi. Palloncini apparirono ovunque. Qualcuno
in studio mise la canzone "Celebration" a tutto volume. Le
persone incominciarono a ballare.
Milioni di foto. Pazzesco, anche a me! Feci del mio meglio per
calmarmi.
"Sorridi, Melody!" disse un ragazzo con un berretto da baseball.
Click! Flash!
"Qualcuno pu sedersi di fianco a lei?"
Click! Flash!
"Facciamo una foto con la ragazza sulla sedia a rotelle!"
Credo che quel ragazzo fosse un giornalista.
Click! Flash!
"Dov' la squadra vincitrice?" chiese ad alta voce un altro
giornalista. "Vogliamo una foto della squadra per il giornale! Perch
non andate tutti intorno a Melody? Bene, ora sorridete!"
Click! Flash!
Riuscivo a malapena a vedere. Puntini blu danzavano davanti
ai miei occhi.
"Vogliamo la squadra vincente per un'intervista in tv!"
Qualcuno grid: "Possiamo farli venire qui?"
Un macchinista chiam i ragazzi sparsi per lo studio. Connor,
Rose, e Claire erano seduti accanto a me. Amanda, Molly, Elena,
e Rodney erano in piedi dietro di noi. Il signor Dimming era accanto
a Rodney.
Speravo di non essere goffa e spettinata.
Il giornalista mise a tacere la folla appena il cameraman ci inquadr.
"Buonasera. Io sono Elizabeth Ochoa di Channel Six News.
Sono qui per parlare con gli studenti della Spaulding Street Elementary
School, membri vittoriosi del concorso Whiz Kids tenutosi
qui stasera. Si tratta di otto dei pi brillanti giovani della
nostra comunit. Incontriamoli. Inizieremo dalla fila posteriore,
con le riserve, coloro che entreranno in gara se i membri titolari
non potranno partecipare. Per favore, dimmi il tuo nome e l'et",
chiese mettendo il microfono davanti a ogni studente.
"Amanda Firestone, dodici anni."
"Molly Nord, undici anni."
"Elena Rodriguez, dodici anni."
"Rodney Mosul, undici anni e mezzo."
La giornalista Ochoa continu: "E seduta di fronte a me la
squadra vincente! Per favore ditemi i vostri nomi."
"Il mio nome  Claire Wilson, ho undici, e ho ottenuto pi
punti di chiunque altro nella mia squadra."
"Buon per te" disse la signora Ochoa. "So che hai studiato tanto
per questo." La giornalista velocemente pass a Rose.
"E tu sei...?"
"Rose Spencer, undici anni", disse Rose, timidamente.
"Per cosa ti distingui stasera?" chiese la giornalista appena la
telecamera la inquadr.
"Partecipai anche lo scorso anno, e perdemmo per pochi punti,
quindi  stato davvero molto eccitante vincere stavolta. Sono
davvero orgogliosa della nostra squadra." Rose era raggiante.
"Grande risposta! E noi siamo orgogliosi di voi" disse la signora
Ochoa. "E ora la parola a questo ragazzone. Il tuo nome,
signore?" chiese a Connor.
"Connor Bates. Ciao, mamma!" Connor grid al microfono.
"Ti ricordi la domanda pi difficile di questa sera?" gli chiese
la giornalista.
"Tutte le domande erano facilissime" disse Connor con un
sorriso. "Ne ho sbagliate alcune con lo scopo di non far fare brutta
figura agli altri concorrenti!"
La signora Ochoa scoppi in una risata fragorosa. "Come ci
si sente a essere in una squadra con un membro molto speciale?"
chiese.
"Melody  brava. Lei  davvero intelligente, te la presento..."
Ma non lo lasciai parlare. "Il mio nome  Melody Brooks, ho
undici anni" disse forte e chiaro il mio computer.
La giornalista era stupita. "Beh, questo  stupefacente! Come
ci si sente ad essere parte della squadra vincente, Melody?"
Digitai "Super."
Lei rise. " stato difficile studiare e prepararsi per il concorso?"
chiese la signora Ochoa.
"No. Un sacco di persone mi hanno aiutato."
"Qual  stata la parte pi difficile questa sera?"
"Spero di non aver fatto casini!"
Lei sorrise. "Ci sentiamo tutti cos a volte. Sei entusiasta di
andare a Washington D.C.?"
"Oh, s!"
"Ci sei mai stata?"
"No."
"Come cambier la tua vita a scuola dopo questa vittoria?"
Ho pensato che fosse una buona domanda.
"Non molto", ammisi. Poi la giornalista attese pazientemente
mentre io presi tempo per digitare le parole giuste. "Forse i ragazzi
potranno parlare di pi con me."
"Parlo con lei tutto il tempo" intervenne Claire.
Sia Rose sia Connor la guardarono increduli. "Eh?" disse Rose.
La signora Ochoa si allontan da me e and verso Claire.
"Cos tu consideri Melody una tua amica?"
"Oh, assolutamente s", disse Claire atteggiandosi. "Pranziamo
insieme ogni giorno e ci testiamo a vicenda sulle domande per
il Quiz-Team. Melody  molto pi intelligente di quanto sembri."
Rose alz la mano per parlare, ma la giornalista scosse la testa.
"Mi dispiace, ma abbiamo finito il tempo" disse a Rose. Aggiunse
guardando la camera: "Abbiamo appena incontrato due giovani
migliori amiche che, nonostante le loro differenze,
sono membri della squadra vincente, e andranno a Washington,
insieme a tutto il gruppo. Complimenti a tutti voi!"
Ero sbalordita. Claire?

 Capitolo 26.

In mezzo a tutto il trambusto il signor Dimming ebbe un'idea.
Andiamo fuori a cena per festeggiare!", annunci appena si spensero
le luci dello studio.
"Ottima idea!" disse Connor immediatamente.
"Sto morendo di fame!" disse Amanda. "Anche se non ero in
gioco, ero troppo nervosa per mangiare oggi."
"Anche io!" aggiunse Elena.
"Che ne pensate di andare da Linguini?" Connor sugger.
"Fanno la formula all-you-can-eat spaghetti." Connor conosceva
i migliori ristoranti per mangiare.
"Potrebbero fallire dopo la tua visita, Connor" disse il signor
Dimming sorridendo. "Non farmi arrossire ora."
"Non ti preoccupare, signor D. al massimo mangio dodici ciotole
di spaghetti."
"Linguini  perfetta", disse il padre di Rose. "Dista pochi minuti
dallo studio,  dietro l'angolo! Questi ragazzi se lo meritano!"
Guardavo mamma credendo che non fosse una buona idea.
Poi Elena si avvicin a me e disse: "Verrai con noi Melody,
vero?"
"S, Melody vieni con noi" aggiunse Rose, "vieni con noi. Ti
divertirai stasera."
"Non potevamo vincere senza di te" disse Connor abbottonandosi
il cappotto.
Le loro parole mi fecero sentire come uno dei palloncini pieni
di elio che alcune famiglie avevano portato.
"Beh, non vorrei arrivare a tanto " disse Molly, guardando
Claire.
I palloncini scoppiano..
"Tu non eri l" ricord Connor a Molly.
"Allora, vieni o no?" chiese Rose.
"Certo", digitai. "Sar divertente." Guardai mamma ancora
una volta, che annu. Pap port Penny a casa, e la signora V mi
abbracci e mi promise che ci saremmo viste l'indomani mattina.
L'aria era frizzante e la sciocca conversazione tra di noi ci accompagn
fino al ristorante.
"Quante finestre pensi che abbia quell'edificio?" Connor grid,
indicando il pi alto palazzo che avremmo potuto vedere.
"Caspita, brava!" disse Rodney. "Come hai fatto a saperlo?"
"Sono intelligente io!" disse Rose. "L'ha sparata a caso" Molly
disse a Rodney. "Non crederle."
Il ristorante era in quel luogo da anni.
L'ingresso esterno  stato progettato per assomigliare ad un
bistro tipico italiano. Foglie d'uva dipinte e bianche luci sottili
decoravano la porta in mattoni.
La porta.
Quando il padre di Connor apr per farci entrare, Connor e
Rodney salirono le scale.
I gradini.
Cinque gradini di pietra portavano al piano di sopra nella
zona ristorante.
Tutti, compreso il signor Dimming, si precipitarono accanto a
me e la Mamma. Infine, il padre di Connor, l'ultimo a salire, mi
guard, guard le scale, e si illumin.
"Uh, hai bisogno di aiuto?" chiese. Era grande come suo figlio,
sembrava un gran mangione. Mamma rispose: "Saresti cos
gentile da chiedere a un dipendente se c' la rampa per la sedia
a rotelle?"
Felice di avere qualcosa da fare, il signor Bates sal le scale.
Mamma e io eravamo sedute l al freddo. Sole.
Un cameriere vestito di nero si precipit gi pochi minuti
dopo. "Mi dispiace tanto. Abbiamo un ascensore nel retro, ma 
andato in tilt questo pomeriggio. Il tecnico verr domani mattina."
"Come facciamo per questa sera?" Mamma disse al cameriere.
La sua voce era preoccupata, non arrabbiata.
"Sarei felice di aiutarvi a portarla su per le scale", si offr il
cameriere.
"No", digitai. I miei occhi imploravano Mamma che disse:
"Mi tenga aperta la porta per favore. Sar sufficiente per noi."
Lo fece. Mamma volt le spalle alle scale, afferr con sicurezza
la mia sedia, la inclin leggermente e fece un respiro profondo.
Ero cos contenta di aver con me la sedia manuale.
Mamma delicatamente sollev la sedia sul primo gradino di
pietra.
Tirare. Sollevare. Bump. Primo gradino.
Tirare. Sollevare. Bump. Secondo gradino.
Tirare. Sollevare. Bump. Terzo gradino.
Si ferm e fece un altro respiro. Lo avevamo gi fatto altre volte.
Tirare. Sollevare. Bump. Quarto gradino.
Tirare. Sollevare. Bump. Quinto gradino.
Poi finalmente raggiungemmo la sala da pranzo che era affollata
di gente, rumorosa, e tutti ridevano. "Da questa parte, Melody!"
il signor Dimming mi chiam vedendomi.
Mamma mi trasport al grande tavolo ed ero sollevata nel vedere
che il mio gruppo aveva lasciato un posto per me.
Con tutti i ragazzi della squadra, pi i loro genitori, occupavamo
una grande tavolata.
In alcuni ristoranti i tavoli sono troppo bassi per la mia sedia,
ma questa volta sono stata in grado di posizionarmi perfettamente.
Mamma mi aiut a togliermi il cappotto, poi si sedette accanto
a me. Bevve dell'acqua dal suo bicchiere e chiese di riempirlo.
La cameriera cominci a prendere le ordinazioni.
Rodney e i suoi genitori ordinarono una grande pizza con funghi
e cipolle. "Siamo vegetariani" spieg Rodney. Non lo sapevo.
"Posso pendere una bistecca, pap?" chiese Connor.
Suo padre gli diede una pacca sulla spalla, e disse: "Certo, una
anche per me. Stasera mangia quello che vuoi!"
Connor strabuzz gli occhi. "Un'intera torta di cioccolato?"
"Furbacchione, ragazzo" suo padre rispose.
"Voglio un piatto di pasta gustoso" disse Rose alla cameriera.
"Con formaggio extra."
"Anche per me", disse Amanda.
"Posso avere spaghetti e polpette, per favore?" chiese Elena.
Claire e Molly ordinarono le lasagne.
Quando la cameriera ci chiese l'ordinazione a me e a Mamma,
eravamo pronte.
"Voglio maccheroni al formaggio, per favore" feci dire ad
Elvira.
La cameriera sembrava un po' sorpresa, dal momento che il
mio computer era nascosto sotto il tavolo, ma era in gamba, e si
comport come se avesse preso ordinazioni da Medi-Talkers ogni
giorno."
"Certo, cara. Arrivo subito. Vuoi un po' di insalata?"
"No, grazie."
La cameriera mi fece un grande sorriso, poi prese l'ordine di
mamma.
Solo mia mamma poteva ordinare pesce al forno in un ristorante
italiano!
Aspettando i nostri piatti, l'umore allegro era contagioso.
I nostri tavoli erano coperti da tovagliette bianche di carta invece
che da tovaglie di stoffa, e tutti, anche gli adulti, avevano a
disposizione pastelli e pennarelli.
"Guarda questo - ho disegnato un gigante e mostruoso coniglio!"
disse Connor. Diede un'occhiata al disegno di Rose, poi
aggiunse verdi denti al suo coniglio. "E manger il tuo!" le disse.
Rose rise. "Bene, questo  un ragno velenoso, e sta andando a
mordere il tuo stupido vecchio coniglio!"
Rodney e Connor allinearono il sale e pepe e iniziarono a buttare
zucchero sulla barricata utilizzando forchette e cucchiai come
catapulte.
Ma io notai che Claire, seduta a fianco a Rodney, era stranamente
tranquilla e non prese nemmeno un pastello.
"Combatti il nemico!" Connor grid. "Punto!"
"Non eri nel mio territorio! Meriti solo mezzo punto per
quell'azione!"
Io ero seduta a guardare i miei compagni fare cose normalissime.
Disegnare. Ridere. Prendersi in giro. Scherzare. Fingevo di
divertirmi, ma tutto quello che volevo era andare a casa.
Quando la cameriera finalmente arriv con i piatti, le forchette divennero
importanti per mangiare e la guerra si concluse in un lampo.
La conversazione and scemando perch i ragazzi erano tutti
intenti a mangiare. Connor mangi un grosso boccone della sua
bistecca.
"Mmm, questa  una bomba", disse con la bocca piena.
Il pesce di Mamma sembrava, beh, pesce, nulla di che. Lei ed
io stavamo pensando la stessa cosa, lo sapevo.
Il mio cibo era intatto di fronte a me.
La nostra famiglia non va quasi mai al ristorante. In realt,
Penny crea pi problemi di me in un ristorante, perch lei  facilmente
suscettibile ed  solita buttare a terra i piselli.
Di solito, mangiare fuori non mi preoccupa. Mamma e Pap
fanno a turno per imboccarmi e io ignoro chi mi fissa.
Ma stavolta era diverso. A scuola mangio nella mensa con gli
altri bambini disabili, in una zona speciale. Gli assistenti ci mettono
la bavaglia, ci imboccano e ci puliscono la bocca al termine del
pasto. A parte il sorso di Coca durante la competizione, nessun
membro della squadra mi ha mai vista mangiare. Tantomeno, essere
imboccata.
Non sapevo cosa fare. Il mio cibo si stava raffreddando. Guardavo
Mamma. Lei mi guardava. Prese il cucchiaio e mi guard
con aria interrogativa.
Annuii. Con molta attenzione, mise un cucchiaio di pasta nella
mia bocca. Ingoiai. Non sbavai.
Vidi Molly colpire Claire, e si scambiarono occhiatine.
Mamma mi mise un altro boccone di pasta in bocca. Deglutii.
Non sbavai. Continuammo cos, un cucchiaio alla volta.
Ero cos affamata.
Nessuno disse nulla, erano troppo concentrati sui loro piatti.
Persino Connor smise di parlare.
Infine, anche se il mio piatto era ancora pieno, lo spinsi via.
"Vuoi portarlo a casa, Melody?" Mamma sussurr.
Annuii, enormemente sollevata, e lei chiese alla cameriera di
portare il menu dei dolci.
Connor non ordin una torta intera al cioccolato, ma solo due
fette, felice come una pasqua. Rodney ordin la torta di mele,
mentre Rose chiese un budino.
Claire decise di portare a casa il cibo avanzato. Non aveva
mangiato molto e non aveva detto una parola.
"Allora, cosa ne pensi della domanda finale? Era troppo difficile!"
disse Rodney.
"Un gioco da ragazzi!" rispose Connor, ridendo. Mise della
panna montata sopra il suo secondo pezzo di torta.
"Hai visto i capelli di quel presentatore?" disse Amanda con
tono ironico. "Non si sono mai mossi!"
"Dovevano essere di plastica", disse Rose, ridendo.
"Cosa indosserai alle finali?" Rose chiese a Claire.
Claire fece spallucce.
"Mi chiedo se andremo a visitare la Casa Bianca, quando saremo
l" Amanda riflett. "Sarebbe fantastico."
"Credo che sia in agenda per sabato" rispose entusiasta il signor
Dimming.
"Sono entusiasta per quello!"
"Allora, tu e Melody siete migliori amiche, Claire?" chiese Elena.
Claire non rispose, ma si appoggi la mano sulla fronte. "Non
mi sento molto bene", disse debolmente. "Fa caldo qui dentro?"
Nessuno ebbe il tempo di rispondere, perch in quel momento
Claire si alz improvvisamente, mise la mano davanti alla bocca,
e barcoll.
"Stai bene?" chiese il signor Dimming.
Prima che potesse finire la domanda, Claire vomit sulle scarpe
nuove del maestro.
"Ooh, che schifo!" disse Connor, ovviamente cercando di non
ridere.
"Poverina" disse Rose.
"Wow, che puzza, cavolo!" disse Rodney tappandosi il naso.
La mamma di Claire la port in bagno velocemente.
Il signor Dimming usc, credo a pulirsi le scarpe.
Mi chiedevo se Claire provasse imbarazzo come io lo provavo
mentre Mamma mi imboccava.
La nostra piccola celebrazione della vittoria era chiaramente
finita. I genitori raccolsero cappotti e pagarono il conto. Claire
torn dal bagno tutta pallida. Nessuno parl dell'incidente. Tutti
ci dirigemmo verso le scale.
Hmmm, ho pensato. Claire sta male nel bel mezzo di un ristorante
affollato, ma la gente si preoccupa solo di guardare me.
Erano tutti ad aspettare me e Mamma. Noi avevamo bisogno
del nostro tempo per scendere le scale.
Spingere delicatamente. Scendere. Bump. Primo gradino.
Spingere delicatamente. Scendere. Bump. Prossimo gradino.
Spingere delicatamente. Scendere. Bump. Terzo gradino.
Cinque sobbalzi fino alla fine delle scale.
Ed ero ancora cos affamata.

 Capitolo 27.

La mattina seguente mamma entr nella mia stanza con in mano un
quotidiano. Mi salut dicendomi: Buongiorno, mia rock star.
Indovina?"
Rock star? Sta scherzando? Mi girai a guardarla perplessa. Cosa?
"Tu sei famosa!"
Cosa?
Mi tir gi dal letto, mi mise sulla sedia a rotelle, lev il Medi-
Talker dal caricabatterie e lo attacc alla mia sedia. Poi mi mise il
giornale sulle ginocchia.
Apparivo sulla prima pagina del quotidiano. A colori.
"Wow!" digitai.
"L'articolo  inerente alla squadra vincente ma solo tu appari
sul quotidiano. Interessante."
"Perch io?"
Mamma sorrise velocemente. "Perch tu sei unica e meravigliosa
e molto pi interessante di tutti i ragazzi normali della
quinta elementare, credo" disse Mamma. "L'intero articolo sembra
essere concentrato su di te."
"I ragazzi della squadra non saranno felici di ci", digitai.
"Sono sicura che saranno felici per te, tesoro."
"No, non lo saranno."
"Ecco, ascolta questo."
Mamma lesse l'articolo: "La talentuosa squadra della Spaul-
ding Street Elementary School formata da ragazzi della quinta e
sesta elementare hanno vinto la gara locale del Whiz Kids Quiz
ieri sera con un punteggio di 86-85. Con sorprendente abilit e
conoscenza hanno risposto alle domande di loro competenza e
hanno sbaragliato le altre sette squadre in gara."
"Sembriamo intelligenti" digitai.
"Eh gi", rispose Mamma.
"Le domande di matematica mi facevano sudare." Sudavo
solo al pensiero.
Mamma continu. "Ooh, ecco la parte su di te. Senti questa!
Un membro di spicco della Spaulding  Melody Brooks, una ragazzina
di undici anni affetta da paralisi cerebrale. Nonostante le
sue deficienze fisiche, Melody ha rapidit e capacit mentali tali
da brillare e portare la squadra alla vittoria."
"Mi odieranno" digitai cupamente. Butterscotch, che dormiva
ancora nella mia stanza, strofin il muso contro la mia mano.
Butterschotch capiva sempre il mio stato d'animo, ma stavolta no.
"Oh, non esagerare. Penso che sia un articolo delizioso, e i tuoi
amici dovrebbero essere orgogliosi di te."
"Tu non capisci."
Mamma mi ignor e continu a prepararmi per la scuola. Due
magliette blu - una da indossare e una di ricambio, per ogni evenienza.
Due paia di pantaloni. Non mi dava mai da indossare dei
jeans. Decisi di non discutere. Avevo la sensazione che non sarebbe
stata una serena giornata.
"Che bella foto! Vado a fare delle copie in pi", disse tra s e
s mentre mi metteva i calzini prima delle scarpe da ginnastica.
"La porter al lavoro per farla vedere a tutti."
Pap fin di vestire Penny, cos la port nella nostra stanza.
Quando Penny si accorse della mia foto sul giornale, butt
Doodle per terra e grid: "Dy - Dy!" Lei prese il giornale e lo baci.
Non gradiranno l'articolo a scuola.
Pap si avvicin e mi diede un bacio sulla guancia.
"Sono cos orgoglioso", disse a bassa voce. "Ti amo, Melody."
Mi fece piangere. Quanto vorrei abbracciare mia sorella o dire
a mio padre quanto lo amo. Con la mia voce, non attraverso un
computer.
La reazione a scuola  stata proprio come me l'aspettavo.
Parole gentili uscivano dalla loro bocca, ma i loro occhi dicevano
tutta la verit. Gli occhi erano freddi, come se io avessi obbligato
il giornalista a mettere la mia foto in prima pagina.
Persino Rose era distante. "Bella foto, Melody", disse.
"Grazie. Dovevamo essere tutti sul giornale."
"Lo penso anch'io" rispose Rose.
Sospirai. Io non voglio essere cos - voglio solo essere come gli altri.
Quando arriv il sig Dimming in classe, indossando un altro
vestito nuovo di zecca - ci dovevano essere i saldi, prendi tre paghi
due - sorrideva. Era raggiante. Portava con s il quotidiano
della mattina.
"Non ho dormito tutta la notte scorsa", ammise. "Sono cos
tanto orgoglioso della nostra squadra e della nostra scuola!"
Fece una pausa, mentre la classe applaudiva per l'esito della
gara.
Rose, Molly, e Claire sorrisero felici. Connor e Rodney facevano
l'inchino. Alcuni bambini si girarono sorridendomi.
"Ci meritiamo una pizza gratis o qualcosa del genere?" chiese
Connor.
"Assolutamente!" rispose il signor Dimming. "Il preside ha
dichiarato che il prossimo venerd sar il Quiz Team Day, e tutta
la scuola ricever pizza e bibite gratis!"
Altri applausi dalla classe. Connor sembrava davvero soddisfatto.
Il signor Dimming continu: "E io voglio ringraziare in modo
particolare Melody, che ci ha aiutato a vincere! Un applauso speciale
per lei!"
Il maestro cominci l'applauso e la classe si un, ma sembr
una cosa pi educata che sincera. Meglio un pezzo di pizza di me.
"Chi ha visto il telegiornale delle undici ieri sera?" chiese il
signor Dimming ancora raggiante.
Circa la met dei bambini alz la mano. L'ho perso - mi sono
addormentato esausto una volta arrivato a casa.
"L'ho registrato e l'ho messo su MySpace!" ci disse eccitato.
"Ma ora dobbiamo iniziare la lezione." Disse rammaricato.
"Ma come ci prepariamo per Washington?" chiese Rose. Ovviamente,
preferendo la preparazione alle finali piuttosto che una
lezione regolare.
Gli insegnanti si fanno facilmente distrarre dagli allievi.
Il signor Dimming di nuovo sorrise e fece un respiro profondo.
"Abbiamo solo due settimane per prepararci, Rose. Ho qui un
pacchetto per ciascuno dei miei campioni della squadra", disse
mentre passava i documenti. "Portalo a casa e riportalo domani
senza errori. In esso ho incluso informazioni su come ottenere i
biglietti aereo omaggio, informazioni sul nostro hotel e il calendario
per i giorni in cui saremo in DC. Il documento fornisce dettagli
circa le esercitazioni, che iniziano oggi. Ci incontreremo ogni
giorno dopo la scuola e sabato, mezza giornata."
"Sabato?" chiese Connor, con voce stupita.
Ero preoccupata anch'io. Mezza giornata? Se Catherine non
pu venire, come far a raggiungere il bagno o mangiare?
"Porter ciambelle per la prima colazione, frutta per gli spuntini,
e ordineremo panini per pranzo" disse il signor Dimming.
"Suona salutare" rispose Connor con un sorriso.
"Ma io ci sar."
"Se salti una esercitazione sarai messo tra le riserve, Connor.
Siamo qui per vincere."
"Perch non ti prendi un paio di giorni di riposo?" Rodney
disse a Connor. "Sarei felice di prendere il tuo posto" disse serio.
"Assolutamente no. Ci sar" disse Connor frettolosamente.
Molly alz la mano: "Signor Dimming, andranno a Washington
anche le riserve?"
"Assolutamente s!"
"Allora, devo comprare un vestito nuovo solo se garegger?"
"Come vuoi, Molly" rispose il maestro.
Claire alz la mano. "Signor D, credo di sapere quello che
Molly sta cercando di dire. Poich alle finali vanno sei persone
invece di quattro, chi sceglier?"
"Utilizzeremo un sistema a punti" rispose. "Gli studenti con i
sei punteggi pi alti parteciperanno alla finale in tv. Suona bene?"
Claire sembrava soddisfatta, e lei e Molly si diedero un cinque.
Il signor Dimming inizi la lezione regolare - con lo studio di
Spagna e Portogallo - e io feci del mio meglio per non attirare l'attenzione
su di me. Nessun rumore strano o calci o grugniti per il
resto della lezione, nessuna risposta alle domande che conoscevo.
Ero seduta in fondo alla classe con Catherine e desiderosa che la
mattina passasse in fretta.
Passai il pomeriggio in quinta H a guardare per tre ore i cartoni
animati di Tom & Jerry.  possibile?
Dopo scuola Catherine mi diede un budino e un po' di succo
prima di andare alle esercitazioni con il signor Dimming.
Catherine si accigli appena terminai il mio ultimo sorso di
succo di frutta.
"Cosa c', Melody?" Chiese. "Dovresti essere in cima al mondo,
ma ti stai comportando come se non lo fossi."
"Non mi vogliono in squadra" digitai.
" ridicolo. Tu eri la stella ieri sera."
"Questo  il problema."
"Senza di te, non avrebbero vinto!"
"Hanno paura di me." Cercai di spiegare. "Mi trovano buffa."
"Non te ne sei mai preoccupata prima", disse.
 difficile trasmettere i miei sentimenti attraverso parole che
verranno dette da un computer. So che gli altri bambini sono a
disagio con me in squadra. Non c' altra spiegazione. La mia presenza
era piacevole all'inizio, forse perfetta per una competizione
locale, ma per il grande quiz - in diretta tv nazionale -  diverso.
Ci noteranno, ma non per la bravura.
Cominciai a digitare di nuovo. "Io li faccio sembrare..." esitai,
poi continuai: "strani."
"Sei la persona pi intelligente del gruppo!" Catherine esclam.
"Io sbavo."
"Allora prepariamo una scatola di fazzoletti!"
"Io faccio strani rumori."
"E Connor scoreggia a volte!"
Devo sorridere a questo.
"Smettila di essere triste, Melody! Andiamo in aula dal Signor
D a esercitarci!"
"Va bene, andiamo" digitai.
Ci dirigemmo a testa alta dal Signor Dimming.
Nessuno disse nulla riguardo l'articolo di giornale, e ci
esercitammo come al solito. Risposi alla maggior parte delle domande
correttamente, e quando Mamma venne a prendermi mi sentivo
un po' meglio.
Ma notai Rose, Claire e Molly bisbigliare tra loro mentre me
ne andavo. Forse parlavano di una nuova canzone, o di un giro al
centro commerciale... o forse parlavano di me.

 Capitolo 28.

Come possono aspettarsi che ci prepariamo in cos poco tempo? Pazzesco!
Biglietti aerei e permessi vari. Documenti ed esercitazioni.
Ci esercitiamo ogni giorno per quasi due settimane. Ogni sera
studio con la signora V. Parole. Citt. Stati. Paesi. Capitali. Oceani.
Fiumi. Colori. Malattie. Clima. Numeri. Date. Animali. Re. Regine.
Uccelli. Insetti. Guerre. Presidenti. Pianeti. Autori. Generali.
Leggi. Citazioni. Misure. Equazioni. Definizioni. La mia testa  un
continuo aggiornamento di fatti e cifre.
Ma io sono pronta. La nostra squadra  pronta.
Il signor D mantenne la sua promessa. I sei che hanno ottenuto
il punteggio pi alto di tutti nei nostri gironi di esercitazione sono
stati chiamati in occasione dell'ultima sessione di esercitazione
qualche giorno fa.
Naturalmente, proprio come gli altri ragazzi, tenevo a mente i
punti totalizzati dagli altri, quindi ero abbastanza sicura di essere
una dei concorrenti ufficiali, non una riserva.
Gli occhi del signor Dimming brillavano al momento dell'annuncio.
Camminava nervosamente. Sembrava quasi stesse ballando!
"Ci siamo" disse. "Mi sento come se avessi bisogno di un rullo
di tamburi o qualcosa del genere!"
"Leggi la lista - ti prego!" Connor grid spazientito.
Il signor Dimming disse lentamente: "I sei membri della
Spaulding Street Elemetary School che parteciperanno al quiz
team sono..." Fece una pausa. Ho pensato che Connor quasi stesse
per tirargli qualcosa contro per colpirlo. "Rose, Connor, Melody,
Elena, Rodney e Molly. Claire e Amanda saranno le nostre
riserve."
"Sono una riserva?" Claire rimase a bocca aperta.
"Molly ti batte per due punti, Claire." Il signor D spieg. "Ma
potete venire con noi, fare il tifo per noi e visitare la citt."
"Ma io li ho aiutati a studiare!" disse Claire, con tono indignato.
"Non  giusto!"
Scossi la testa e sorrisi lievemente. Ci sono cos tante cose che non
sono giuste cara Claire.
Molly guard compiaciuta e non affatto dispiaciuta. Sua madre
venne a prenderla, appena terminata la sessione di esercitazione.
La gara  domani, gioved sera.
Supponendo che vinceremo, andremo a Buongiorno America il
venerd, per poi visitare la Casa Bianca. Altre visite a D.C. sono
previste per sabato, poi torneremo a casa di domenica. Luned,
spero, torneremo a scuola come campioni nazionali. Con quel
trofeo.
Stasera faremo le valigie. Non sono mai stata lontana da casa
prima d'ora, quindi dobbiamo pianificare la cosa seriamente. Mi
sento cos eccitata, cos nervosa. Pap ha comprato una valigia
rosso brillante con le ruote tutta per me. Odora come gli interni di
una macchina nuova. Mi piace al tatto.
Mamma ed io siamo andate a fare compere ieri - non lo facevamo
spesso. Mi lasci scegliere un paio di abiti nuovi, anche
jeans - nessuna tuta pratica e larga stavolta!
Giunte al centro commerciale, siamo passate davanti a una
cartoleria. Mi venne un'idea e digitai sulla mia lavagna comunicativa:
"Entriamo, prendiamo un biglietto di auguri, per favore."
"Per chi?" mi chiese Mamma entrando in cartoleria.
"Catherine", digitai. "Per ringraziarla. Per avermi preparata
per il quiz test."
"Come sei diventata grande!", disse Mamma, chiaramente
compiaciuta.
"Uno per la signora V, anche?" digitai.
"Assolutamente!"
Il biglietto che abbiamo preso per la signora V non sarebbe potuto
essere pi azzeccato. C'erano disegnate centinaia di arance
tranne una blu nel centro. All'interno, c'era scritto: Tu sei una su
un milione. Grazie.
"Le piacer", disse Mamma.
Per Catherine, scelsi un biglietto con disegnata una scrivania
piena di computer, lettori Mp3 e videogiochi e una giovane donna
connessa a tutti questi elementi con le cuffie. C'era scritto: Sono
felice che sei sempre l per connettermi con il resto del mondo, grazie per
tutto quello che fai per me.
"Non avresti potuto trovare di meglio" Mamma disse pagando
i biglietti.
S, quasi perfetti.
Intorno alle sette suona il campanello. E la signora V,  venuta
ad aiutarci a finire di fare le valigie.
Lei e la mamma sono una grande squadra.
"Ho fatto una lista delle cose da portare seguendo i suggerimenti
del signor Dimming", disse Mamma. "Gonna nera e camicetta
bianca per la gara."
"C'", disse la signora V mentre piegava questi indumenti per
riporli nella mia valigia.
"C'" imit Penny.
"Una camicetta bianca in pi, nel caso" disse Mamma.
"Ottima idea", rispose la signora V, annuendo.
Mamma pieg con cura altre due camicette e i miei jeans preferiti.
"Abbigliamento comodo per visitare la citt di Washington.
I soldi per acquistare souvenir. Occhiali da sole. Fotocamera."
"C', c', c'." Ripet La signora V.
"Pigiama, spazzolino da denti, deodorante, mollette per capelli."
"Ci sono."
"Una giacca pesante - non potendo prevedere il clima di marzo."
"C'" grid Penny.
"Alimentatore per il Medi-Talker, batterie supplementari, fazzoletti,
e salviette."
"Presi!"
"Ombrello?"
"Per te o per Melody?" chiese la signora V ridendo.
"Hai preparato la tua valigia?"
"S,  quasi pronta. Sono nervosa."
Mamma fece una pausa. "Tu sei la migliore, Violet. So che
Penny sar in buone mani durante la nostra assenza"
"E Butterscotch" le interrruppi.
Risero entrambe. Mamma continu: "Sinceramente, senza di
te Melody non sarebbe potuta partire per Washington."
"Prendi il biglietto Mamma" digitai. Da sola non riuscivo a
prenderlo dalla cartella attaccata alla mia sedia.
Mamma raggiunse la cartella, tir fuori il biglietto e lo mise
sul mio vassoio. Io spinsi il biglietto verso la signora V.
Lo apr, lo lesse poi mi strinse forte. Facevo fatica a respirare.
"Questo lo attacco alla porta del mio frigorifero!" disse dolcemente.
"Voglio guardarlo ogni singolo giorno." Era commossa.
Poi spolver le mie scarpe che non avevano mai fatto un passo.
"Sono un po' spaventata" ammisi.
"Sciocchezze, Mello Yello" disse la signora V. "Sono sicura di
vederti a Buongiorno America con quel trofeo in mano!"
"Sarebbe fantastico" digitai.
"Ora dimmi ancora una volta" disse la signora V a Mamma.
"A che ora parte l'aereo domani? Penny levati le mutande di
Melody dalla testa, stupidina!"
Mamma controll i documenti di viaggio. "L'aereo parte a
mezzogiorno. Questo significa che dovremo uscire non pi tardi
delle nove, arrivare alle dieci in aeroporto, fare il check-in, assicurarsi
che la sua sedia a rotelle venga custodita, e rilassarci fino al
momento dell'imbarco."
La signora V si gratt la testa. "Mi chiedo perch hanno scelto
il volo di mezzogiorno. Che arriver a Washington intorno alle
due. La gara inizia alle sette. C' poco tempo."
"Il signor Dimming ci ha detto che l'hotel offre la possibilit
di fare il check-in tardi. Lo studio televisivo  proprio di fronte
all'hotel, comodo."
Appena Mamma chiuse la mia valigia, mi vennero le lacrime
agli occhi. Non potevo crederci. Tra un giorno sar a Washington,
alla tv nazionale. Spero di non rovinare tutto.
Voglio chiamare Rose e sapere se anche lei  nervosa. Voglio
chiederle che cosa indosser alla Casa Bianca.
Supponiamo di incontrare la First Lady, sarebbe fantastico!
Voglio sapere se siederemo vicine in aereo. Voglio essere come
tutte le altre ragazze.
Non dormii molto bene quella notte. Alla mattina Mamma mi
fece il bagno, mi vest, mi imbocc in tempo record mentre Pap
preparava Penny.
"Andiamo a vedere gli aerei?" chiedeva ripetutamente Penny.
"Vola! Vola!" esclam Pap volando intorno alla stanza con
Penny in braccio. A lei piaceva un sacco.
Uscimmo e la signora V ci corse incontro con la macchina fotografica
in mano. Mi scatt delle foto in cui apparivo sorridente e
ottimista, con la mia valigia pronta per la partenza. Poi ci riprese
con la telecamera di Pap. No, non dimenticheremo mai questa
mattinata.
Penny balz inseguendo Butterscotch correndo attorno alla
macchina che era stata appena lavata e brillava. Mamma, vestita
con una bella tuta di jeans e, a sorpresa, un paio di Nike all'ultimo
grido, mise i bagagli in auto, ed eravamo pronti per partire alle
otto e quarantacinque.
Pap mand di nuovo Butterscotch in casa e chiuse la porta.
"Pronti?"chiese.
"Andiamo!" Mamma grid. Persino Penny pot percepire
l'entusiasmo. Batteva le mani. Non smetteva di sorridere.
Anche se sapevo che avevamo tanto tempo, volevo che Pap
guidasse pi velocemente. Avevo paura di perdere l'aereo o di
dimenticare il mio biglietto a casa, o vomitare e dover tornare a
casa.
Al parcheggio dell'aeroporto non avevamo avuto difficolt a
trovare un posto vuoto per disabili. Scaricammo la mia sedia, i
nostri bagagli, Penny e Doodle. La signora V scatt altre foto.
Sembravano passate ore, ma in pochi minuti eravamo alla
porta d'imbarco.
La signora V spingeva la mia sedia. Mamma portava Penny.
Pap spingeva il carrello con i bagagli e Doodle. Sono le dieci in
punto.
"Salve!" disse Mamma allegramente alla ragazza in divisa al
bancone. "Siamo qui per il check-in per il volo di mezzogiorno
per Washington, DC" disse porgendo i biglietti alla ragazza.
"Il volo di mezzogiorno?" rispose la ragazza aggrottando le
sopracciglia.
La ragazza cerc informazioni nel computer mordendosi le
labbra. Infine disse: "Mi dispiace, signora, ma il volo  stato cancellato.
Abbiamo avuto un sacco di cancellazioni oggi - a causa di
una tempesta di neve nel nord-est - che ha bloccato tutti i voli."
Cancellato? Il mio stomaco inizi a gorgogliare.
"Neve?" Mamma disse duramente. "Ma il tempo qui  bello e
sereno."
"Ci sono gi dieci centimetri di neve a Boston, e ancora di pi
ne sono previsti per questo pomeriggio nel sud. Il protocollo Nazionale
non permette di far decollare aerei con queste condizioni
atmosferiche, cos tutto il nostro sistema  bloccato. Gli aerei che
dovevano arrivare qui e poi partire per l'est, sono stati cancellati.
Ci significa che i voli di oggi pomeriggio non partiranno.  complicato.
Mi dispiace."
La ragazza al bancone continu a digitare rapidamente. Disse
a Mamma: "Posso far partire lei e sua figlia con il prossimo volo
diretto. Parte da qui alle 7,23 di stasera e arriver a Washington
alle 9,07. Il servizio meteo prevede che la tempesta di neve si placher
entro il pomeriggio, cos possiamo far partire la gente verso
le loro destinazioni. Domani piover tutto il giorno."
Il mio cuore batteva forte.
"Vuole che modifichi la prenotazione?" sorrise allegramente.
Non poteva capire.
"Ma la gara inizia alle sette" mormor Mamma.
"Mi scusi? Non l'ho sentita", disse la ragazza. Non riuscivo a
respirare.
Mamma alz la voce. "E il resto del nostro gruppo? Dobbiamo
viaggiare insieme - un gruppo di scolari - un quiz team, in realt.
Anche loro erano prenotati su questo volo. Abbiamo una gara
questa sera."
"Oh, mi ricordo di quei ragazzi. Erano qui stamattina presto.
Che bel gruppo. Cos gentile e ben educato.
Mi hanno detto tutto sulla gara e il grande trofeo che sperano
di portare a casa."
"Sono venuti presto?" Mamma sbott.
"Sembra che tutti sono andati a fare colazione insieme, e poi
sono venuti direttamente qui. Menomale, altrimenti non sarebbero
partiti in tempo."
"Dove sono?" chiese Mamma.
"Oh, hanno fatto il cambio volo alle 9,00 - l'ultimo verso est
prima della cancellazione dei voli. Hanno dovuto correre al cancello
e ce l'hanno fatta per un pelo. Ne sono certa." La ragazza
guard il computer e disse: "S, quel volo  partito un'ora fa."
"Se ne sono andati?" sussurr Mamma.
Mi sentivo soffocare.
"Lei e la sua famiglia state andando a Washington per sostenerli?"
chiese la ragazza. Ancora non capiva.
"No, mia figlia  parte di quella squadra" spieg Mamma.
"Noi dobbiamo arrivare a Washington. Non c' un altro volo -
forse con un'altra compagnia aerea?"
La donna mi guard sbattendo gli occhi. "Lei ...?" Inizi a
chiedere, ma poi ritorn a guardare il suo monitor e inizi a digitare
con furia per l'ennesima volta. Potevo sentire le sue unghie
sulla tastiera.
Pap mise le mani sul bancone e si rivolse alla ragazza. Non
l'ho mai visto cos arrabbiato.
"Come  potuto succedere? Non era il caso di avvertirci della
cancellazione del volo?"
"Non sempre  possibile, signore", rispose la ragazza, seriamente
dispiaciuta. "Consigliamo sempre ai passeggeri di chiamare
prima e verificare lo stato del loro volo."
"Ma questo era il viaggio della vita! Non pu capire quanto
sia importante per mia figlia!"
Tenevo gli occhi chiusi. Stupida musica proveniente dagli altoparlanti
dell'aeroporto. Non percepivo bei colori. Non assaporavo
aromi gradevoli. Tutto quello che potevo vedere era il buio
dentro di me.
"Sono veramente, veramente dispiaciuta, signore", disse la
ragazza.
"Che dire di un volo con scalo? Noi dobbiamo portarla a Washington
questo pomeriggio!"
La ragazza digit per cercare una soluzione, il tempo sembrava
non passare mai. Infine, ci guard desolata: "Non ci sono altri
voli diretti o con scalo per Washington, con nessun'altra compagnia,
signore. Il sistema meteo ha bloccato tutto. Non ci saranno
voli fino a stasera, mi dispiace" bisbigli.
I miei occhi erano pieni di lacrime.
Pap si allontan dalla biglietteria, il suo volto era pieno di
rughe dalla rabbia, poi, tir un pugno al muro, proprio accanto a
dove ero seduta.
So che doveva essersi fatto male.
"Ahhh! Non avrei dovuto farlo!" ammise Pap tenendosi la
mano dolorante.
Ma se avessi potuto tirare un pugno contro il muro, lo avrei
fatto anch'io.
La signora V ci guard: "Non capisco come possa essere
accaduto", disse a Mamma.
" possibile che nessuno della squadra vi abbia avvertito?"
disse con rabbia. "Il maestro, forse?"
"Forse non c'era tempo", disse Mamma impotente. "Almeno
me lo auguro che non abbiano lasciato a casa Melody apposta."
Ero senza fiato.
"Mi spiace signora", disse infine la ragazza. "Ho persino cercato
una soluzione nelle citt limitrofe. Non ci sono voli fino a
stasera. Ho un sacco di posti sul nostro volo delle 07,00, se vuole
prenotare."
"No, grazie" disse Mamma. " troppo tardi."
Mi sentivo vuota. Tutto intorno nessun rumore. Nessuna voce.
Mancava l'aria.
Mamma cammin lentamente verso di me.
Ero seduta vestita di tutto punto, con il nuovo abito blu e bianco,
con le scarpe da tennis abbinate, e vicino la mia nuova valigia
rossa lucida; mi sentivo davvero stupida. E arrabbiata. Come
hanno potuto farmi questo?
E impotente. Odio sentirmi cos, come quando ero piccola,
come una stupida tartaruga a pancia in su.
Non c'era niente che potessi fare. Niente.
"Quanto tempo ci vuole ad andare in macchina?" chiese La
signora V.
Non badai alla domanda. Conoscevo la risposta.
"Dieci ore per lo meno", rispose Pap dolcemente.
"Andiamo in aereo?" chiese Penny.
"Non oggi" disse Pap toccandola dolcemente sulla testa.
Mamma mi port dall'altra parte della zona imbarco. Si inginocchi
di fronte a me. Piangeva.
Non credevo di riuscire a respirare nuovamente.
Mamma mi abbracci: "Andr tutto bene tesoro. Sei ancora
la migliore, la pi intelligente, la ragazza pi straordinaria del
mondo. Supereremo anche questo."
No. Non ce la far.
La signora V si asciug le lacrime. Seduta sulla panchina teneva
le mie mani nelle sue: "Oh, piccola donna, so quanto  dura.
Ma non c' modo di portarti a Washington."
Ero seduta l. Mi ritrovai dalle stelle alle stalle. Tutto d'un tratto.

 Capitolo 29.

Una volta a casa, chiesi a mia madre di mettermi a letto. Rifiutai di
mangiare. Cercai di dormire, ma le domande del quiz e mille altre domande
ronzavano nella mia testa.
Perch non mi hanno chiamata?
Perch non mi hanno invitata per la colazione?
Perch non posso essere come tutti gli altri?
Piangevo a dirotto sul mio cuscino. Butterscotch mi annusava,
ma la ignoravo.
Mi hanno lasciata a casa di proposito! Come hanno potuto farlo? Mi
hanno lasciata a casa apposta!
Mi sentivo scavalcata. Scavalcata, scavalcata e scavalcata! Stavo
impazzendo! Non posso nemmeno arrabbiarmi come una ragazza
normale.
Penny mi sbirciava dalla porta. Poi accorgendosi che ero
sveglia, venne ad accovacciarsi su di me. Profumava di bagnoschiuma
all'anguria. Cercava di contare le mie dita. Poi cercava
di contare le sue, ma sapeva contare fino a cinque. Poi cerc di
insegnare a Doodle a contare. "Due, Doodle! Due!" mi sentivo un
pochino meglio.
"Oh, eccoti qui, Penny!" disse Pap dalla porta.
"Stai rendendo Dy-Dy felice?"
"Dy-Dy brava", disse Penny a Pap.
"S,  cos. La migliore" Pap aggiunse. "Tutto bene, Melody?"
chiese Pap accarezzandomi i capelli.
Annuii. Indicai il braccio sinistro di Pap bendato.
"S, mi fa male" disse. " stato uno stupido gesto, ma credo
che mi abbia fatto sentire meglio."
Annuii ancora.
Pap prese Penny con l'altro braccio.
"Pronta per uno spuntino, signorina Penny?" chiese Pap.
"Hot dog!" chiese Penny.
"Vuoi che ti prepari qualcosa, Melody?", chiese Pap.
Non avevo fame. Scossi la testa, indicando l'orologio.
"Forse pi tardi?" disse pap.
Sorrisi, e lasci la stanza tranquillamente con mia sorella.
Il telefono squill.
Sentivo Mamma dire: "Oh, salve, signor Dimming." Lei corse
nella mia camera con il telefono portatile, lo avvicin al mio orecchio,
lo teneva cos forte che riuscivo a vedere le vene sulla sua
mano.
"No, non capisco", disse Mamma seccata. "Perch non siamo
stati chiamati?" Ascolt il maestro per un minuto poi scoppi:
"Avremmo potuto raggiungere l'aeroporto un'ora prima. Avremmo
potuto essere l all'alba!" gridava Mamma. "Si rende conto di
quanto sia stato devastante per mia figlia?"
Una pausa.
"S, mi rendo conto che Melody  probabilmente la persona
pi brillante della squadra. Era. La parola  ERA. E non  ."
Mamma si ferm ad ascoltarlo nuovamente.
"Sta scherzando!"
Mamma chiuse la conversazione e lanci il telefono in un angolo.
Si asciug gli occhi con un fazzolettino preso da una scatola
sulla mia scrivania, e si sedette pesantemente sulla sedia affianco
al mio letto. La sentivo soffiarsi il naso, poi mi girai verso di lei.
"Oh, Melody, se solo potessi lenire le tue ferite" disse con tono
lamentoso.
I miei occhi erano pieni di lacrime.
Mamma mi prese in braccio. Ero grande, ma mi sentivo bene
stretta a lei. Mi coccol dolcemente. Finalmente mi addormentai
ascoltando il battito del suo cuore.

 Capitolo 30.

Quello che  successo oggi  stata tutta colpa mia. Avrei dovuto
ascoltare. Saremmo dovuti rimanere tutti a casa e trascorrere una giornata
insieme. Ma non l'abbiamo fatto. Per colpa mia.
Quando mi sono svegliata stamattina, pioveva. Tuoni. Fulmini.
Vento. Una pioggia incessante che inzuppava ombrelli e soprabiti.
Il clima era umido e l'aria pesante. Sentivo il rumore della
pioggia contro la mia finestra.
Pap entr nella mia stanza e si sedette sulla nostra vecchia sedia
a dondolo. Si teneva il polso con attenzione. Mamma gli fece
mettere il braccio al collo. "Brutta giornata l fuori", disse Pap.
Annuii.
"La tua squadra  stata battuta in uno degli ultimi turni ieri
sera" mi disse. "Sono arrivati noni - un piccolo trofeo."
Ma non era pi la mia squadra. Cercavo di fregarmene. Guardando
il muro sbattevo gli occhi in modo convulso.
"Vorrei poter risolvere questo problema per te, Melody", disse
Pap tranquillamente uscendo dalla mia stanza.
Mi fece piangere davvero.
In un primo momento non volevo andare a scuola. Avevo la
scusante di essere a Washington, e se io andassi, sarei dovuta andare
in quinta H con Willy, Maria e Freddy. Mi sembrava inutile.
Ma al solo pensiero cambiai idea. Ero disperata.
Quindi decisi di non stare a casa come un carcerato. Volevo
andare e far vedere a tutti che non mi avevano ferita.
Mamma si affacci alla mia porta e disse: "Vuoi stare a casa
oggi? Nessuno ti rimproverer."
Scossi la testa con forza. No! No! No! Scalciai via le coperte dai
miei piedi.
Mamma sospir. "Va bene, va bene. Ma il tempo  brutto, e mi
sono svegliata con un forte mal di testa. Inoltre, Penny  malata,
e Butterscotch ha vomitato sul tappeto. Ho dovuto metterlo nel
seminterrato."
Mamma mi lav, mi vest e mi port gi.
Solitamente, Pap mi portava su e gi per le scale, ma con il
braccio fuori uso, Mamma si incaric di farlo. Mi fece sedere nella
sedia manuale (la mia sedia a rotelle elettrica e il temporale non
vanno d'accordo), colleg la mia vecchia lavagna comunicativa
in plexiglas (al posto di Elvira, anch'essa elettrica), poi si sedette
per riprendere fiato.
"Sembra che ci sar una tempesta oggi, tesoro" disse Mamma
guardando fuori dalla finestra. Mentre mi spazzolava i capelli
sussurr: "Sono cos dispiaciuta, mia Melody, cos tanto dispiaciuta
per tutto."
La raggiunsi e le toccai la mano.
La pioggia continuava a cadere.
Mamma mi prepar la colazione, uova strapazzate e crema
di cereali, mi imbocc, un cucchiaio alla volta. Si mise una mano
sulla fronte. Era insolitamente tranquilla. Mi chiesi se stesse pensando
a quante volte mi aveva dato da mangiare, e quante volte
ancora avrebbe dovuto farlo.
Indossando un cappello giallo e ciabatte a forma di anatra,
Penny and in cucina, tossendo e starnutendo.
Mamma smise di imboccarmi, trov un fazzolettino di carta e
pul il naso a Penny. Lei odiava quel gesto, tanto da strillare come
una matta.
Normalmente, Mamma faceva un gioco: quello di asciugare
il naso a Doodle cos che Penny riuscisse a tollerarlo meglio, ma
stavolta non era proprio d'accordo.
Poi il telefono squill. Mamma rispose, un cucchiaio in mano,
e il fazzolettino sporco nell'altra.
"Ciao. Di cosa hai bisogno? Devo venire? Ma sono in ferie oggi.
Dovevo essere a Washington." Fece una pausa. "Lunga storia."
Mi rannicchiai. Penny continu a urlare.
Mamma dovrebbe mettere Penny nel seminterrato con il cane! Pensavo
accigliata.
Butterscotch gratt furiosamente la porta del seminterrato.
"Penny, ti prego!" Mamma grid, tenendo il telefono in mano.
"Non riesco a sentire!"
Penny si calm un po', ma solo perch si era accovacciata sul
pavimento e aveva messo le mani nella ciotola dell'acqua di
Buttescotch - versando acqua ovunque sul pavimento.
Mamma ascolt per un minuto, poi disse al telefono: "Quanto
 grave l'incidente? Ci sono molti feriti? Va bene, ma devo aspettare
fino a che mia figlia prenda il bus per andare a scuola."
Riatacc e sospir, stringendo il fazzolettino di Penny.
"Devo andare in ospedale, Chuck" disse a Pap. "Grave incidente
in autostrada. Sei vestito e pronto?"
Pap scese dalle scale, ancora in pigiama. "Non vado oggi"
disse Pap.
"Non ti sei mai preso un giorno di riposo", disse Mamma sorpresa.
"Il mio polso  dolorante, il tempo  terribile, e Penny ha il
raffreddore", spieg. "Perch non rimani a casa con me oggi?",
mi chiese.
Ma no, calciavo e urlavo e insistevo per andare a scuola. Non
posso mancare oggi! Digitai. Devo andare! Devo andare!
Mamma si mise le mani tra i capelli. "Tira fuori le mani di Penny
dalla ciotola del cane!" furono le ultime parole dette.
Pap strapp carta da cucina per pulire il disastro combinato
da Penny e le pul il naso con un fazzolettino bagnato. Penny inizi
di nuovo ad urlare e agitarsi.
Inoltre rovesci un bicchiere di spremuta d'arancia sul mio
vassoio. La mia camicia pulita era tutta macchiata. L'ha fatto apposta!
Pensai con rabbia.
Mamma mi cambi la camicia in un lampo e disse a Pap:
"Melody vuole a tutti i costi andare a scuola, perch, non lo so -
ma lei vuole andare."
Non potevo spiegare loro che avevo bisogno di vedere Catherine.
In qualche modo mi sono sentita come se si fosse aperta con
me e mi avesse fatto sentire meglio. Lei  una ragazza del college
- avrebbe saputo cosa dirmi. Inoltre, dovevo darle il suo bigliettino.
Oggi.
Mamma ci mise diversi minuti per trovare una camicia pulita
quando si ricord che tutti i vestiti puliti erano nella mia valigia.
Quando Mamma port la valigia rossa in cucina, mi rifiutai di
guardarla e di piangere.
Per qualche ragione, il bus arriv prima, quella mattina.
Mi ero appena messa la camicia pulita, dovevo ancora preparare
la borsa per il pranzo e il biglietto di Catherine, e dovevo andare
in bagno. Nonostante il rumore della pioggia, udii il suono
del clacson del bus. Sembra un'oca in difficolt.
Sentii Pap aprire la porta di casa e salutare l'autista. Grid:
"Non aspettare, Gus! Non  pronta!" L'autista - un ragazzo dai capelli
castani che era in servizio su questa linea da un paio d'anni,
suon di nuovo il clacson, poi romb via. Gus  davvero un grande
e spesso attende qualche minuto in pi in modo che i genitori
accompagnino i loro figli fuori di casa per prendere il bus.
Ci ha aspettato varie volte di mattina.
"Melody, piccola, perch non stai a casa con Pap e Penny?
Per favore?" chiese Mamma mentre uscivamo dal bagno. " una
brutta giornata."
Calciavo e urlavo di nuovo, scuotendo la testa. No, no, no! Non
sapevo perch era cos importante, ma sapevo che dovevo presentarmi.
Forse volevo far sapere a tutti quello che mi aveva fatto
la squadra - non ne ero proprio sicura. Sapevo solo che dovevo
andare a scuola.
Mamma sospir e mi tir su i jeans. Una volta sulla mia sedia
indicai Grazie e Mamma. Lei scosse la testa e mise il mio pranzo
nella cartella.
La pioggia non sembrava voler smettere, cos Mamma si arm
di pazienza e inizi a caricarmi in macchina. Quando prendo il
bus, devo semplicemente scendere dalla nostra rampa verso il
vialetto che mi conduce direttamente al carrello automatico del
bus, che mi fa salire ed entrare, in un angolo attrezzato con cinghie
per sedie a rotelle.
Ma quando giro in macchina, si tratta di caricarmi con la mia
sedia e le mie cose. Anche con la mia sedia manuale,  faticosa
tale operazione.
E Pap non poteva aiutarci. Con il suo braccio al collo, era dispiaciuto
per non poter dare una mano a Mamma. Forse godeva
della situazione, e ci rese Mamma ancor pi incavolata.
La pioggia e il vento, oltretutto, erano peggiorati.
Mamma aveva messo un grande impermeabile su di me e la
mia sedia e uno per lei, ma ci eravamo bagnate ugualmente.
Ci dirigemmo lentamente gi per la rampa, il vento e la pioggia
ci attaccavano da tutte le parti.
Sembrava eccitante. Non avevo mai visto il cielo cos nero alle
otto del mattino. I tuoni e il vento mi facevano sembrare dentro
la scena di un film. Mamma invece detestava questa situazione
- devo ammetterlo: Mamma con i capelli bagnati sta davvero male.
Apr la portiera dal lato del passeggero, ma il vento la richiuse.
Lo fece nuovamente, utilizzando me e la mia sedia come fermaporta.
Il sedile dell'auto, naturalmente, si bagn. Mamma mi
sollev e mi mise a sedere, mi leg e caric pure la mia sedia. Nonostante
la mia sedia fosse fatta per la maggior parte in plastica,
pelle e metallo, sapevo che sarebbe rimasta umida a scuola.
Mamma mise la mia sedia, insieme alla mia vecchia lavagna
comunicativa, nel bagagliaio del suv. Quando chiuse il portellone,
fece un rumore sordo. La pioggia continuava a cadere. Una volta
seduta al posto di guida, Mamma era sconvolta e di cattivo umore.
"Vorrei poter tornare a letto", disse inserendo la chiave. "Ho
un forte mal di testa - perch ho accettato di andare a lavorare?
Avrei dovuto essere in ferie, con te a Washington" sospir pesantemente.
Tiravo calci come risposta, ma solo per un po'. Non volevo
sconvolgerla ancora di pi. Guardando verso il basso mi accorsi
che aveva dimenticato la mia cartella a casa. Il biglietto per Catherine!
La raggiunsi e la presi per un braccio e indicai ai miei piedi.
"Che cosa?" disse irritata Mamma.
Calciavo. Indicavo. Grugnivo. Poi indicai la casa. Pap, che si
era messo la tuta, era alla porta di casa con in mano la mia
cartella. Riuscivo a vedere Penny, nel suo pigiama giallo canarino, con
addosso un cappello giallo, dietro Pap. Aveva Doodle e l'ombrello
rosso di Mamma in mano.
Lampi. Tuoni. Pioggia. La pioggia scrosciava. Guardavo Mamma
stringere le mani sul volante.
Fece un rumore simile a un ringhio. "Arrrrh!" Spalanc la
portiera, scese e si imbatt ancora nella pioggia, sal la rampa e
strapp la cartella dalla mano di Pap. Era fradicia. Pap la salut
con la mano bendata dal portico per l'ultima volta poi torn nel
tepore di casa. Vidi la porta quasi chiudersi.
Questo quando vidi un batuffolo giallo con in mano un ombrellorosso sfuggire di casa. La vidi solo per un secondo. Ma la vidi.
Urlavo! Scalciavo! Sbattevo le mani!
I finestrini erano quasi completamente appannati, e si appannavano
ancora di pi a causa della mia agitazione. Mamma mi
guard come se fossi pazza. Mi url dietro: "Basta! Sei pazza?"
Ma non volevo smettere. Non potevo. Sbattevo sui finestrini,
tiravo la camicia di Mamma, la colpivo sulla testa. Provavo ad
attirare la sua attenzione.
"Io non ne posso pi, Melody!" tuon Mamma. "Odio quando
ti comporti in questo modo. Devi imparare a controllarti! Ora
smettila!"
Mamma mise la mano sulla chiave per azionare l'auto.
Urlavo, cercavo di strapparle le chiavi di mano. La graffiavo
sulla mano.
Lei mi colp sulla gamba. Non mi aveva mai alzato le mani
prima. Mai. Io non smettevo di urlare e scalciare. Dovevo dirglielo.
Dovevo dirle che Penny era l fuori! Non avevo mai desiderato
parlare come in questo momento. Volevo una voce.
Stavo andando fuori di testa.
"Ti porto a scuola, e spero ti calmerai!" mormor Mamma
sottovoce. Con rabbia, si volt verso la postazione di guida. Cominci
a spannare i finestrini.
I tergicristalli andavano alla massima velocit.
Piangevo. Singhiozzavo. Afferrai il braccio di Mamma per
l'ennesima volta, ma lei mi scans via.
Credevo reagisse, ma non lo fece.
Le sue labbra erano strette. Guard lo specchietto retrovisore.
Mise la retromarcia.
Urlai, strillai, gemetti. La pioggia scrosciava.
Il tuono ruggiva.
Lentamente, la macchina inizi a indietreggiare. Sent un leggero
tonfo. Rimasi di sasso, in un silenzio agghiacciante.
Mamma si ferm, gir lentamente la testa verso sinistra.
Poi si volt lentamente verso destra, quando vide Pap correre
fuori di casa con il dramma dipinto sul viso. "Penny" lo sentii
urlare. "Dov' Penny?"
Mamma abbass il finestrino dalla mia parte. La pioggia mi
bagn, ma non mi importava. "Cosa significa?  con te!" replic
Mamma, con una voce bassa ma molto, molto frenetica e spaventata.
Scese dalla macchina. Abbass lo sguardo. Url per un lungo,
lunghissimo istante.
Le sue urla erano pi forti delle sirene della polizia, dei pompieri
e delle sirene dell'ambulanza e pi forti del mio pianto silenzioso.
Rimasi l, come dimenticata, incastrata nel sedile anteriore
della macchina come la pioggia attaccata ai vetri. Sembrava un'eternit.
Soffrivo di paura.

 Capitolo 31.

L'aria era densa e umida, come il silenzio che segu le urla, i pianti e
le sirene. La pioggia era meno insistente.
Dopo che Mamma e Pap andarono via con l'ambulanza, la
signora V mi fece uscire dalla macchina e mi mise sulla mia sedia.
Mise sul mio vassoio, il fradicio Duddle.
"Ho trovato questo sotto la macchina " disse, con voce rotta.
Lo toccai e scoppiai in lacrime.
Mentre mi port a casa, la signora V disse: "Dobbiamo lavare
Duddle in attesa che Penny torni a casa, hai sentito?" Non capivo
se stesse cercando di convincere me o se stessa.
Mi girava la testa e avevo la nausea. Non riuscivo a smettere
di tremare.
Dopo avermi cambiata i vestiti e asciugata, accese la radio su
una stazione leggera, a basso volume. Percepivo solo il colore grigio.
La signora V stava dietro di me, coccolandomi.
"Hai fame?" mi chiese.
Scossi la testa.
Continuava ad accarezzarmi la schiena e le spalle fino a far
sparire la tensione dai nostri volti.
"Vado di l a prendere il tuo Medi-Talker e il cane" disse.
"Vuoi qualcos'altro?"
Scossi la testa e continuai ad ascoltare i toni grigi come il fumo.
Quando torn, Butterscotch sembrava nervoso.
Continuava a camminare e annusare, come in cerca di qualcosa.
"Penso stia cercando Penny" disse la signora V. "I cani capiscono
tutto."
Attacc Elvira al mio vassoio e lo accese, ma non avevo voglia
di dire nulla.
"Non  colpa tua, lo sai" disse alla fine.
Scossi la testa con forza. La signora V parlava solo per farmi
sentire meglio.
"Lo credo davvero, Melody. Non  colpa tua!"
"S, lo !" risposi con Elvira. Alzai il volume.
La signora V mi girava attorno, fino a chinarsi verso il basso,
eravamo faccia a faccia e mi disse: "Hai fatto del tuo meglio per
avvertire tua madre. Devi essere orgogliosa di te."
"Non orgogliosa. Non abbastanza" digitai.
"A volte accadono cose che sono al di l del nostro controllo,
Melody. Tu hai fatto tutto quello che potevi." Il senso di colpa mi
assaliva.
"Io sono pazza di Penny" digitai, pi piano del solito.
"Penny sa che tu la ami" mi disse.
Le lacrime scorrevano lungo le guance.
"Volevo farmi portare a scuola da Mamma."
"E allora? Il fatto che tu abbia insistito per andare a scuola,
anche dopo quello che  successo ieri, mostra che sei una persona
forte, una persona migliore di chiunque altro. Sono orgogliosa di
te per questo."
"Non esserlo."
"Sono sicura che Penny star bene", disse la signora V, ma la
sua voce voleva dire il contrario. Per la prima volta ho potuto
sentire la signora V insicura.
"Morir?" Lo dovevo sapere.
"Lei era viva e respirava quando l'ambulanza part, quindi
voglio pensare che sia ancora cos."
Dovevo sapere qualcos'altro. "Il suo cervello? Danneggiato?"
chiesi. Avevo visto documentari televisivi sui traumi cerebrali per
saperne abbastanza in merito. La mia compagna di classe Jill ha
avuto un incidente d'auto. Non potrei sopportare di vedere Penny
cos.
La signora V rispose pensierosa e onestamente disse: "Suppongo
che sia possibile, ma prego che non accada."
"Due bambine lese" digitai. Solo l'idea quasi mi faceva vomitare.
"Questo non succeder, Melody." Ma la voce della signora V
vacill - l'ho sentito.
Restai immobile per un momento, poi digitai: "Doveva succedere
a me."
"Eh? Che cosa vuoi dire?"
"Non sarei mancata a nessuno."
"Ora, basta, smettila di parlare cos stupidamente! Tutto il mio
mondo e quello dei tuoi genitori cadrebbe in pezzi, se ti succedesse
qualcosa."
Non le credevo. Inclinai la mia testa. "Davvero?" digitai.
"Ho intenzione di vestirmi di viola alla tua laurea!"
"Lontano e molto difficile."
"Come partecipare al quiz team?"
"Loro mi hanno esclusa."
"E hanno perso!"
Guardai fuori dalla grande finestra panoramica e osservavo i
rami degli alberi muoversi. Come potevo dirlo? Tornai da Elvira e
digitai molto lentamente: "Voglio essere come gli altri bambini."
"Cos tu vuoi essere meschina, falsa e irresponsabile?"
Guardai il suo viso arrabbiato, poi distolsi lo sguardo.
"No. Normale."
"Ma che normale!" rugg la signora V. "Le persone ti amano
perch tu sei Melody, non per quello che puoi o non puoi fare,
credici."
"Vorrei tornare indietro a ieri" digitai.
"Ieri il tuo cuore si  spezzato perch ti hanno lasciato a casa,
ricordi?"
"Piuttosto che oggi  meglio ieri."
"Lo so. Oh, Melody, lo so."
"Ho paura."
"Anch'io."
Il silenzio della stanza echeggiava nei nostri pensieri.
"Ho avuto un pesce rosso. Salt fuori dalla sua boccia" digitai
poi.
"Mi ricordo di tua mamma mi raccont l'accaduto."
"Cercai di salvarlo. Ma non ci riuscii."
Il telefono squill sorprendendoci.
Mi agitavo sulla mia sedia. La signora V rispose.
"S" disse.
Mi sforzai di ascoltare.
"Oh, no!" lei disse.
Il mio cuore batteva a mille. Lei ascolt alla cornetta per lungo
tempo.
"Oh, s!", disse infine. Poi scoppi in lacrime e riattacc.
"Penny  morta?" digitai. Il mondo girava. La signora V si
asciug gli occhi, mi guard, e fece un profondo respiro:
"Penny ha alcune lesioni interne, una gamba rotta, ma  sopravvissuta
all'intervento!  viva!" Poi pianse nuovamente.
La normalit dopo tutto non esiste.

 Capitolo 32.

 luned, quindi devo tornare a scuola oggi. La temperatura  scesa
e il sole  brillante come un gioiello d'oro. Eppure tutto sembra diverso
e ingiusto.
Mamma ha passato il fine settimana in ospedale con Penny,
dormendo in camera con lei. Io non la vedo da tempo, dal giorno
in cui tutto  cambiato. Forse Mamma  arrabbiata con me.
La signora V  venuta a vestirmi e imboccarmi. Anche a But-
terscotch sembrava mancare Penny. Mise la sua testa sul mio
grembo e mi guardava con occhi tristi. Io non potevo aiutarla.
Pap era incasinato. Continuava a far cadere le cose come forchette
e chiavi. Iniziava a parlare poi dimenticava quello che doveva
dire. Non si era fatto la barba.
"Vai a rimetterti in sesto, Chuck" la signora V disse finalmente.
"Una doccia calda e un freddo bicchiere di succo d'arancia ti
tireranno su. Non vorrai far spaventare Penny?"
"Uh, hai ragione", rispose Pap. "Hai badato a Melody?"
"Vedr di portarla alla fermata del bus. Ora scappo!"
Pap si diresse su verso il bagno.
"Penny sta meglio?" digitai.
"S, oh, s! Quando ho parlato con tua madre questa mattina,
lei mi ha detto che gi l'hanno trasferita. Penny stava mangiando
mousse di mela, si lamentava del gesso alla gamba, e chiedeva
di Doodle, che ho fatto lavare per lei. Penny si sta riprendendo,
Melody. Sta meglio."
Respiravo profondamente. La signora V mise un cucchiaio di
uovo nella mia bocca, ma il mio stomaco brontolava per la preoccupazione.
"La sua gamba?" chiesi.
"La sua gamba  ingessata. Il gesso  ingombrante e faticoso
da portare, ma i dottori le hanno detto che diventando pi forte,
riuscir a camminare comunque."
Ero felice che la signora V fosse sempre accanto a me.
"Sedia a rotelle?" non posso immaginare cosa peggiore di
una bambina sulla sedia a rotelle.
"No. La porteranno in braccio il pi possibile."
Tirai un sospiro di sollievo. "La sua testa?" chiesi.
La signora V cap: "Nessun danno cerebrale, Melody. Nessuno."
Espirai lentamente: "Sei sicura?" precisai.
"Assolutamente. L'ho vista io stessa ieri sera. Ha picchiato la
testa quando  caduta, ma l'auto ha colpito solo la gamba. Non
la sua testa."
Il bus della scuola suon il clacson cos la signora V mi accompagn
per prenderlo. Controll la mia cartella, aggiust la
cinghia dei miei piedi, e mi diede un grande abbraccio.
"Sei pronta, Melody? Pronta ad affrontare la squadra?"
Annuii. Dopo quello che era accaduto a Penny, affrontare un
gruppo di mocciosi della quinta elementare, sarebbe stata una
passeggiata.
Gus mi guard preoccupato mentre salivo sul bus.
"Come sta la tua sorellina?" mi chiese. "Chiss che spavento!"
"Andr tutto bene" digitai. "Grazie."
Mi rendo conto che le notizie brutte viaggiano in fretta.
Tutti a scuola probabilmente sapranno gi tutto.
Gus continu le procedure di salita sul bus mentre salutavo
con la mano la signora V.
Il viaggio verso scuola  stranamente tranquillo. Nessun rumore
o grugnito provenienti dagli studenti speciali.
Arrivati a scuola l'aria era cos fredda che gli assistenti ci portarono
subito in quinta H. L, guardai i miei amici con occhi diversi.
Freddy, che vuole andare sulla luna.
Ashley, la nostra modella.
Willy, l'esperto di baseball.
Maria, che non ha nemici.
Gloria, amante della musica.
Carl, il nostro gourmet.
Jill, che potrebbe essere stata come Penny una volta.
Nessuno di loro conosce il proprio valore.
E io la sognatrice che cerca di sfuggire dalla quinta H, una
bambina con un computer di nome Elvira. Io non so nemmeno a
chi appartengo.
Catherine entr, indossando un nuovo vestito moderno e
stiloso. Pantaloni beige, maglione nero, e un giubbotto.
"Bel vestito" le dissi.
"Grazie! Ho fatto tutto da sola."
"Ho qualcosa per te" indicai la mia cartella.
Lei raggiunse il mio zaino, scav e trov il biglietto, che aveva
quasi provocato una tragedia. Dopo averlo letto, i suoi occhi si
riempirono di lacrime.
"No, Melody, grazie a te!" si avvicin e mi abbracci. Poi mi
guard e disse: "La signora Valencia mi ha chiamata e mi ha raccontato
tutto quello che  successo a tua sorella. Come sta?"
"Meglio" digitai.
"Sai, probabilmente le hai salvato la vita" disse Catherine.
"Che cosa?"
"Veramente. Urlando hai rallentato la corsa di tua madre. Le
hai dato il tempo di capire perch stavi facendo il diavolo a quattro."
"Ma non sono riuscita a fermare Mamma" digitai.
"Hai fatto esattamente quello che dovevi fare. Sono cos orgogliosa
di te."
"Davvero?"
"Davvero. Specialmente dopo tutto quello che hai passato
all'aeroporto. Vuoi parlarne?"
"No" digitai, e distolsi lo sguardo.
Maria venne verso di me e mi diede un forte abbraccio.
"Hai fatto bene, Melly-Belly" disse. "Davvero bene."
Non sono sicura se lei stesse parlando del quiz team o di qualcosa
d'altro, ma iniziai a piangere e il mio naso a gocciolare.
Avrei voluto farle capire quanto le sue parole mi avessero fatta
stare meglio. Sarebbe bastato un cenno. Ma solamente digitai:
"Grazie."
Secondo me Freddy era allo scuro di tutto ci che accadeva intorno
a lui, ma stavolta mi sorprese chiedendomi: "Melly andava
veloce l'aereo?" mi guardava eccitato e forse persino invidioso.
"No, Freddy" digitai. "Nessun aereo. Nessuna velocit."
La tristezza lo pervase, poi si allontan.
La signora Shannon si avvicin e si accovacci accanto a me.
"Dopo tutto quello che hai passato saresti potuta esplodere."
"Boom", digitai. Ma non mi veniva da ridere.
"Ne parleremo a pranzo. Va bene, Melody?"
"Va bene."
"Hai intenzione di andare alla lezione di integrazione?" mi
chiese.
"S", digitai. Ci ho pensato per tutto il fine settimana - quando
non pensavo a Penny. Decisi che non mi sarei nascosta.
"Voglio che tu sappia che sono molto orgogliosa di te." Mi fece
un cenno d'intesa con la mano e and a lezione.
Oggi, la signorina Gordon era assente, cos la prima classe di
integrazione fu con il signor Dimming.
"Sei sicura di voler andare?" Catherine mi chiese.
Invece di rispondere, azionai la mia sedia verso la porta del
signor D. Catherine poggi una mano sulla mia spalla, per farmi
sentire che lei c'era.
Un piccolo trofeo in ottone era sulla scrivania del signor
Dimming.
L'aula era pi silenziosa del solito.
Il signor Dimming si schiar la voce. Era nervoso. Saltellava
da un piede all'altro. Metteva il dito nel colletto della sua camicia
bianca - indossava il suo vecchio, consumato, abito marrone. Anche
le sue vecchie scarpe.
Infine, disse: "Ciao, Melody!" con voce falsamente allegra.
Non risposi.
Si dimenava cos tanto, come se avesse bisogno di andare al
bagno. Io lo guardavo appena. Non calciavo. Non facevo rumori
strani. Ero incredibilmente calma.
Guardavo Rose, ma lei stava guardando da un'altra parte.
Nessuno sapeva cosa dire.
Finalmente ruppi il silenzio. Accesi Elvira ad alto volume e
digitai: "Perch mi avete lasciata fuori?"
Qualcuno avrebbe dovuto essere l con una videocamera per
filmare una quinta elementare totalmente in silenzio.
Ognuno cercava gli occhi altrui, quasi sperando che qualcuno
parlasse per primo.
Alla fine, Rose si alz in piedi. Mi guard e disse: "Non avevamo
intenzione di lasciarti qui, Melody. Onestamente."
La guardai dritta negli occhi e aspettai.
Non reagii. Aspettavo solamente.
Lei continu: "Noi tutti siamo andati a fare colazione presto
quella mattina -"
La interruppi: "Nessuno mi aveva detto nulla a riguardo.
Perch?"
Nessuno di loro rispose. Il loro silenzio diceva quello che a
parole non riuscivano ad esprimere - meglio senza di me.
Sbattevo le palpebre velocemente.
Claire finalmente balbett: "Pensavamo che ci avresti rallentato
perch ti dovevano imboccare."
Ero cos tranquilla, che sentivo il battito del mio cuore.
"Tu hai vomitato. Nessuno ti ha lasciata a casa."
"Ooh, caspita!" sentii Rodney sussurrare.
Claire era a testa bassa.
"Chi ha preso il mio posto?"
Claire alz la mano senza guardarmi.
Rose aveva lo sguardo fisso sul suo libro di storia. "Abbiamo
finito presto di fare colazione perch eravamo tanto eccitati per la
partenza, cos siamo andati prima all'aeroporto."
Connor si alz in piedi. Sembrava a disagio.
"Cos, quando siamo arrivati all'aeroporto, ci hanno detto che
il volo di mezzogiorno era stato cancellato, ma che potevamo
prendere il volo prima se ci sbrigavamo."
Molly quindi parl: "Cos abbiamo controllato le nostre cose
velocemente, poi ci siamo precipitati - voglio dire, correvamo
come fulmini, persino il signor Dimming - verso il cancello d'imbarco."
"Nessuno ha pensato a me?" chiesi.
Di nuovo silenzio.
Infine, Elena disse: "Io. Io sono stata la prima a salire a bordo
mentre diedi il mio biglietto alla ragazza del check-in. Ricordai al
signor Dimming che eri assente."
Il signor Dimming continuava ad essere teso.
"Ero cos occupato - cercando di contare tutti i ragazzi, verificare
i posti assegnati e assicurarmi che tutti i bagagli fossero stati
imbarcati - cos chiesi ai ragazzi di chiamarti a casa. Sapevo che
Rose, aveva il tuo numero nel suo cellulare."
Tutti gli occhi si spostarono su Rose. Lei guardava a terra, poi
lentamente, mi guard. Una lacrima scendeva lungo la sua guancia.
"Non ce l'avresti fatta lo stesso a raggiungerci in tempo. Io...
presi il telefono per chiamarti, poi guardai il resto dei ragazzi della
squadra." Fece una pausa.
Potevo immaginarli l, a pensare alla possibilit di andare a
Buongiorno America con quel grande trofeo... e me.
Rose continu: "Ci guardammo l'un l'altro. Tutti fecero un
cenno quasi impercettibile con la testa - no."
Tutti? Mi vennero i brividi.
Rose sussurr, infine: "Cos ho chiuso il telefono e abbiamo
preso l'aereo. Io... Non ho mai fatto quella chiamata."
Come pu il silenzio essere cos rumoroso? Il signor Dimming
infine disse tranquillamente: "Sono molto dispiaciuto, Melody.
Davvero tanto."
Rose scoppi in lacrime e mise la testa sul banco.
"Poco prima della gara" Molly, spieg: "un giornalista del
Washington Post venne a intervistare la squadra. Ma se ne and una
volta scoperta la tua assenza."
Connor and verso la cattedra, prese il trofeo del nono posto
e me lo port. Balbettando mi disse: "Beh, la squadra vuole che
tu tenga questo trofeo, Melody, come scusante." Mise il trofeo sul
mio vassoio.
Era piccolo, fatto di plastica a basso costo ed era stato dipinto
per sembrare metallo. Il nome della scuola era anche scritto sbagliato
sulla targhetta.
Guardai quella piccola e brutta statua, e mi misi a ridere.
Poi risi pi forte. Infine, scoppiai in una risata fragorosa. La
mia mano colp il trofeo - non sono sicura che sia stato un incidente
o meno - e cadde a terra, rompendosi in mille pezzi.
La classe mi fissava sorpresa. Quando capirono il significato
del mio gesto iniziarono anche loro a ridere - un pochino. Persino
Rose sorrideva.
"Io non lo voglio!" digitai infine. Poi alzando il volume al
massimo, aggiunsi: "Ve lo meritate!"
Ancora ridendo, azionai la mia sedia, mi voltai delicatamente,
e uscii da sola dalla classe.

 Capitolo 33.

Quinta elementare:  piuttosto dura probabilmente per un sacco di
bambini. Compiti a casa. Non essere mai abbastanza sicuri di se stessi.
Abbigliamento. Genitori. Voglia di giocare con i giocattoli e voglia di
crescere allo stesso tempo. Puzza delle ascelle.
Credo di avere tutto ci, oltre a circa un milione di altre cose
da affrontare. Farmi capire dalle persone. Preoccuparsi di come
comportarmi. Avr mai un ragazzo? Forse non sono cos diversa
da tutti gli altri, dopotutto.
 come se qualcuno mi avesse dato i pezzi di un puzzle, ma senza
avere la scatola con l'immagine da copiare. Quindi non conosco
l'immagine finale. Io non sono nemmeno sicura se ho tutti i pezzi
del puzzle. Questo non  probabilmente un buon paragone, dato
che non potrei mettere un puzzle insieme, neanche volendo. Anche
se io di solito conosco le risposte alla maggior parte delle domande
fatte a scuola, un sacco di cose ancora mi lasciano perplessa.
Penny  venuta a casa dall'ospedale con ematomi e contusioni
e con un nuovo cappello rosso. Doodle  tra le sue braccia.
Va bene cos per me. Persino Butterscotch tratta Penny come un
cucciolo ferito. Le ha portato tutti i suoi giochi preferiti in stanza,
come dono di bentornata a casa. Oggi sto lavorando all'autobiografia
del progetto della signorina Gordon. La signora V ha collegato
il computer. La musica classica suona dolcemente dal suo
nuovo iPod. Io sento una morbidezza viola.
Ci vuole del tempo. Tutto  dentro di me, intrappolato. Non
ho molto da dire e ho un solo pollice per dire ci che penso.
Penso di partire dall'inizio...
Parole.
Sono circondata da centinaia di parole. Forse da migliaia.
Cattedrale. Maionese. Melograno.
Mississippi. Partenopeo. Ippopotamo.
Vellutato. Terrificante. Iridescente.
Solletico. Starnuto. Desiderio. Paura.
Le parole cadono attorno a me come fiocchi di neve - ognuno delicato
e differente, ognuno puro e sciolto nelle mie mani.
Dentro di me le parole si cumulano formando enormi mucchi.
Montagne di frasi e di idee connesse tra loro. Espressioni dotte. Battute.
Canzoni d'amore.
Fin dai primi mesi di vita le parole avevano un sapore dolce e una consistenza liquida e le bevevo come fossero limonata. Riesco ancora ad assaporarle.
I miei pensieri confusi e le mie sensazioni prendevano cos forma. I
miei genitori mi bombardavano di parole con le loro conversazioni. Chiacchieravano e balbettavano. Esprimevano concetti e cantavano. Mio padre
cantava per me. Mia madre sussurrava al mio orecchio tutta la sua forza.
Ogni parola detta dai miei genitori, a me o su di me, l'ho fatta mia e
la ricordo. Tutte senza distinzione alcuna.
Non capisco come quei complicati processi di comunicazione e di
pensiero mi coinvolgessero tanto, tuttavia ci succedeva rapidamente
e naturalmente. Con il passare del tempo, avevo due anni, tutti i miei
ricordi avevano un nome, tutti i nomi avevano un significato.
Ma solo nella mia mente.
Non ho mai pronunciato una singola parola. Ho quasi undici anni.
...
.
...
FINE.